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6 Nazioni: l’Inghilterra batte l’Italia

Nella quarta giornata del torneo, gli azzurri spaventano gli inglesi

L’Italia sfiora l’impresa in terra inglese: a Twickenham gli azzurri sono sconfitti 18-11. L’unica meta di giornata la firmano i ragazzi di Brunel e già questa è una notizia. L’Inghilterra si affida al piede di Flood, patisce l’aggressività degli azzurri per tutto il secondo tempo ed è costretta a una partita di sofferenza pura fino all’80°

Rispetto alla pessima prova contro il Galles, Brunel cambia tanto: capitan Parisse torna dalla squalifica, insieme a lui in terza linea ci sono Barbieri e Zanni. Canale e Garcia coppia di centri. Si rivede Orquera in cabina di regina. In seconda linea c’è Furno e De Marchi prende il posto di Lo Cicero. Nell’Inghilterra Flood sostituisce l’infortunato Farrell. I primi minuti sono tutti dei padroni di casa che provano a scardinare la difesa azzurra con tutta la loro forza fisica. L’Italia regge ma concede qualche fallo di troppo e al quarto d’ora è 6-0. Da lì in poi, però, i ragazzi di Brunel entrano in partita: Orquera accorcia le distanze al 17°, poi una combinazione sull’out tra Parisse e Zanni viene fermata da un fischio dell’arbitro che vede un (dubbio) in avanti. Segnali di un’Italia in crescita. L’Inghilterra annusa il pericolo e prova a forzare i ritmi: al 24° l’attacco inglese è efficace e profondo ma non si concretizza. In tre minuti, poi, sugli azzurri cadono due tegole: Castrogiovanni esce per infortunio e Gori si becca uno stupido cartellino giallo. Nei dieci minuti di superiorità numerica l’Inghilterra raccoglie sei punti col piede del solito impeccabile Flood. Si va negli spogliatoi sul 12-3.

Giusto il tempo di tornare in campo e Flood dalla piazzola trova i pali da 40 metri: 15-3. Da lì in poi, però, l’Italia sale in cattedra: si impossessa dell’ovale e costringe gli inglesi nella loro metà campo. Al 47° Orquera su punizione fa 15-6. Poi, al 48°, il mediano d’apertura azzurro regala una giocata d’alto livello: ovale calciato a scavalcare la difesa inglese, McLean lo afferra al volo e plana in meta alla bandierina. È 15-11. Orquera fallisce la trasformazione e fallisce pure un calcio di punizione pochi minuti dopo (peccato: sarebbero stati i cinque punti del sorpasso) ma l’Italia non si scompone e continua ad aggredire la linea inglese. Brunel pesca a piene mani dalla panchina: Botes, Giazzon, Pavanello, Minto e Favaro vanno a portare energie fresche in una battaglia entusiasmante. L’Inghilterra fatica a uscire dalla propria metà campo ma ha il pregio di raccogliere punti alla prima occasione: al 60° l’apertura inglese calcia la punizione del 18-11. Agli azzurri non demordono, però, e continuano a giocare a testa alta: manca solo il guizzo giusto, manca il pertugio nel quale infilarsi, la difesa inglese deve essere ricacciata indietro metro dopo metro. Gli ultimi minuti sono palpitanti. Un’azione d’attacco lunghissima porta l’Italia a un passo dalla meta: il fortino inglese regge a stento e si salva solo perché gli azzurri commettono un in avanti. L’ultima decisiva touche che l’Italia potrebbe giocare a cinque metri dalla linea di meta finisce nelle mani inglesi: a Twickenham l’Italia perde 18-11. L’Inghilterra continua la sua corsa verso il Grande Slam. Ma l’Italia è tornata.

Brunel l’aveva detto: abbiamo lavorato per migliorare il gioco al piede, la pressione e l’occupazione del campo. I risultati si sono visti. Ma, soprattutto, l’Italia ha dimostrato di esserci dal punto di vista mentale: sotto di nove punti alla fine del primo tempo, gli azzurri hanno saputo reagire e chiudere l’Inghilterra nella loro metà campo sfiorando una vittoria che non sarebbe stata un delitto. Dopo le due sconfitte contro Scozia e Galles, il pericolo di una Caporetto inglese c’era tutto. Pericolo scampato. L’Italia si conferma squadra 'dottor Jekyll e mr. Hyde': bruttissima contro Scozia e Galles, bellissima contro Francia e Inghilterra. Sabato prossimo, contro l’Irlanda, proveremo a scoprire chi siamo.

Antonio Scafati

[10-03-2013]

 
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