Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Profeti in patria, profondi rossi, Lazio in ginocchio

Una doppietta di Hernanes piega i biancocelesti, in vantaggio con Candreva e in doppia inferioritā numerica, a seguito delle espulsioni di Mauricio e Marchetti. Berisha para un rigore a Icardi, Roma sempre a +1, il Napoli si avvicina a -3.

Sempre più in salita il cammino Champions per la Lazio, che incappa in un altro stop interno, carnefici l'Inter di Mancini e l'ex Hernanes, abbonato ai goal contro le romane. La società si scaglia contro l'operato di un Massa a tratti severissimo nei confronti dei biancocelesti, Pioli la prende con filosofia e prepara le ultime tre partite da dentro o fuori.

LA PARTITA - Tornano Biglia e Klose, confermato Ciani al fianco di Mauricio. Parte molto bene la Lazio, arrembante e incisiva: al 2' Basta imperversa sulla fascia e serve Candreva, botta di sinistro e Handanovic che si salva come può. All'8' classica discesa devastante di Felipe Anderson, che serve nuovamente l'accorrente Candreva: piattone destro potente e palla in rete. L'Inter non sta a guardare e Icardi, su assist di Hernanes, spara incredibilmente alle stelle da posizione invitante. Al 17' altra occasione clamorosa per i padroni di casa: contropiede fulminante, palla a Klose che assiste l'inserimento di Mauri, il capitano viene murato e la palla finisce a Parolo, destro del centrocampista parato da Handanovic, susseguente colpo di testa deviato addirittura in tuffo da Ranocchia sulla linea di porta. Al 24' la svolta: buco centrale, Mauricio tocca Palacio, l'argentino cade, per Massa è rosso. Punizione dal limite pericolosissima, Hernanes calcia di sinistro e sfrutta la mini barriera creata da alcuni giocatori nerazzurri, su tutti Medel che salta, in evidente posizione di fuorigioco, e inganna un Marchetti infuriato con guardalinee e giudice di linea. Pioli sacrifica Mauri e lancia Braafheid, Marchetti si oppone a Palacio e Guarin, Handanovic deve superarsi sulla punizione di Biglia.

La ripresa inizia con un'Inter che manovra abbastanza sterilmente e trova sfogo solo su calcio piazzato. Hernanes chiama all'intervento Marchetti, ma la grande occasione è per Klose, liberato al tiro da Candreva e stoppato dall'ombra imponente di Handanovic, che si ritrova il pallone sotto al corpo. Al 61' l'inferiorità numerica biancoceleste si fa ancora più evidente: Marchetti interviene su Icardi, il contatto sembra di difficile interpretazione, Massa non ha dubbit, ancora espulsione e stavolta massima punizione per l'Inter. Icardi dal dischetto si fa ipnotizzare da Berisha, il risultato non cambia. La Lazio continua a correre e reagisce con orgoglio, come un animale ferito, allo snervante possesso palla avversario. Al 75' gli ospiti si piazzano maldestramente su un'imbucata geniale di Felipe Anderson per Candreva, l'assistente di linea, già disattento sulla punizione di Hernanes, segnala un fuorigioco inesistente. Keita subentra a Candreva, l'Inter insiste e Berisha si salva su Podolski. Appena la Lazio si sbilancia si aprono delle praterie: altra topica, stavolta del guardalinee sotto alla Tevere, ai danni di Hernanes, liberato da Palacio. Azione fotocopia all'84', stavolta il Profeta può calciare di sinistro e trafiggere per la seconda volta la sua ex-squadra. La Lazio prova ad organizzare una reazione, ma riesce solo a portare a termine una gara maledetta, che rischia di compromettere seriamente la sua rincorsa alla Champions.

Dopo la bestia nera Chievo, gli infortuni a catena e la vendetta degli ex atalantini, all'Olimpico va in scena il ritorno del Profeta, titolo da B-movie e contenuti da commedia farsesca, con la Lazio che sbaglia e viene punita, forse eccessivamente, da avversari e terna, quaterna o cinquina arbitrale. Poco costruttivo parlare di errori arbitrali o accanimento particolare nei confronti dei biancocelesti, mai troppo plateali nelle proteste, forse perché convinti di poter ribaltare, anche sotto di uno o due uomini, le sorti di un match dal coefficiente di difficoltà già altissimo di per sé. Piangersi addosso o sfogarsi pubblicamente è compito della società, chiamata a difendere, ovviamente, i suoi interessi. Per quel che riguarda il campo appare chiaro che, appena arrivato il momento dei risultati ad ogni costo e dei tentativi di fuga, le tre pretendenti ai posti Champions non si siano decise a dare lo strappo decisivo, lasciando l'ultima parola ai due scontri diretti, decisivi per secondo e terzo posto. La Lazio è ancora lucida e in discreta forma, ma avrà necessità di fare punti a Genova se vorrà giocarsi il secondo posto nel derby, o chiudere almeno con una vittoria a Napoli se vorrà confermare il suo terzo posto. L'orgoglio e la decisione con cui la Lazio ha opposto resistenza all'Inter, in nove uomini, al termine di una partita compromessa e piena di difficoltà, può tranquillizzare sull'impegno che verrà profuso negli ultimi decisivi match. Il risultato dipenderà da tanti fattori, non ultimo la fortuna, che, sotto molteplici forme, sembra aver voltato le spalle ai biancocelesti.

Valerio Lazzari

LAZIO-INTER 1-2

Marcatori: 8' Candreva (L), 26' Hernanes (I), 84' Hernanes (I)

 

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Mauricio, Ciani, Radu; Biglia, Parolo; Candreva (77' Keita), Mauri (28' Braafheid) , Felipe Anderson; Klose (63' Berisha) .

A disp.: Strakosha, Gentiletti, Cavanda, Pereirinha, Ledesma, Onazi, Cataldi, Djordjevic, Perea.

All.: Stefano Pioli

 

INTER (4-3-1-2): Handanovic; D’Ambrosio (68'Nagatomo), Ranocchia, Vidic, Juan Jesus; Guarin (46' Podolski), Medel, Kovacic; Hernanes; Palacio (91' Brozovic), Icardi.

A disp.: Carrizo, Andreolli, Dalbelo, Dimarco, Santon, Gnoukouri, Shaqiri, Bonazzoli, Puscas.

All.: Roberto Mancini

 

ARBITRO: Davide Massa (sez. Imperia). ASS.: Passeri, Fiore. IV: Musolino. ADD.: Damato, Candussio.

 

NOTE. Ammoniti: 12' D'Ambrosio (I), 25' Mauri (L), 28' Marchetti (L), 67' Hernanes (I), 71' Biglia (L), 92' Nagatomo (I). Espulsi: 25' Mauricio (L), 61' Marchetti (L) per fallo su chiara occasione da goal. Recupero: 2' pt, 4' st.

[11-05-2015]

 
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