Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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Roma, incubo tedesco

All'Olimpico i giallorossi franano col Bayer: 7-1 il risultato per i bavaresi. Primo tempo sciagurato.

Doveva essere una festa, e invece è stata una disfatta. Un Olimpico tutto esaurito, come non si registrava forse dai tempi dello scudetto, per una Roma che si attendeva alla consacrazione europea. O, quantomeno, in grado di tenere botta nei confronti delle grandi d’Europa. Invece, è stato il Bayer Monaco a passeggiare di fronte ai 75 mila spettatori, aiutato dall’atteggiamento di una squadra che, a detta di tutti (noi compresi), sembrava di ben altra pasta rispetto ad alcune pagine nere scritte in Champions League. E che si è risvegliata con la coscienza di dover recuperare, almeno contro alcune compagini, la mentalità “provinciale”.

PRIMO TEMPO – In ossequio alle proprie convinzioni, Rudi Garcia, che pure deve rinunciare a Maicon nell’immediata vigilia del match, sceglie l’attacco pesante Iturbe-Totti-Gervinho. Ma stavolta, il messaggio di sicurezza che il tecnico francese prova a infondere ai suoi uomini cade nel vuoto: fin dall’inizio, appare improbabile il tentativo esercitare il possesso di palla contro una squadra come quella di Guardiola, che della ragnatela è maestro, e soprattutto di pressare alto i tedeschi. Questo perché, sul piano tattico, è evidente fin da subito la difficoltà del centrocampo e della difesa giallorosse nell’arginare gli scambi fra le linee dei bavaresi. A questo si aggiunga un Robben in forma strabiliante maldestramente (non) contenuto da Cole, senza sostegni da parte degli esterni d’attacco. E, inevitabilmente, è l’olandese a sbloccare la gara: sua la penetrazione in area da destra e suo un meraviglioso sinistro a girare da posizione angolatissima, che batte un De Sanctis in posizione non ideale. E’ appena il 9’. La Roma avrebbe l’occasione per il pari pochi minuti dopo, quando Gervinho viene servito splendidamente da Yanga-Mbiwa in sortita offensiva, ma la conclusione dell’ivoriano a tu per tu con Neuer viene deviata miracolosamente dal portiere tedesco. Ma poi è solo Bayer, con Muller, Lahm e Goetze a scambiare liberamente al limite. Al 23’ il raddoppio, con lo scambio veloce fra Muller e Goetze e quest’ultimo che conclude rasoterra dal limite lasciando di sasso De Sanctis. E’ in questo momento che la Roma esce dal campo e si avvia inesorabilmente verso l’imbarcata. Al 25’ cross da sinistra di Bernat e colpo di testa di Lewandowski, lasciato totalmente solo, a mettere in rete da distanza ravvicinata. Imbarazzante il quarto gol, che arriva alla mezz’ora, con Robben che taglia alle spalle di un disorientato Cole, si presenta a tu per tu con De Sanctis che riesce a toccare il pallone ma non ad allontanarlo dalla porta. Al 35’ Alaba crossa da sinistra e trova il braccio di Manolas in scivolata: per un fiscale Eriksson è rigore, che Muller trasforma. Garcia capisce (tardi) l’antifona e fa scaldare Holebas e Florenzi.

SECONDO TEMPO – Il greco e il romano sono le novità della ripresa: il primo entra al posto di un inguardabile Cole, mentre il secondo prende il posto di Totti, anche per far riposare il capitano. Forse proprio Florenzi al posto di una delle due ali avrebbe limitato i danni, se schierato dall’inizio. Nella prima parte della ripresa la Roma colleziona tre palle-gol clamorose. Al 9’ Gervinho sgroppa verso Neuer e prova la conclusione di potenza da posizione angolata, ma centra il palo. Un minuto dopo è Florenzi a presentarsi a tu per tu col portiere, ma il suo tiro violento è troppo centrale e viene respinto dall’estremo difensore. Dove però il numero uno della nazionale tedesca si supera è su un tocco di Gervinho, al 16’, in piena area piccola, su ottimo cross di Pjanic: qui l’intervento a bloccare il pallone in due tempi è prodigioso. Al 21’ il gol della bandiera arriva, ed è proprio di Gervinho, che di testa e in posizione di leggero fuorigioco mette in rete un cross di Nainggolan. Potrebbe anche finire qui, ma il seguito è forse più preoccupante di quanto accaduto fin qui. Con l’ingresso di Ribery e Shaqiri, infatti, i tedeschi sembrano recuperare energie. Energie che calano definitivamente, invece, nella Roma. Al 32’ è di Ribery la firma su una rete di classe con la quale infila la retroguardia giallorossa e batte De Sanctis con un pallonetto. Al 35’, infine, pasticcio proprio di De Sanctis, che respinge malissimo una conclusione dal limite di Rafinha e Shaqiri ribadisce in rete. Negli ultimi minuti, è una fortuna che le reti non diventino otto.

Come ammesso da Garcia a fine partita, al di là degli errori dei singoli (che ci sono stati, e spesso gravi) è stato l’approccio alla gara a essere disastroso. Credersi invincibili non ha aiutato il tecnico francese a capire come con alcune squadre (forse non più di tre al mondo) la sua squadra non possa pretendere di imporre il proprio gioco, altrimenti grandioso e vincente, ma sarebbe consigliabile un atteggiamento da “piccola”, ovvero squadra cortissima nella propria trequarti e pressing negli ultimi quaranta metri. Probabilmente la Roma avrebbe perso lo stesso, perché il Bayer fa parte di quelle squadre ancora irraggiungibili (e forse oggi ne è la regina), ma con un risultato più dignitoso e, soprattutto, con un impatto psicologico minore. Impatto che ora rischia di infrangersi anche su un terreno che invece dovrebbe essere più fertile, ovvero quello del campionato. Se si guarda alla freddezza dei numeri, è una sconfitta che non compromette quasi nulla in Europa (e, naturalmente, lascia intatte le ambizioni nazionali). Ma il cuore ha ragioni che la ragione non conosce, ed è al cuore che questo 7-1 fa male. E tanto.

Simone Luciani

 

Roma-Bayer Monaco 1-7

ROMA: De Sanctis; Torosidis, Manolas, Yanga Mbiwa, Cole (1' s.t. Holebas); Pjanic (34' s.t. Ljajic), De Rossi, Nainggolan; Iturbe, Totti (1' s.t. Florenzi), Gervinho. (Skorupski, Astori, Paredes, Destro). All. Garcia.  

BAYER MONACO: Neuer; Benatia, Boateng, Alaba; Robben, Lahm, Xabi Alonso, Bernat; Götze (Shaquiri dal 34' s.t.), Lewandoski (dal 22' s.t. Ribery), Müller (dal 15' s.t. Rafinha) (Zingerle, Dante, Højbjerg, Pizarro). All. Guardiola.

ARBITRO: Eriksson (Sve).

MARCATORI: 9' e 30' Robben, 23' Götze, 25' Lewandowski, 22' s.t. Gervinho, 33' Ribery, 35' Shaqiri.

NOTE: ammoniti: Torosidis (R) e Bernat (B) per g.s., Iturbe (R) per c.n.r., Nainggolan (R) per proteste.

[22-10-2014]

 
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