Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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6 Nazioni: L’Italia cade in Scozia

A Murrayfield gli azzurri perdono 34-10

Brutta e irriconoscibile se paragonata a quella di una settimana fa: l’Italia del rugby esce a pezzi da Murrayfield dove una Scozia furba e feroce uccide nel giro di 80 minuti tutti i sogni cullati dagli azzurri in questi giorni. Quattro le mete per gli highlanders, che giocano la partita che volevano: aggressivi ovunque e micidiali nello sfruttare le occasioni. Di fronte hanno trovato un’Italia che non ha saputo far vedere niente del buono mostrato nelle ultime uscite. La centesima partita di Lo Cicero con la maglia della nazionale finisce come peggio non poteva.

Che a Murrayfield non sarà un buon pomeriggio lo si capisce subito. La Scozia non ha voglia di fare la parte della vittima sacrificale e scende in campo col coltello tra i denti. Gli highlanders sono aggressivi, sempre ai limiti del regolamento, prontissimi a sfruttare ogni disattenzione degli avversari. Eppure è l’Italia che potrebbe sbloccare il punteggio: ma al 7° la punizione calciata da Orquera muore sul palo. Laidlaw invece trasforma in punti i troppi falli commessi dagli azzurri. Al 25° è 6-0 ma il peggio deve ancora venire. Dalla mezz’ora in poi, infatti, gli scozzesi prendono in mano il match: la meta di Visser lancia i padroni di casa sul 13-0. L’Italia entra nel tabellino solo a fine primo tempo quando Orquera trova i pali su calcio di punizione.

Il punteggio non condannerebbe gli azzurri, al rientro in campo. Ci sarebbe tempo e modo per rimettere in sesto una partita nata malissimo. Ma la matassa si ingarbuglia ancor di più nel giro di dieci minuti. La Scozia si appoggia a una rimessa laterale che è uno dei piatti forti della casa: e usa la touche per scatenare una cavalleria che sa il fatto suo. Al 43° Maitland entra nella difesa azzurra e manda in meta Scott. Al 47° Hogg intercetta un passaggio di Orquera e si fa palla in mano tutto il campo, da parte a parte. È il colpo che chiude il match. Brunel cambia la mediana, mette forze fresche in mischia ma la storia non cambia. È un’Italia ormai nervosa, imprecisa, pasticciona a tal punto da rendere sterile l’enorme possesso palla. Non solo: gli azzurri si esibiscono in una serie di errori da dimenticare il prima possibile. Gli highlanders potrebbero dilagare al 64° quando la meta di Scott viene annullata per un passaggio in avanti. L'appuntamento è rimandato solo di qualche minuto: al 68° Lamont ruba troppo facilmente palla in ruck e galoppa in solitaria fino a segnare la quarta meta di giornata. La meta di Zanni, a una manciata di minuti dal termine, non serve a nulla. Nel freddo pomeriggio scozzese, l’Italia rimedia un sonoro 34-10.

Inutile nascondersi: eravamo andati a Murrayfield con l’ambizione di giocarcela. Eravamo andati a Murrayfield con l’ambizione di vincere. Finisce malissimo e non solo nel risultato: dell’Italia bellissima che ha sconfitto la Francia una settimana fa non c’è stata traccia. Cercavamo conferme e non le abbiamo trovate. Forse la vera Italia non è quella vista la settimana scorsa. Forse. L’importante è che la vera Italia non sia quella strapazzata dalla Scozia.

Antonio Scafati

[09-02-2013]

 
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