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IO DOPPIO

RUFFINI AL TEATRO BRANCACCIO

di Nunzia Castravelli

Dal 1 al 3 novembre il Teatro Brancaccio ha visto sul palcoscenico Paolo Ruffini, esibitosi insieme all’associazione Nido del Cuculo, in “ IO DOPPIO”. Lo showman livornese ha dato vita ad uno spettacolo di forte interazione con il pubblico  coinvolgendolo e rendodolo protagonista. Interviste e giochi di coppia sono stati intervallati da video doppiati in dialetto livornese, musica e due bei momenti lirici con la recitazione di due poesie una dedicata al pubblico, l'altra al cinema.

Uno spettacolo fortemente interattivo, ma bisogna dirlo, anche  pomposamente scurrile. In realtà, l'uso delle  parolacce di per sé non è né giusto, né sbagliato, ma, di fronte alla povertà di contenuti, molti dei quali creati al momento dalle storie portate sul palco dal pubblico, la parolaccia risulta alla lunga ripetitiva e noiosa.

  Riguardo ai video doppiati, molto celebri sul web,  ed il tentativo di smitizzare le icone di Hollywood attraverso rutti e flatulenze,  forse essi  assumono un senso  su You Tube: riportandoli a teatro l'effetto risulta estremamente dissacrante. Dopo il centesimo rutto ci si chiede in che direzione le nuove leve della comicità  stiano andando e se oggi si può far ridere mantenendo "la bocca pulita".  Per carità se lo scopo è divertire, Ruffini ci è riuscito, il pubblico sembrava entusiasta, e lui resta comunque un'ottimo presentatore. Ma, forse una piccola parte di pubblico come me si è chiesta se le volgarità non sia il caso di lasciarle fuori dalle sale teatrali, la realtà che ci circonda è già abbastanza triviale e rozza di per sè ed in fondo siamo abbondantemente circondati da real tv grossolani, turpiloqui di grandi fratelli e oscenità delle tribune politiche. E visto tanto talento, è un peccato che usciti dal teatro ciò che  resta dello spettacolo è comunque una parolaccia e nulla più.

 
 

[05-11-2013]

 
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