Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Rugby
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Rugby
 
 

6 Nazioni: Italia battuta dal Galles

I Dragoni vincono 9-26

Un’altra brutta partita e un’altra brutta Italia. A Roma il Galles vince 9-26. Due mete per i dragoni. Non c’è il diluvio universale che era atteso sull’Olimpico, ma gli uomini di Brunel affondano lo stesso. Non funziona nulla nel grigio pomeriggio romano e gli azzurri finiscono per mostrare limiti inattesi. Della squadra che meno di un mese fa ha battuto la Francia non c’è traccia.

Il piano tattico degli azzurri è chiaro sin dalle prime battute: palla a Burton e calcione. Strategia ampiamente attesa e infatti i gallesi vanno subito a caccia del nostro mediano di apertura. Il resto è caos vero e proprio. Di gioco ce ne è poco, in campo. Poche fasi, tanti falli. All’8° il Galles va in vantaggio: punizione di Halfpenny sotto una bordata di fischi. Burton pareggia due minuti dopo approfittando del crollo della mischia avversaria. Sembrerebbe un buon segno, ma i primi otto uomini azzurri finiscono per commettere una sequela di infrazioni proprio in mischia chiusa, tradizionalmente fiore all’occhiello dell’Italrugby. Halfpenny ne approfitta due volte e al 20° l’Italia si ritrova sotto 3-9. La partita non decolla, i calci tattici degli azzurri non mettono mai in difficoltà gli avversari. Si potrebbe approfittare della rimessa laterale gallese che nel primo tempo fa acqua da tutte le parti, ma anche quando l’Italia ha l’opportunità di imbastire attacchi da ottima posizione finisce per vanificare ogni sforzo. Il drop fallito da Burton al 25°, alla fine di un’offensiva sterile, è l’emblema di una squadra che dà la nettissima impressione di aver perso il filo.

Il secondo tempo si apre con la migliore occasione per gli azzurri: Benvenuti si ritrova nelle condizioni di poter raccogliere l’ovale e correre in meta. Tutto vanificato da un imperdonabile avanti. C’è di peggio, purtroppo. Dopo il secondo drop di giornata tentato e fallito dal numero 10 azzurro, il Galles trova il bersaglio grosso. Gori e Burton pasticciano su un pallone che rimbalza: ovale nelle mani di Davies e meta. Gli azzurri si buttano in avanti, accorciano le distanze con una punizione ma vengono ricacciati a dieci punti dal solito Halfpenny: per l’estremo gallese calciare da venti metri o da centrocampo non fa differenza, l’ovale va dove deve andare. Nel frattempo l’Italia continua a commettere falli, sale il nervosismo, alcune scelte dell’arbitro Poite non sono limpide. Il rapporto ‘difficile’ tra la mischia azzurra e il fischietto francese culmina con un cartellino giallo a Castrogiovanni, oggi capitano a causa dell’assenza per squalifica di Parisse. Al 60°, infine, il Galles va in meta per la seconda volta con Cuthbert. Non c’è altro. Gli ultimi venti minuti scivolano via senza sussulti in un pomeriggio di nuvole grigie che lascia un po’ di rabbia e tanta delusione.

Dopo la batosta scozzese si attendeva una reazione. L’Italia di Brunel non ha dato risposte, anzi ha finito per alimentare i dubbi. Male la mediana, male la mischia, male il gioco tattico. In un pomeriggio da ovale scivoloso c’era poco spazio per lo spettacolo, ma gli azzurri non hanno neanche dato battaglia lì dove avrebbero dovuto. Insomma, c’è bisogno di ritrovare il bandolo della matassa. Il tempo è poco: tra due settimane si va a fare visita agli inglesi.

Antonio Scafati

[23-02-2013]

 
Lascia il tuo commento