Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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6 Nazioni: l’Italia batte la Francia

All’Olimpico gli azzurri superano i galletti 23-18

L’Italia è diventata grande. Bella, tosta, coraggiosa, precisa, cattiva. È diventata grande e per farlo ha scelto i cugini francesi, i maestri, i galletti battuti già due anni fa. Ma stavolta è diverso, stavolta in campo si sono viste due squadre alla pari che si sono affrontate a viso aperto. Alla fine ha vinto chi lo ha meritato di più. Due le mete azzurre, una di Parisse e una di Castrogiovanni, simboli di una squadra che però finalmente ha anche tanto altro.

All’Olimpico erano attesi 60mila spettatori. Ce ne è qualcuno di meno ma sugli spalti lo spettacolo non manca così come non manca sul campo. Sarà una partita intensissima, lo si capisce immediatamente, ed è l’Italia a cominciare forte: la ricetta di Brunel è fatta di coraggio e ricerca del gioco, e gli azzurri dimostrano subito di aver maturato fiducia in sé stessi. Quattro minuti ed è meta: calcio profondo dei francesi, McLean è bravissimo a risolvere una situazione intricata, Orquera ancora più bravo a spaccare l’impreparata difesa avversaria e a mandare Parisse sotto la curva Nord. I galletti rispondono e trovano la meta una manciata di minuti dopo grazie a Picamoles che allunga la mano per schiacciare l’ovale. Il vantaggio azzurro è salvo, però, la trasformazione non c’è. Impeccabile invece è il piede di Orquera: l’apertura azzurra gioca una partita maestosa (alla fine sarà Man of the match) e nel giro di tre minuti trova i pali con un drop e con una punizione. È un’Italia concreta, che finalmente riesce a trasformare in punti gli sforzi offensivi. Funziona la touche, la mischia tiene testa ai francesi, l’atteggiamento è sbarazzino, non c’è paura. La Francia soffre, non riesce a esprimere il proprio gioco e deve aspettare la mezz’ora per trovare la combinazione giusta che vale la meta di Fall. Meno bravi i nostri avversari sono invece allo scadere del primo tempo, quando sprecano una ripartenza che poteva agevolmente portarli fino in fondo. Si va comunque negli spogliatoi con gli ospiti avanti 13-15.


Nel secondo tempo l’Italia ci mette un po’ a ritrovare l’intensità giusta. La Francia ne approfitta ma non del tutto: delle due punizioni concesse ai galletti solo una viene calciata in mezzo ai pali. È una fase di studio, entrano forze fresche: la Francia mette mano alla prima linea, stessa cosa fa Brunel che butta dentro pure Gori. Passano i minuti e l’Italia riprende ad andare al massimo dei giri. È ancora Orquera a giocare di fino consegnando un ovale d’oro nelle mani di Castrogiovanni che deve solo tenerlo ben saldo e buttarsi oltre la linea. I tifosi dell’Olimpico capiscono che il pomeriggio sta volgendo al meglio: si gioca quasi sempre nella metà campo francese e ogni pallone lo si vive col fiato sospeso. La girandola dei cambi spezza un po’ il gioco: la Francia ricorre a Bastareaud, Brunel sostituisce Orquera con Burton che al 69° ha il pregio di non sbagliare il drop che fa esplodere lo stadio. Sono i tre punti che portano l’Italia avanti 23-18. La Francia reagisce con foga. L’ultimo lunghissimo minuto lo si passa a cinque metri dalla linea di meta azzurra con i galletti ad aggredire ossessivamente la trincea. Il muro non crolla, il punteggio non cambia, l’Italia vince la partita.

Cominciare meglio questo 6 Nazioni proprio non si poteva. L’Italia ha sfidato i vicecampioni del mondo sul piano del gioco, del fisico, dell'organizzazione. Due anni fa, la Francia scesa a Roma perse 22-21: un esito inaspettato, frutto di tanto cuore. Stavolta c’è stato anche tutto quello che serve per giocare a rugby ad alto livello. E per tutti gli 80 minuti. Gli azzurri hanno vinto perchè hanno giocato meglio. Per i galletti la trasferta in terra italiana sta diventando insidiosa. Se era il rispetto dell’elite ovale quello che l’Italia cercava, oggi pomeriggio quel rispetto l’ha conquistato.

Antonio Scafati

[03-02-2013]

 
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