Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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6 Nazioni: l’Italia batte l’Irlanda

Splendida vittoria degli azzurri che a Roma vincono 22-15

L’Italia chiude in gloria: allo stadio Olimpico gli azzurri superano 22-15 l’Irlanda. Partita di un’intensità pazzesca, con l’Irlanda spesso oltre il regolamento: i verdi rimediano tre cartellini gialli ma potevano essere cinque. I ragazzi di Brunel rispondono con una determinazione feroce, segnano l’unica meta dell’incontro e regalano ad Andrea Lo Cicero un’ultima partita in maglia azzurra da ricordare a lungo. Il tutto in uno stadio in versione bolgia.

Castrogiovanni non recupera, in prima linea dall’inizio parte Cittadini. Per il resto Brunel cambia poco: c’è Garcia insieme a Canale e ancora Furno al posto di Minto. In mediana Orquera con Gori. Peggio sta un’Irlanda che nel corso del torneo è stata falcidiata dagli infortuni. L’ultimo ad alzare bandiera bianca è Sexton, che non ce la fa a rientrare: assenza pesante e si sentirà. La maglia numero dieci va al giovane Paddy Jackson, classe 1992. C’è invece O’Driscoll, forse all’ultima presenza in un 6 Nazioni.
L’Inizio lascia presagire un brutto pomeriggio: l’Irlanda manovra e attacca, gli azzurri concedono un fallo dopo l’altro e al 5° minuto Jackson fa 0-3. Passati dieci minuti, però, il canovaccio cambia completamente. Spinti da un pubblico inferocito, gli azzurri pareggiano e al 22° vanno avanti grazie alle due punizioni di Orquera. È un’Italia elettrica, a tratti anche frenetica: qualche sbavatura di troppo vanifica gli sforzi offensivi. L’Irlanda, nel frattempo, deve fare i conti con la maledizione degli infortuni che l’accompagna dall’inizio del torneo: nel giro di due minuti alzano bandiera bianca prima Earls e poi Marshall. Ma anche il subentrato Fitzgerald deve arrendersi prima dell’intervallo. Forse anche per quello, i nervi ai verdi saltano. O’Driscoll calpesca Favaro e si becca un cartellino giallo, Kearny è graziato sul finale di primo tempo quando aggredisce Canale. Due calci di punizione per parte, firmati da Garcia e Jackson, limano il punteggio su un 9-6 che non rende merito al dominio azzurro.

L’Italia rientra in campo per prima: è il segnale di una squadra che vuole vincere. La partita infatti non cambia: azzurri a spingere con qualche errore di troppo, Irlanda in sofferenza. La meta arriva dopo pochi minuti, alla fine di una azione caparbia chiusa con una selva di maglie azzurre a spingere l’ovale oltre la linea. La mano che schiaccia la palla è di Venditti, ma la meta è di tutti. Orquera trasforma ed è 16-6. Sembra l’allungo decisivo, invece l’Italia non uccide il match. Anzi. Il cartellino giallo a Parisse costringe gli azzurri in inferiorità numerica: dieci minuti nei quali Jackson infila tre punizioni, riportando l’Irlanda ad appena un punto. Brunel coglie i segnali che arrivano dal campo e butta dentro Minto e Derbyshire. Ma quando rientra Parisse, riportando lo scontro in parità numerica, gli azzurri riprendono a dirigere le operazioni. E incominciano venti minuti di emozioni pure. Al 65° Lo Cicero esce tra gli applausi: le lacrime del pilone siciliano, oggi all’ultima presenza con la maglia azzurra, vengono salutate da uno stadio che gli tributa la giusta ovazione. Sul campo, intanto, va in scena una battaglia fatta di scontri terrificanti. L’Irlanda soffre e reagisce come non dovrebbe. Al 66° Gori è placcato in aria e ricade pesantemente a terra: nessun danno per il mediano di mischia azzurro, ma la decisione dell’arbitro di non sanzionare il pericoloso intervento con un cartellino fa esplodere l’Olimpico. Il giallo arriva poco dopo e se lo prende Donnacha Ryan per un placcaggio senza palla ancora su Gori. Dalla piazzola Orquera fa 19-15, punteggio col quale si va agli ultimi dieci minuti. Brunel si affida a Giazzon, De Marchi e Botes. L’Irlanda perde la testa, prende un altro giallo al 79° e rimane in tredici uomini. Ma ormai la partita è chiusa: l’Olimpico tuona di gioia irrefrenabile mentre Orquera calcia la punizione del 22-15, proprio allo scadere del match. E via alla festa.

Finisce con gli azzurri a fare un lunghissimo giro di campo. Finisce con una foto di gruppo, bellissima immagine di una squadra finalmente tale. Finisce con Andrea Lo Cicero col tricolore in mano a salutare il pubblico, con la voglia matta di non andarsene più da un Olimpico oggi spettacolo nello spettacolo. Finisce con una vittoria azzurra che significa tante cose ma soprattutto una: da quest’anno, da questo 6 Nazioni chiuso in bellezza, l’Italia ha dimostrato di aver colmato il divario con le nobili d’Europa. Da oggi in poi si apre un’altra pagina tutta da scrivere.

Antonio Scafati

[16-03-2013]

 
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