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Inside "Ghost"

Al teatro Brancaccio, ultimi giorni per assistere al fortunato musical

di Luca Siliquini

Un adattamento teatrale, a volte, può risultare un’operazione insidiosa. Si cade nella banalità, si rischia di togliere all’opera iniziale la propria potenza comunicativa. Il senso primo e ultimo del lavoro originario. Un po’ come se si “svendesse” il nucleo di base. Pensando di aggiungere qualcosa a uno sforzo d’intelletto, si finisce magari con lo sbiadire quello stesso sforzo. Molti adattamenti teatrali hanno fallito, in questo. E infatti non sono andati bene, perché mediocri, triti e stucchevoli. Per un buon adattamento teatrale occorrono autori e registi lungimiranti, e un cast altrettanto bravo, in grado di reggere la trasposizione dell’opera. A quel punto, l’operazione potrà dirsi riuscita. E vincente. Il pubblico apprezzerà. Soprattutto se si tratta di generi popolari e di gran seguito come il musical. L’occhio dello spettatore può essere infatti molto critico, all’evenienza. E del resto si sa, non c’è migliore – o peggiore, se vogliamo – pubblicità del cosiddetto passaparola. Ebbene, nel caso di Ghost – Il musical il test viene decisamente superato.

Tratto dall’omonimo film del 1990 diretto da Jerry Zucker ed interpretato da Patrick SwayzeDemi Moore e Whoopi Goldberg, Ghost – Il musical cattura fedelmente, e allo stesso tempo in veste rinnovata, le emozioni di una storia che sembra non avere tempo. Sam Wheat, bancario a New York, ha appena preso un appartamento insieme alla fidanzata Molly Jensen, scultrice di talento e dalla spiccata sensibilità. I due sono felici e innamorati, ma una sera, di ritorno da una serata a teatro, Sam resta ucciso durante un tentativo di rapina ad opera del piccolo criminale Willy Lopez. Molly, scioccata, chiama aiuto, ma non sa che Sam è ancora lì. In veste di fantasma. A questo punto, il nostro si rende conto che deve fare chiarezza sulle circostanze della propria morte. E al tempo stesso, proteggere la sua amata Molly, che rischia di essere assassinata proprio da chi ha voluto morto il suo compagno. Sam è però incapace di comunicare con lei, ed è qui che entra in gioco la truffatrice Oda Mae Brown: una medium dapprincipio inconsapevole dei propri poteri, ma che grazie a Sam diventerà cosciente del suo “dono” e finirà con l'essergli complice ed amica. In corso di indagini, Sam arriverà a scoprire che il mandante dell'omicidio è Carl Bruner, suo collega di lavoro e migliore amico. Carl ha infatti ordinato a Willy di rubargli il portafogli per recuperare una password che gli avrebbe permesso di riciclare 4 milioni di dollari sporchi, per conto di alcuni trafficanti di droga. Il nostro “protagonista/spettro” ha allora un piano per impedire che Carl e Willy mettano le mani sul denaro. La sensitiva si presenta alla banca in cui lavorava Sam spacciandosi per tale Rita Miller, il personaggio immaginario a cui Carl, su pressione della mafia, doveva intestare i 4 milioni di dollari. La donna riesce a prelevarli – dovrà poi sbarazzarsene, suo malgrado –. Willy e Carl capiscono però la “truffa”, e si mettono sulle tracce di Oda Mae. A salvare la medium, stavolta, sarà Sam, che affronterà i due malviventi, che poco dopo, e in due diverse circostanze, moriranno. Ma non prima che Sam, utilizzando il corpo della stessa Oda Mae, riesca a parlare per un’ultima volta con la sua adorata Molly. Pronunciando quell’ultimo “ti amo” prima di salire definitivamente in Paradiso.

Una storia, quella di Ghost, ricca di intrighi e belle emozioni. Ma che non manca, al tempo stesso, di una forte componente ironica. Una storia intensa e divertente, messa in scena nel musical con brillante abilità. Un cast di formidabili attori – a partire dai protagonisti  –, che sa passare con estrema naturalezza dalle parti recitate a quelle cantate, senza che il passaggio stesso risulti noioso o peggio ancora forzato. E già questo non è semplice. Altro punto di forza di questo adattamento teatrale sono le scenografie (e c’è da dire che in questo il Teatro Brancaccio aiuta non poco). L’utilizzo dello schermo che proietta ricostruzioni in digitale delle location in cui si svolge la trama è davvero una trovata scaltra. Insieme alle scenografie “classiche”, contribuisce a rendere ancor più realistica l’ambientazione, permettendo allo spettatore di penetrare nella storia quasi come fosse un’esperienza in 3D. Se a tutto ciò aggiungiamo una regia sapiente, un corpo di ballo straordinariamente bravo e una serie di canzoni azzeccatissime, il gioco è fatto. La magia si creata.

Per info:

Teatro Brancaccio

Via Merulana, 244, 00185 Roma
06 8068 7231

Fino al 9 febbraio

orario

martedi - sabato h.10.00/19.00
domenica h. 10.00/18.00

lunedi riposo - operativo

 

PREZZI BIGLIETTI (interi)
poltronissima (fila 1-21) 
poltronissima B (fila 1-4 lat.) 
poltrona A (fila 22-26)       
poltrona B (fila 27-30)

€.59,00 €.49,00 €.49,00 €.39,00

[06-02-2014]

 
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