Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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La Lazio sarda in alto, settima vittoria consecutiva

Apre Klose, pareggio di Sau con deviazione di Mauricio. Due rigori su Keita, Biglia segna il primo e sbaglia il secondo. Espulso Diakité, 3 a 1 finale su punizione di Parolo. Terzo posto consolidato, secondo posto a un punto.

La sosta non frena la corsa sfrenata della Lazio, che conquista la settima vittoria consecutiva, si porta a +8 dal Napoli e rimane in scia della Roma, a un punto dal secondo posto. Partita fin troppo tranquilla nei primi quarantacinque minuti, con i biancocelesti in vantaggio col goal di Klose. Nella ripresa succede di tutto: pareggio rossoblu, nuovo vantaggio con Biglia su rigore e secondo rigore, stavolta con espulsione di Diakité, fallito dall'argentino. Parolo allo scadere firma il 3 a 1 che chiude il match.

LA PARTITA - Pioli non fa calcoli e schiera la Lazio migliore, Radu è out, ritorna Braafheid. Ospiti che partono a ritmi bassi ma che al 10' sprecano già la prima gigantesca occasione: ottimo cross di Candreva, deviazione di Mauri a botta sicura e Brkic che vola dalla parte opposta ma salva involontariamente col ginocchio. Candreva è attivissimo e ci prova da fuori area, senza impensierire l'estremo difensore sardo. Il Cagliari manca di qualità negli ultimi metri e lascia troppo spazio ai fantasisti laziali. Al 27' Felipe Anderson si libera al tiro ma strozza la conclusione, sembra solo una scintilla ma è il preludio a un incendio: al 31' il brasiliano asfalta la catena difensiva di sinistra del Cagliari e serve un pallone perfetto per Mauri, che stavolta non conclude ma appoggia deliziosamente per l'accorrente Klose, al nono goal in campionato. Il Cagliari reagisce al 41' con M'Poku su punizione, Marchetti è costretto al salvataggio in extremis con l'aiuto del palo. E' l'ultima emozione del primo tempo, che si conclude con gli ospiti in vantaggio di una rete.

Nella ripresa i padroni di casa caricano a testa bassa e mettono paura agli avversari, ma al 48' l'unica vera indecisione di Brkic, su tiro da fuori di Candreva, non viene sfruttata da un molle Mauri, che spara di nuovo addosso al portiere rossoblu. La vecchia legge non scritta del calcio non fa sconti e due minuti dopo il Cagliari pareggia: tiro a incrociare da posizione defilata di Sau, palla deviata da Mauricio e Marchetti che viene scavalcato incolpevolmente. Il pareggio scuote la Lazio e fa imbestialire Pioli, che si gioca due cambi in un colpo solo: fuori Candreva e Mauri, dentro Cataldi e Keita. Lo spagnolo è indiavolato e in dieci minuti spacca la partita. Prima Crisetig lo stende in area: Biglia va dal dischetto e fa 2 a 1. Felipe Anderson ruba un pallone al limite dell'area e si fa ipnotizzare ancora da Brkic. Qualche minuto dopo l'ex Diakité incrocia la corsa di Keita e Rocchi concede un altro rigore, stavolta dubbio, lasciando in dieci gli ospiti. Biglia spara altissimo e tiene in corsa i sardi. Al 75' Felipe Anderson si libera facilmente di un avversario e serve ancora Keita, il cui sinistro è deviato da Brkic e respinto sulla linea da Balzano. La Lazio continua a sprecare e si arriva al 92', quando Parolo inventa un destro stupendo su punizione di seconda da fuori area, scacciando i fantasmi di una beffa finale e chiudendo definitivamente il match.

La Lazio supera l'ennesimo esame di maturità e vince una gara importantissima in ottica Champions, allungando sul Napoli e rimanendo agganciata ai piani altissimi. I biancocelesti creano almeno una decina di nitide occasioni da goal, cercando in tutti i modi di tenere a galla un Cagliari con pochissime idee, tra l'altro confuse. La banda Pioli riprende il discorso interrotto contro il Verona e dimostra di poter lottare fino all'ultimo per i due posti Champions rimasti, continuando a stupire sia per il bel gioco espresso che per la distribuzione omogenea di azioni da goal create durante l'arco dei singoli match: la Lazio può fare male al 1° come al 93° minuto, subisce poco e ha sostituti che spaccano in due le partite. La risposta più importante è arrivata: la Lazio è viva e non conosce sosta. Con la testa già a Napoli e a un sogno chiamato finale.

Valerio Lazzari

[04-04-2015]

 
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