Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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F1, Rosberg doma Hamilton e torna in vetta

Sul podio di Montecarlo anche Ricciardo. Alonso quarto

Nico Rosberg vince e torna in testa al Mondiale, Lewis Hamilton è secondo e mastica amaro. La Mercedes fa doppietta per la quinta volta nel 2014 dominando il Gp di Monaco e archivia un'altra pratica nel monotono campionato. La squadra centra la sesta vittoria in altrettante gare e con 240 punti ha già in tasca il titolo costruttori. Il Mondiale piloti, invece, cambia padrone nella classifica monomarca. Rosberg, con la seconda vittoria stagionale e la quinta della carriera (eguagliato papà Keke), vola a 122 punti e si riprende il primato. Il tedesco, che vive a Montecarlo, trionfa per il secondo anno consecutivo nel suo Principato. Hamilton, invece, fa i bagagli con i nervi tesi. Dopo aver perso la pole per l'errore commesso dal compagno, che ha paralizzato le qualifiche con un 'provvidenzialè lungo al Mirabeau, l'inglese non può far altro che seguire Rosberg per 78 giri sul tracciato più anomale del circus. Ci vorrebbe una strategia particolarmente azzeccata, ma dai box non arrivano invenzioni: Hamilton sbuffa e resta in coda. Agli altri restano, tanto per cambiare, le briciole. Daniel Ricciardo arriva a ridosso della seconda Mercedes e si prende il terzo posto riempiendo il bicchiere della Red Bull, costretta a incassare il ritiro di Sebastian Vettel per l'ennesimo flop della Power Unit Renault. La Ferrari, seconda tra le squadre normali, chiude ai piedi del podio con Fernando Alonso, quarto, e può recriminare per la sfortuna che macchia la miglior prova stagionale di Kimi Raikkonen. 

 Il finlandese parte alla grande, è terzo per metà gara ma viene impallinato dalla Marussia di Max Chilton: gomma bucata, gara rovinata. Il pilota di Espoo viene doppiato, prova a risalire la china ma nel finale tocca la McLaren di Kevin Magnussen. Non è giornata, il capolavoro allo start si rivela inutile. Mentre Rosberg difende la prima posizione dall'attacco del partner-nemico, al semaforo verde Raikkonen vola al quarto posto, alle spalle di Vettel. L'ingresso della safety car, 'convocatà subito per l'incidente alla Force India di Sergio Perez, segna di fatto la fine della gara per il campione del mondo. Vettel deve fare i conti con l'ennesimo problema alla sua Red Bull e getta la spugna all'ottavo giro con il ritiro definitivo. Il k.o. dell'iridato consente ad Alonso di risalire in quinta posizione, sempre dietro alla Red Bull di Ricciardo. Montecarlo si conferma nemico assoluto dei sorpassi e i primi 5 procedono senza scossoni. Le due Mercedes, in particolare, marciano con tempi identici e sono separate da un secondo abbondante. Raikkonen è un inseguitore virtuale, visto che al 20° giro è staccato di 10 secondi dal vertice. La monotonia del pomeriggio viene interrotta nella 26a tornata dalla seconda apparizione della safety car, che interviene dopo l'harakiri della Sauber di Adrian Sutil all'uscita dal tunnel. I primi della fila sfruttano il break per rientrare ai box e sostituire le gomme. Hamilton, che avrebbe voluto anticipare la sosta, si lamenta via radio per la strategia del team e aggiunge altro pepe al weekend della squadra.

Va peggio a Raikkonen, che viene tamponato dalla Marussia di Max Chilton, già doppiata, e deve rientrare per una foratura: il finlandese, perfetto per 28 giri, si ritrova in 12a posizione e dice addio al podio. Si ricomincia a far sul serio e le Mercedes riprendono il cammino solitario. Con gli pneumatici soft, le Frecce d'argento allungano, senza traccia di duello vero. Rosberg guida con il pilota automatico. Hamilton, che nel finale lamenta un problema all'occhio sinistro, rallenta e si ritrova negli specchietti la sagoma della Red Bull di Ricciardo. L'inglese tiene, la doppietta è salva. Menzione speciale per Jules Bianchi: il francesino è ottavo e regala alla Marussia i primi punti iridati nella storia del team. Tra due settimane, in Canada, nuovo episodio.



[25-05-2014]

 
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