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"I giorni del buio", la recensione

La vita degli homeless tra dolore e speranza

di Luca Siliquini

Diciannove storie di speranza, indifferenza e rassegnazione. Un racconto corale volto a mettere in luce la condizione di una parte di società ignorata, costretta ai margini, con un passato che ha bisogno di essere urlato e un presente da riscattare. La realtà dei senzatetto è sotto gli occhi di tutti, straziante come la si vede. Eppure il disagio di queste persone sembra spesso un grido sordo, nel chiasso di una società che punta ad efficienza e perfezione. Chi sono allora realmente gli homeless? Quanto può essere difficile raccontarli? Gli allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte drammatica "Silvio d'Amico", sotto la sapiente guida di Gabriele Lavia, ci sono riusciti. E magistralmente. "I giorni del buio", che ha debuttato ieri al teatro Argentina, è una rappresentazione ricca di poesia, che svela in maniera lucida e toccante il conflitto interiore vissuto ogni giorno da chi ha scelto di combattere contro la propria stessa esistenza. Da chi approda alla strada per volontà, per nascondersi, per disperazione. Un universo composto di mille piccole galassie, legate fra loro dal sottile filo d'inerzia.

Le scenografie minimali - a tal proposito, splendida l'idea del "totem" di carrelli della spesa, a cui i protagonisti si aggrappano continuamente, quasi a voler chiedere un ultimo, lancinante contatto con il concreto -, i giochi di luce, soprattutto nel finale, le pause ad effetto, il muoversi suggestivo e coreografico degli attori. Tutto in questo spettacolo richiama alla dicotomia buio/luce. Il buio, certe atrocità interiori che pian piano annegano sogni e ricordi. La luce, fatta di speranza e umanità nonostante l'indifferenza esterna. "I giorni del buio" esplora con garbo e delicatezza quella zona grigia che prospera tra la massa e il suo contrario, cercando di scovare il collante che unisce uomo e uomo, al di là dei percorsi individuali. La folle, l'immigrato, l'assassino non diventano dunque più figure stereotipate. Piuttosto assumono quasi un ruolo espiatorio, quasi a farsi carico di tante, troppe colpe ancestrali e umane.

In conclusione, avete tempo fino al 23 giugno per assistere a questa piccola, grande meraviglia. Fatelo, non ve ne pentirete affatto. Per il resto, non si possono che rinnovare i più sinceri complimenti a Gabriele Lavia, i ragazzi della "Silvio d'Amico" e tutto lo staff che ha contribuito a un grande progetto come "I giorni del buio".

Per info:

www.corriereromano.it/teatro/roma/notizie/15696/-i-giorni-del-buio-clochard-sul-palco.html

Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 www.teatrodiroma.net
Biglietteria Teatro Argentina: tel.06.684.000.311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo)
Orari: tutte le sere ore 21.00 I sabato ore 19.00 I domenica ore 17.00 - Costi: biglietto intero € 10 I ridotto € 7

[20-06-2013]

 
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