Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Ludogorets corsaro a Roma, la qualificazione si complica

Bulgari che tornano a casa con l'1 a 0 firmato da Bezjak e falliscono un rigore nei primi minuti. Nella ripresa č Felipe Anderson a procurarsi e sbagliare un rigore. Poi le espulsioni di Dyakov e Cavanda lasciano le due squadre in dieci.

Brutta sconfitta interna per la Lazio di Edy Reja, che butta via un tempo, va sotto e poi nel tentativo di recuperare il match sbatte contro la grande serata di Stoyanov. Felipe Anderson si accende, colpisce un palo, si procura un rigore ma poi lo sbaglia. Male, nel complesso, tutta la squadra, incapace d'imporre il proprio gioco ad un Ludogorets ben messo in campo ma non trascendentale. La qualificazione è a rischio ma la prestazione, purtroppo, non sorprende.

LA PARTITA - Reja fa turnover, dentro Ciani, Cana, Cavanda, Onazi, Felipe Anderson. Si rivede Keita,  affiancato a Klose. Dopo pochi minuti di gioco Zwayer, lontano dall'azione, fischia un rigore improbabile punendo Cana per un presunto fallo di mano. Dyakov dal dischetto rischia il cucchiaio e trova I guantoni di Berisha che prima gli blocca la sfera e poi lo redarguisce per la scelta presuntuosa. Al 18' Marcelinho ci prova da fuori, la Lazio reagisce timidamente con Keita che serve Klose a centro area: il tedesco prova col tacco ma non impensierisce Stoyanov. I bulgari fanno la partita e al 33' Marcelinho, ancora da fuori area, stampa la traversa di Berisha. La Lazio non soffre più di tanto ma è precisa e disattenta: al 45' Onazi perde palla ingenuamente, Bezjak s'invola a rete e lascia partire un tiro insidioso ma abbastanza centrale, Berisha è sorpreso e gli ospiti vanno meritatamente al riposo in vantaggio.

Stessi ventidue nella ripresa, con la Lazio che prova ad alzare i ritmi. Tra 48' e 49' Felipe Anderson finalmente sfoggia il suo repertorio: tiro al volo deviato miracolosamente da Stoyanov sul palo, poi serpentina in area e rigore guadagnato. Il brasiliano si prende la responsabilità della trasformazione, Stoyanov si supera e per l'ex Santos l'incubo continua. La partita però continua e quando al 54' Dyakov viene espulso la Lazio ha la seconda occasione buona per rientrare in partita. Reja toglie Anderso e lo fa ricoprire di fischi, dentro Candreva. La Lazio spinge ma non trova sbocchi, Kakuta esordisce e subentra a Lulic ma al 74' altra doccia fredda che dà coraggio ai bulgari: Cavanda stende in malo modo Minev e la parità numerica in campo è ristabilita. Inizia il quarto d'ora finale con la Lazio sbilanciata e il Ludogorets pericolosissimo in contropiede. Al 77' Candreva supera Stoyanov ma sulla linea il tiro è respinto da un difensore, al 90' ancora il laterale, stavolta di sinistro, impegna l'estremo difensore ospite che si oppone di nuovo e salva la sua porta. Dopo 4 minuti di recupero i bulgari possono esultare per una vittoria esterna pesantissima in ottica qualificazione.

La Lazio esce dalla serata di Coppa malconcia e sfiduciata: i biancocelesti avrebbero sicuramente meritato il pareggio, soprattutto per la reazione nella ripresa, ma pagano una gestione della partita a tratti insensata. Reja si presenta, come sempre in campo europeo, con tante seconde linee. Gli errori del tecnico goriziano però non finiscono qui: primo tempo col freno a mano tirato, ripresa con la solita confusione tattica a scandire cambi di uomini e di modulo, sostituzioni incomprensibili, come quella di Felipe Anderson, mortificato e tolto dal campo proprio quando iniziava a fare paura alla difesa bulgara. Una serata tutta sbagliata, emblema di una gestione societaria che punta alla qualificazione europea per poi giocarsi il torneo fino a un certo punto, privilegiando una complicata qualificazione europea in campionato per poi trovarsi l'anno successivo a fare gli stessi errori, in un eterno circolo vizioso che costringe nella mediocrità un progetto tecnico marcio dalle fondamenta. Resta un match di ritorno da giocare, l'imminente sfida col Sassuolo di domenica sera e un finale di campionato che non sembra preannunciare niente d'esaltante o memorabile. La Lazio, involontariamente, ha gettato benzina sul fuoco di una contestazione che culminerà proprio al termine di una delle settimane più calde della sua storia. 

Valerio Lazzari




Lazio-Ludogorets 0-1
 
Marcatori: 45' Bezjak (LUD)
 
 
Lazio (3-4-3): Berisha; Ciani, Cana, Radu; Cavanda, Biglia, Onazi,Lulic (68' Kakuta); Felipe Anderson (58' Candreva), Klose (77' Perea), Keita.
 
In panchina: Marchetti, Novaretti, Gonzalez, Ledesma. All. Reja
 
 
Ludogorets (4-2-3-1): Stoyanov; Caiçara, Mäntylä, Moţi, Minev; Dyakov, Zlatinski, Misidjan (81' Lumu), Marcelinho (88' Juninho Quixadá), Aleksandrov; Bezjak (59' Fábio Espinho).
 
In panchina: Čvorović, Choco, Barthe, Dani Abalo. All. Stoev
 
 
Arbitro: Felix Zwayer (GER)
 
Assistenti: Thorsten Schiffner (GER), Marco Achmuller (GER)
 
IV Uomo:Holger Henschel (GER)
 
ADD1: Bastian Dangert (GER)
 
ADD2:Robert Hartmann (GER)
 
Note: espulsi Dyakov (LUD) per doppia ammonizione, Cavanda (LAZ); ammoniti Cana (LAZ), Zlatinski (LUD), rigori falliti da Dyakov e Felipe Anderson 
 
Recupero: 1' pt, 4' st

[21-02-2014]

 
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