Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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Roma, il ritorno della banda dei gobbi

Giallorossi truffati a Torino: la Juve vince 3-2, con tre reti inventate dall'arbitro Rocchi.

E’ l’ennesima puntata di un telefilm. Uno di quei telefilm anni ’80, dalla brutta fotografia e la sceneggiatura improbabile. E dove, però, il finale è sempre lo stesso, a soddisfare il pubblico fedele (o meglio… una sua parte). E anche stavolta non ci hanno deluso: una Roma quanto mai forte e pericolosa per l’inattaccabile supremazia juventina nel calcio italiano (giacché poi si esce dal sempre meno florido giardino italico, e lì dietro l’angolo ci sono solo brutte figure) è stata affossata e truffata da un arbitraggio del signor Gianluca Rocchi (una delle tante mediocri e goffe comparse che si sono succedute negli anni in questo brutto telefilm) che definire vergognoso non rende fede alla verità. E dunque, con queste premesse vince, e non poteva essere altrimenti, la Juventus, la prima supersfida del nostro calcio, impunemente e senza dignità  trasformata in farsa.

PRIMO TEMPO – Rudi Garcia non ha paura dei bianconeri, e schiera Iturbe accanto a Totti e Gervinho, mentre in difesa Holebas vince il ballottaggio a sinistra. Interminabile la lista degli assenti illustri. Dall’altra parte, Allegri rischia il rientrate Pirlo e non Vidal. Sia chiaro, la Juventus gioca, e lo fa bene: attacca la Roma fin negli ultimi venti metri e impedisce il palleggio con cui i giallorossi stregano le partite. All’11’ Marchisio va a terra in area dopo un contatto con Holebas, ma Rocchi lascia correre. Episodio dubbio (e sottolineiamo dubbio, e non netto), ma i malpancisti saranno presto tacitati. Precisamente al 26’, quando Maicon respinge col gomito una punizione dai 25 metri di Pirlo. L’arbitro prima concede punizione dal limite e poi rigore. Da verificare se il braccio del brasiliano aumenti il volume del corpo. Non c’è nulla da verificare, invece, sul punto in cui è avvenuto il fallo, e cioè fuori area. Ma tant’è, e Tevez trasforma. Garcia viene espulso, e gli animi si surriscaldano non poco, con cartellini gialli che fioccano. La Roma, da grande squadra, reagisce subito, e si riversa in avanti. Al 31’, Lichtsteiner fa le prove, evidentemente, per una futura carriera da wrestler su Totti, e Rocchi concede il rigore alla Roma. Qualcuno riesce ad avere dubbi. Il capitano trasforma. Al 44’, giallorossi in vantaggio: Gervinho punta l’area e serve un meraviglioso pallone filtrante per Iturbe che fulmina Buffon in uscita. E gli uomini di Garcia avrebbero anche l’opportunità del 3-1, ancora con Gervinho che, complice un infortunio per Caceres, punta l’area, compie un movimento a rientrare e dall’altezza del dischetto fa partire un destro a girare che si perde sul fondo. Quando l’inerzia della gara sembra tutta romanista, sale di nuovo in cattedra Rocchi, che prima concede un minuto di recupero, poi ci ripensa e prolunga l’attesa e al 47’ concede un nuovo rigore alla Juve per un intervento di Pjanic su Pogba, anche questo fuori area. Replay: trasforma Tevez.

SECONDO TEMPO – Allegri manda in campo Ogbonna per l’infortunato Caceres. Nonostante il maggior possesso juventino, è della Roma la più grande occasione ad inizio ripresa: al 14’ affondo di Gervinho e palla nell’area piccola per Pjanic, che da due passi manda fuori un pallone che doveva essere messo in rete. Nella Juve entra Morata per uno spento Llorente, mentre Florenzi prende il posto di uno stanco Iturbe. Nella fase finale del match, come spesso è successo in queste prime gare, la Roma cala e lascia campo alla Juve. A nulla giovano gli ingressi di Destro e Paredes per Totti e Pjanic. Così, al 37’, Morata colpisce la traversa di testa su cross di Licthsteiner. A risolvere la gara è un capolavoro, agevolato dall’ennesima malefatta dell’arbitro Rocchi: il capolavoro è di Leonardo Bonucci, che su azione di corner conclude al volo dal limite e mette in rete. Il “bonus” arbitrale è per Vidal, nettamente davanti a Skorupski in posizione irregolare, a impedire la visuale del portiere. Rissa finale fra Manolas e Morata, entrambi espulsi.

E’ molto difficile restare lucidi nell’analizzare una partita vinta dalla Juve per 3-2 con tre gol irregolari: il distacco “storico” che ancora non c’è probabilmente ci dirà che si è trattato di una partita da consegnare agli annali, assieme al gol di Turone o al fallo laterale di Aldair. Fra qualche anno ci si ricorderà di quando i bianconeri batterono la Roma con ben tre gol irregolari. I giallorossi, autori di una prova straordinaria, hanno comunque da rimproverarsi un paio d’occasioni enormi gettate al vento. E deve essere la consapevolezza della propria forza a prevalere sulla sensazione, che comunque serpeggia, che se Totti e compagni avessero segnato cinque gol, di reti juventine inventate dall’arbitro ne avremmo viste sei. Aggiungere altro è francamente difficile.

Simone Luciani

Juventus-Roma 3-2

JUVENTUS: Buffon; Caceres (dal 1' s.t. Ogbonna), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Marchisio, Pirlo (dal 34’ st Vidal), Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente (dal 14’ s.t. Morata). (Storari, Rubinho, Evra, Pepe, Padoin, Mattiello, Coman, Giovinco). All. Allegri.
ROMA: Skorupski; Maicon, Manolas, Yanga Mbiwa, Holebas; Pjanic (dal 39’ s.t. Paredes), Keita, Nainggolan; Iturbe (dal 21’ s.t. Florenzi), Totti (dal 29’ s.t. Destro), Gervinho.(Lobont, Cole, Ljajic, Torosidis, Ucan, Somma, Emanuelson, Calabresi, Sanabria). All. Garcia.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
MARCATORI: Tevez su rig al 27’ e al 48’, Totti su rig. al 32’, Iturbe al 44’ p.t; Bonucci al 40’ s.t.
NOTE: spettatori 41.200, tutto esaurito (incasso 1.928.494). Espulsi: Garcia per proteste al 28’ p.t., Morata (J) e Manolas (R) per reciproche scorrettezze al 44’ s.t. Ammoniti Maicon (R), Chiellini (J), Lichtsteiner (J), Gervinho (R) per gioco scorretto, Bonucci (J), Totti (R) e Tevez (J) per c.n.r.. Recuperi: 1’ p.t.; 4’ s.t.    

[06-10-2014]

 
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