Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Il Nobel in fuga dal senato

L’omaggio di Dario Fo a Franca Rame

di Luca Siliquini

Tutto parte da cinque dipinti. Il primo è ispirato alle tristi vicende degli sbarchi a Lampedusa; il secondo alle atrocità avvenute nella scuola Diaz durante il G8 di Genova; il terzo al processo a Ipazia – la matematica e filosofa di Alessandria d’Egitto linciata dai cristiani nel 415 d.C. per le sue idee religiose –. Il quarto è un ritratto un po’ naïf di Franca Rame. Il quinto, infine, rappresenta la decadenza di Roma (soprattutto culturale) durante il Medioevo e vuole essere un richiamo alla storia di Cola di Rienzo, il tribuno che, verso  la metà del XIV° secolo, tentò di salvare Roma dagli strazianti conflitti intestini tra popolo, baroni e papato. I temi trattati nei quadri sembrano in apparenza diversi. Ma c’è un messaggio ben preciso che accomuna queste cinque opere: la pericolosità della mancanza di conoscenza. La disinformazione che genera ignoranza e brutalità. Che reprime lo sviluppo intellettuale di ognuno a favore dei giochi di potere. Relegando l’essere umano a una condizione a una condizione quasi bestiale, eppure comoda a chi muove i fili.

Il premio Nobel Dario Fo, nello spettacolo In fuga dal Senato, ispirato all’omonimo libro della scomparsa moglie Franca Rame, ripercorre con la sua proverbiale verve comica diversi episodi della storia d’Italia – alcuni poco noti e piuttosto curiosi – in cui proprio la mancanza di informazione e i giochi di potere hanno ribaltato il corso dei fatti. Come nello stile dell’attore, non si fanno sconti a nessuno. Che si parli di antichità, Medioevo o storia contemporanea. Dario Fo, in splendida forma a dispetto dei suoi 87 anni, porta al Teatro Sistina uno spettacolo coinvolgente, rocambolesco e toccante, dal quale emerge – neanche ce ne fosse bisogno – il meglio del meglio della sua potenza espressiva. Una pièce in due atti concepita per far riflettere, ma soprattutto per rendere omaggio alle battaglie portate avanti da Franca Rame, specialmente in veste di senatrice (dal 2006 al 2008). Un sentito tributo a una donna combattiva, ironica, tenace nel difendere i diritti dell’uomo quanto nel denunciare a cuore aperto la corruzione politica del paese. Di estremo impatto sono i suoi scritti, pieni di passione, recitati nello spettacolo dal marito e da tre sue giovani allieve. «Vi dico la verità, pur avendo visto spesso in televisione servizi sui ‘disordini’ nelle due aule, trovarcisi in mezzo è di gran lunga più stomachevole – scriveva Franca Rame proprio nel libro In fuga dal Senato  –. Avevo una mia idea sul senato, be’, ho dovuto cambiarla: una massa di rozzi pronti a tutto». Parole a dir poco eloquenti, e che mettono perfettamente in luce lo spirito “guerriero” della compianta attrice e donna politica. Alla lettura-recitazione degli scritti, come già anticipato, si alterna la ricostruzione di episodi salienti della storia d’Italia. Particolarmente commovente, nel secondo atto, il ricordo delle vergognose violenze avvenute a Bolzaneto e alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Dario Fo, con ammirevole dovizia di particolari, ricorda al pubblico presente quanto le repressioni avvenute in quel contesto si siano rivelate gratuite e ingiustificate. Uno sfogo di violenza perpetrato al fine di dimostrare all’intero mondo “l’efficienza militaresca” delle forze dell’ordine italiane. E non perché fosse realmente necessario.

Al ricordo delle tante lotte intraprese al fianco della moglie, Fo non manca raccontare episodi più ironici e divertenti della sua vita. Davvero esilarante il momento in cui il Nobel parla dello scherzo recentemente fattogli dai conduttori della trasmissione radiofonica “La Zanzara”, in cui un imitatore al telefono si è finto papa Francesco ed è stato prontamente sbugiardato. Magistrale la conclusione di Fo all’aneddoto: «Questa storia contiene una morale di fondo. Mai fare scherzi del genere a un attore abituato da tutta la vita a smascherare figli di p…..a». Un’altra, eccellente prova di intelligenza e acume. E a proposito di intelligenza e acume, un plauso particolare va fatto al direttore artistico del Teatro Sistina Massimo Piparo, che ha accolto a braccia aperte lo spettacolo In fuga dal Senato dopo la cancellazione dello spesso – avvenuta in pratica all’ultimo minuto – dall’Auditorium Conciliazione. Per ordine della Santa Sede. E per ragioni sostanzialmente “ignote”. Nel mondo del teatro contemporaneo, simili atti di coraggio andrebbero supportati.

[21-01-2014]

 
Lascia il tuo commento