Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Vecchia Signora, vecchi difetti, nuovi orizzonti

La Lazio interrompe la sua serie positiva e cade con dignitą e ingenuitą a Torino contro la capolista Juventus. Si vivacizza la lotta Champions, con l'aggancio della Roma al secondo posto dei biancocelesti e il risveglio del Napoli, ora a -5 dalle romane.

20150418_pilansa.jpg.pagespeed.ce.STYCX6Cd9f.jpg (880×304) Una sconfitta è una sconfitta, niente premi di consolazione o vincitori morali, un turno fermi al palo in classifica se va bene, rivoluzioni, polemiche, critiche e discussioni infinite nella peggiore delle ipotesi. La Lazio, dopo otto turni da tre punti, allo Juventus Stadium trova nuovamente familiarità con la sconfitta, arrendendosi a una squadra più cinica, più matura e soprattutto, dettaglio non trascurabile, più forte.

SCONTRO INDIRETTO - I goal di Tevez e Bonucci hanno spento i neanche troppo accesi richiami ad una sfida "scudetto", termine quasi blasfemo utilizzato da alcuni organi d'informazione improvvisamente pervasi da un entusiasmo poco coinvolgente quanto vagamente artificioso. I biancocelesti, con un paio di assenze pesanti, hanno in realtà vissuto lo scontro con la capolista quasi come una meritata passerella, giunta al culmine di una rincorsa in classifica esaltante, imperiosa, a tratti inebriante. I tre punti avrebbero fatto più che comodo, anche un solo punto sarebbe stato di grande aiuto e una prestazione che non smuove la classifica, nell'ottica di una crescita, non può che essere accolta come una prestazione non soddisfacente. L'unica posta in palio in Juventus-Lazio era l'avanzamento in classifica, l'avanzamento non è avvenuto, quindi, a rigor di logica, qualcosa è andato storto.

VECCHI DIFETTI - Pioli ha costruito la nuova Lazio e gli ha dato un'impronta riconoscibilissima, molto più riconoscibile (e non per questo necessariamente più efficace) dell'impronta, tanto per rimanere alla sfida di sabato, che lo stesso Allegri ha dato alla sua Juventus. Un calcio aggressivo, spregiudicato, dispendioso, a tratti scintillante. Un calcio che porta punti contro quasi ogni squadra in Serie A, ma che va in difficoltà quando non raccoglie i meritati frutti, in termini di occasioni create o goal realizzati, o quando s'infrange contro il pragmatismo di compagini che non subiscono, soprattutto psicologicamente, l'aggressione biancoceleste. Le due Lazio - Napoli, tra campionato e Coppa Italia, Lazio - Juventus, Empoli - Lazio, Cesena - Lazio, Lazio - Genoa: sono tutte partite in cui la Lazio, pur senza brillare, avrebbe potuto salvarsi dalla sconfitta e ottenere punti o risultati comunque positivi. Contro avversari più forti, forti alla stessa maniera o semplicemente più in palla di lei. La strada da seguire, poco battuta, è quella percorsa a Napoli, nel ritorno di Coppa Italia, con i biancocelesti che hanno aspettato, sofferto, mai completamente dominato l'avversario, ma alla fine hanno raggiunto il risultato più importante. Ecco perché l'immaturità dello Juventus Stadium è apparentemente inspiegabile, anche se non del tutto preoccupante. La speranza è che Pioli abbia deciso di non staccare la spina, a costo di rischiare il blackout pur di non avere cali di tensione nelle restanti partite che porteranno la Lazio ad affrontare squadre comunque inferiori e quindi più "dominabili" dei bianconeri. La metamorfosi da squadra rivelazione a grande squadra, se mai arriverà, può attendere, e la scelta fatta è coerente con l'obiettivo di una qualificazione in Europa League e allo stesso tempo sicuramente ardita per arrivare ad ottenere un posto in Champions: solo il campo saprà dire se sarà la scelta giusta in termini di risultato finale.

NUOVI ORIZZONTI - Il risultato parziale è intanto una Lazio al secondo posto in classifica insieme alla Roma, con il Napoli a 5 punti a sole 7 giornate dalla fine del campionato e con due scontri diretti alla penultima e all'ultima giornata. I giallorossi si sono già trovati al bivio che presto potrebbero incontrare i biancocelesti e la scelta di Garcia è stata quella di snaturare in parte il calcio spettacolare dello scorso anno per cercare di arrivare all'obiettivo, preferendo prendere critiche e punti piuttosto che solo critiche e riuscendo comunque a non far scappare un avversario in forma fisica e mentale superiore alla sua. Il Napoli ha già da tempo scelto la via della maturità e sembra in gran forma per lo sprint finale. La Lazio prosegue a testa bassa, provando a macinare gioco, ad imporsi, a sbagliare per eccesso di voglia e a non voler imparare dagli errori: la corsa a ostacoli continua, e piuttosto che evitarli tanto vale sbatterci contro. Fino a che non cadranno tutti. Con l'auspicio di rimanere in piedi a godersi nuovi e inaspettati oizzonti.

Valerio Lazzari

[20-04-2015]

 
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