Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Radu salva la Lazio, i tifosi biancocelesti non salvano nessuno

3 a 2 rocambolesco in un Olimpico in piena contestazione: a Radu risponde l'ex Floccari, Klose fa 2 a 1 ma č Floro Flores su punizione, come all'andata, a pareggiare i conti. Nel finale č ancora il romeno a trovare la carambola giusta.

La partita come cornice, sugli spalti il piatto forte: "Libera la Lazio" è stato il motto che ha guidato il folto pubblico biancoceleste nella fresca serata romana. Una preghiera neanche troppo velata rivolta al presidente Lotito, ricoperto di cori e fischi durante tutto l'arco del match: una manifestazione pacifica di dissenso iniziata nel tardo pomeriggio nei pressi dello stadio Olimpico e proseguita poi in serata in presenza del diretto interessato. Nel frattempo sul campo Lazio e Sassuolo giocavano a rincorrersi, tra emozioni e colpi di scena passati se non inosservati certo in secondo piano rispetto alla contestazione corale del popolo laziale.

LA PARTITA - Reja insiste coi veterani e rispolvera Mauri e Gonzalez, in difesa tornano Dias, Biava e Konko. Ci vogliono 25' per vedere la prima azione degna di nota, con Klose che sfrutta un velo e calcia a rete di sinistro, trovando la ribattuta della difesa neroverde. Il Sassuolo si limita a difendere e subisce goal al primo tiro in porta: al 37' Radu lascia partire un siluro da fuori area sul quale Pegolo non può nulla. Il primo tempo sul campo è tutto qui, sugli spalti la coreografia con i cartoncini con la scritta "Libera la Lazio" viene riproposta anche dopo il goal del romeno e i cori si concentrano sulla figura del presidente laziale, che viene più volte, in modi spesso fantasiosi e diversi tra loro, invitato ad andarsene e a cedere la proprietà del club.

Malesani inserisce Ziegler e toglie Chibsah, Reja è costretto a togliere Dias che ha problemi al ginocchio e butta nella mischia Ciani. Al 57' Radu scodella al centro, Klose stoppa e mira di sinistro, ma la palla esce di un soffio. Malesani si gioca la carta Berardi e al 69' il gioiellino del Sassuolo mette subito paura a Berisha con una sforbiciata che finisce alta sopra la traversa. Reja pensa a mantenere il risicato vantaggio e sostituisce un impalpabile Mauri con Biglia. Al 72' il primo episodio emblematico che risveglia la rabbia dei tifosi, fornendole nuovi spunti: Floccari brucia Ciani e fa secco Berisha, firmando il più classico dei goal degli ex. Due minuti dopo però Ziegler perde palla e si fa male, Gonzalez manda in porta Klose e il tedesco non sbaglia per l'immediato nuovo vantaggio biancoceleste. Al 79' altra benzina sul fuoco della contestazione che ormai si è allargata a giocatori e tecnico: come all'andata Floro Flores firma su punizione il 2 a 2, mandando all'aria i piani conservativi di Reja. Il tecnico goriziano è disorientato, chiede alla panchina quanto manca e chiama Keita, ma passano altri quattro minuti e ancora Radu, da sinistra, trova una deviazione millimetrica di Cannavaro che beffa Pegolo per il 3 a 2 finale. Keita è rispedito in panchina, Onazi viene inserito nel recupero per guadagnare secondi. La Lazio vince ma viene subissata di fischi.

Una serata surreale e una partita mediocre. Questo il riassunto di Lazio-Sassuolo, che sancisce la definitiva rottura del popolo biancoceleste con Lotito, che continua a fare orecchie da mercante e a proseguire per la sua strada. La cessione di Hernanes (ultima goccia di un vaso traboccante), le dichiarazioni di Reja e le recenti prestazioni della squadra hanno prodotto un risultato che va contro ogni logica sportiva col tifo laziale, esasperato e stanco di navigare in una mediocrità che un 3 a 2 casalingo contro il Sassuolo non può far altro che esaltare, che fischia e si sfoga anche dopo una vittoria in extremis. Alla Lazio, a questa Lazio, giovedì in Bulgaria servirà un'impresa per non essere eliminata dall'Europa League: a quel punto resterà un decimo posto in campionato con l'illusione di sopravanzare pretendenti ben più attrezzate e volenterose nella lotta per un posto nel calcio continentale. Fallito anche quest'obiettivo si tornerebbe all'anno zero, con una squadra vecchia, senza stimoli, senza ribalta europea e senza appeal. Un'armata Brancaleone che ricorderebbe molto quella rilevata da Lotito quasi dieci anni fa. Un ciclo che sembra esaurito e che rischierebbe di collassare su se stesso. Un ottimo motivo per cambiare.  

Valerio Lazzari



Lazio-Sassuolo 3-2
Marcatori: 36' Radu (L), 72' Floccari (S), 74' Klose (L), 79' Foro Flores (S), 82' Radu (L)
 
LAZIO (4-3-3) - Berisha; Konko, Biava, Dias (56' Ciani), Radu; Gonzalez (49' Onazi), Ledesma, Mauri (64' Biglia); Candreva, Klose, Lulic. All. Reja.  
A disposizione: Marchetti, Strakosha, Cavanda, Novaretti, Cana, Felipe Anderson, Kakuta, Keita, Perea.
 
 
SASSUOLO (3-5-2) - Pegolo; Mendes, Cannavaro, Ariaudo; Rosi, Biondini, Chibsah (46' Ziegler; 75' Floro Flores), Magnanelli, Longhi; Zaza (61' Berardi), Floccari. All. Malesani. 
A disposizione: Pomini, Antei, Bianco, Gazzola, Farias, Marrone, Pucino, Missiroli, Sansone.
 
 
ARBITRO: Piero Giacomelli (sez. Trieste)
ASSISTENTI: Longo, Musolino
IV UOMO: La Rocca
ADD: Tagliavento, Maresca
Note: Ammonii Magnanelli (S), Rosi (S), Radu (L), Zaza (S)
Recupero: 1' pt; 4' st

[24-02-2014]

 
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