Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Roma allo sprofondo: fuori in Coppa Italia con lo Spezia

I liguri passano ai quarti dopo i calci di rigore. Prestazione imbarazzante.

E' una frase abusata, negli ultimi tempi, ma la Roma stavolta sembra aver davvero toccato il fondo. Anche lo Spezia, che milita in serie B, e che pure non manca di organizzazione tattica, si è rivelato un ostacolo insormontabile per i giallorossi. Dopo 120 minuti nei quali gli uomini di Rudi Garcia hanno costruito ben poco, ai rigori si sono rivelati più freddi (incredibilmente, visto che per tanti di loro era l'occasione della vita) gli ospiti.

Garcia schiera De Sanctis, Maicon, Rudiger Castan ed Emerson Palmieri in difesa, Vainqueur e Ucan a centrocampo con Pjanic e Dzeko-Iturbe-Salah in attacco. Il copione è simile a quello di tante gare della Roma: pressing alto degli avversari, e, che siano il Barcellona o lo Spezia, il centrocampo giallorosso svanisce. Lento, impacciato, macchinoso. Così, al 26' sono gli ospiti ad andare a un passo dal gol: Situm ci prova da fuori area, De Sanctis non trattiene e Castan (a proposito... può giocare oppure no?) compie un autentico miracolo su Nené. L'unico brivido provocato dalla Roma, invece, è con Dzeko, che messo a tu per tu col portiere Chichizola segna, ma era partito in fuorigioco di qualche centimetro.

Nella ripresa il copione non cambia. Anzi: con l'andar dei minuti, i giallorossi si allungano, prestando il fianco alle accelerazioni di Catellani e Nené. Garcia, con l'andar dei minuti, inserisce altre prime linee: prima Florenzi, poi De Rossi e infine Digne. L'occasione giallorossa più grande è per Salah, che dopo una progressione in area spara alto. Dall'altra parte, invece, Rudiger è costretto a dei notevoli recuperi, in una difesa sfilacciata, per fermare le folate degli avanti dello Spezia. Così, fra i fischi, si va ai supplementari.

Con le due squadre stanche, da segnalare un tentativo di progressione di Maicon che si perde nel nulla, una girata debolissima di Dzeko di testa da centroarea e un recupero dello stesso centravanti dopo un grave errore di Digne.

Inevitabili i rigori, dove ci si attenderebbe maggior freddezza da parte di una squadra esperta. Invece, Pjanic e Dzeko sbagliano subito, e la Roma non può più recuperare (anche perché quelli dello Spezia, invece, si rivelano cecchini infallibili). Incredulità di tutti: dei tifosi dello Spezia, dei pochi della Roma. Non, sembrerebbe, della dirigenza, che ancora una volta sceglie di salvare Garcia, ritenendo evidentemente che si possa fare ancora di peggio. Ogni considerazione su questa partita appare riduttiva, per la pochezza mostrata da questa squadra. E davvero rimane un mistero come possano proprietà e dirigenza ritenere che una situazione del genere possa in qualche modo essere recuperata.

 

Roma-Spezia 0-0, 2-4 d.c.r.

 

Roma: De Sanctis; Maicon, Rüdiger, Castan, Emerson (79′ Digne); Pjanic, Vainqueur (64′ De Rossi), Uçan ; Iturbe (60′ Florenzi), Dzeko, Salah. A disp.: Szczesny, Lobont, Manolas, Gyomber, Digne, D’Urso, Nainggolan, Sadiq, Falque, Di Livio. All. Garcia.

Spezia: Chichizola; Martic, Valentini, Terzi, Migliore; Misic (78′ Ciurria), Brezovec (66′ Juande), Canadjija, Situm; Catellani (98′ Acampora); Nenè. A disp.: Sluga, Coric, Postigo, Milos, Piccolo, Rossi, Errasti, Tamas, Dentello Azzi. All. Di Carlo.

Arbitro: Di Bello di Brindisi.

NOTE Ammoniti 20′ Uçan, 34′ Terzi, 35′ Nenè, 40′ Vainqueur, 91′ Ruediger Spettatori 7 mila.

RIGORI: Pjanic (R) traversa, Terzi (S) gol, Dzeko fuori, Nenè gol, De Rossi gol, Juande gol, Digne gol, Acampora gol

[16-12-2015]

 
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