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Il pallonaro Lazio
 
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Oasi Europa, Lazio ai sedicesimi

Candreva, Parolo e Djordjevic portano i biancocelesti al turno successivo, conquistando il primato definitivo del girone contro il Dnipro.

La Lazio chiude con un turno d'anticipo il discorso qualificazione e, grazie anche al pareggio del Saint-Ètienne a Trondheim, passa ai sedicesimi da prima della classe, rendendo ininfluente la trasferta in terra francese.

LA PARTITA - Per Pioli Europa League fa rima con turn over e sperimentazione, ecco perché la Lazio si presenta con un inedito 4-4-2, guidata da Matri e Klose in attacco e da seconde linee dal buon rendimento europeo nelle altre zone del campo. L'inizio è fulminante e, dopo un brivido immediato in fase difensiva, Parolo imbecca Candreva, che, da ala destra, taglia perfettamente verso sinistra, supera il  portiere ucraino e deposita a porta vuota. La Lazio spinge e sulle fasce trova spazio e corsa: Kishna entra in area e viene steso, la terna lituana sorvola sull'episodio. La coppia d'attacco dialoga decentemente, con Klose rifinitore e Matri terminale offensivo. Il Dnipro non punge e Gentiletti per poco non raddoppia, ma la linea difensiva scricchiola e qualche timido campanello d'allarme inizia a suonare.

Il Dnipro rientra aggressivo e falloso, la Lazio fatica a liberare e non riparte a dovere. Al 64' ingenuità di Mauricio che, pressato, cerca di guadagnarsi un fallo accentuando troppo la caduta, l'azione prosegue e la difesa laziale, ancora in affanno, non riesce a venirne a capo, lasciando spazio al bel destro di Bruno Gama che batte Berisha e riporta in parità la situazione. Pioli corre ai ripari e inserisce Milinkovic al posto di Klose, passano quattro minuti e i biancocelesti raddrizzano il match, con merito e fortuna: destro di Parolo deviato e imprendibile per Bokyo. Il nuovo vantaggio dona tranquillità ed esalta qualche giocata difensiva, con un Konko ispirato e molto ordinato, tanto "titolare" in Coppa da far sorgere qualche insospettabile dubbio sulla possibilità di un
suo impiego in campionato. Ci si trascina sul filo degli errori e della noia fino al secondo minuto di recupero, quando Djordjevic raccoglie un tiro sporco di Cataldi e fa 3 a 1, chiudendo match e discorso qualificazione.

La gara, giocata in un Olimpico deserto, non modifica il giudizio sui biancocelesti e il trend negativo non sembra essersi invertito. Il 4-4-2, apparentemente un modulo equilibrato, lascia spazio ai soliti buchi difensivi, a una mancanza d'idee addirittura più accentuata e sembra avere l'unico pregio di rimescolare i ruoli e facilitare le scelte, soprattutto all'allenatore, ora alle prese con dualismi ben definiti. Bisognerà lavorare e molto per dare qualche certezza in più ad una squadra che, paradossalmente, rispetto allo scorso anno si ritrova con un solo punto in meno in classifica in campionato e con otto partite in più giocate, tra preliminari, Coppa e Supercoppa. In queste otto partite cinque vittorie, due sconfitte e un pareggio, a dimostrazione che i risultati in realtà sono persino migliori, tutto sommato, ma la distribuzione degli stessi ha portato scoramento e mancanza di fiducia nel gioco. L'incensatissima Fiorentina, ad esempio, a parità di partite giocate tra campionato ed Europa conta 11 vittorie, contro le 10 dei biancocelesti, ma ha accumulato vantaggio in classifica e, pur soffrendo, staccherà il pass europeo. Sono state quindi le sconfitte e i troppi goal subìti ad abbattere un gruppo che manca di personalità e che non ha saputo gestire le primissime difficoltà. In un completo caos tecnico, tattico, gestionale e societario alla Lazio sarebbe bastato poco, anzi pochissimo, per stare al passo con le migliori. Quel poco che si chiede a giocatori, staff tecnico e società per guadagnarsi nuovamente quel minimo di credibilità andata persa in un paio di mesi.

Valerio Lazzari

Lazio-Dnipro 3-1

Marcatori: 4 ‘Candreva (L), 65′ Bruno Gama (D), 68 ‘Parolo (L), 91′ Djordjevic (L)

 

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Gentiletti, Mauricio, Radu; Parolo, Cataldi, Kishna (81 ‘Lulic); Candreva, Klose (66 ‘Milinkovic-Savic), Matri (70′ Djordjevic.).

DISP: Marchetti, Basta, Hoedt, Biglia.

Tutti.   Stefano Pioli

 

DNIPRO (4-1-4-1): Bokyo; Fedetskiy (74 ‘Shakhov), Douglas, Gueye, Léo Matos; Chygrynskiy; Matheus (41 ‘Anderson Pico), Bezus (57′ Zozulya), Danilo, Bruno Gama;Seleznyov.

disp. Lastuvka, Edmar, Cheberyachko, Luchkevych.

Tutti. Myron Markevych

 

Arbitro: G. Mažeika (LTU). ASS .: V. Šimkus-V. Kazlauskas. IV: D. Sužiedėlis. ADD: N. Dunauskas- S. Slyva.

 

NOTA. Ammoniti: 53 ‘Radu (L), 78′ Parolo (L), 79 ‘Danilo (D), 82′ Léo Matos (D), 85‘Milinkovic – Savic (L).

Recupero: 1 ‘pt; 3 ‘st.

 

[27-11-2015]

 
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