Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
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Roma, che Pjanic!

I giallorossi espugnano Parma grazie a una punizione del bosniaco all'87'. Finisce 2-1, di Ljajic e De Ceglie le altre reti.

Ancora una prova di carattere, per chi ancora non fosse convinto. Nel campo assai ostico di Parma bisogna attendere 87’ perché la bilancia penda in favore dei giallorossi ma, in una gara che sembrava beffardamente fissata sull’1-1, è stato Miralem Pjanic a regalare tre punti a Rudi Garcia, con una punizione meravigliosa dal limite dell’area. Un gol dal peso specifico micidiale, che consente di tenere il punteggio pieno e il passo di una Juve che non smette di correre.

PRIMO PIANO – Con la rosa decimata dagli infortuni, Garcia schiera in difesa tre quarti della retroguardia della nazionale greca, con l’esordio di Holebas a sinistra, più Yanga-Mbiwa. A centrocampo Keita prende il posto di De Rossi, mentre in attacco torna Francesco Totti, a lanciare Gervinho e Adem Ljajic. Fin da subito il Parma di Roberto Donadoni si dimostra ben più accorto delle ultime uscite, con la squadra compatta dietro la linea della palla e il pressing intenso nella propria metà campo. Come prevedibile, il possesso di palla è tutto della Roma, che tuttavia fatica a trovare l’ultimo passaggio, nonostante la serata di straordinaria ispirazione del suo capitano. Che, al 27’, sale in cattedra e rompe l’equilibrio del match: lancio al millimetro che mette Ljajic solo davanti a Mirante, e il serbo non sbaglia. In svantaggio, il Parma prova ad affidarsi ad Antonio Cassano per la reazione. Al 32’ un colpo di testa di Felipe su corner di Lodi è però troppo centrale, e non impensierisce De Sanctis. I parmensi costruiscono l’occasione più grande, però, a ridosso del duplice fischio, quando De Ceglie può liberare un diagonale da sinistra che termina non lontano dal secondo palo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa la prima occasione è invece della Roma, con Gervinho che al 10’, ben servito da Pjanic, conclude in diagonale davanti a Mirante ma sfiora il palo. Così, il Parma reagisce allo scampato pericolo e lo fa nel migliore dei modi. Nel capovolgimento di fronte, infatti, Cassano viene dimenticato da Torosidis e può concludere dai 25 metri, impegnando De Sanctis in corner. Proprio con il tiro dalla bandierina arriva il pari: stavolta è De Ceglie a bruciare i centrali difensivi romanisti e a mettere in rete di testa. I giallorossi provano dunque a riversarsi in avanti e a ritrovare il vantaggio, costruendo una grande occasione al 17’, quando Gervinho penetra in area da sinistra e scarica centralmente per Totti, che di sinistro conclude dall’altezza del dischetto spedendo alto. Ancora l’ivoriano, sempre al centro della manovra ma in serata confusionaria, al 22’ arriva sul fondo e prova a mettere nell’area piccola per Torosidis, anticipato però dalla difesa del Parma. Garcia vuole sfruttare maggiormente le fasce e toglie proprio Torosidis e Ljajic per inserire Maicon e Florenzi. Proprio sull’asse fra i due nuovi entrati, al 35’, la Roma ha un’altra occasione per il vantaggio, ma il romano, messo davanti a Mirante, non trova il tempo della conclusione e viene chiuso da Felipe. Sembra finita, e Garcia si gioca il tutto per tutto con Destro per Totti. Al 43’ è proprio il centravanti a conquistare un’ottima punizione dal limite dell’area. Il piede buono è quello di un fin qui spento Miralem Pjanic, che disegna una traiettoria imparabile per Mirante e fa esplodere la folta rappresentanza romanista giunta a Parma.

Questa vittoria ha un doppio significato. Uno è quello, già sottolineato, del carattere grazie al quale è maturata. L’altro, invece, è la risposta al “limite” spesso sottolineato nei confronti della Roma rispetto alla Juventus, ovvero quello di non avere giocatori in grado di decidere partite altrimenti irrisolvibili. Ciò che i giallorossi non hanno ottenuto grazie alle azioni in velocità (e comunque le occasioni non sono mancate) lo hanno avuto grazie all’invenzione di Pjanic che, spesso in ombra in fase di costruzione di gioco, si è riscattato alla grande prendendosi la responsabilità di sfruttare un pallone che avrebbe potuto essere l’ultimo della gara. Cinque vittorie in cinque partite, e questa con il Parma giunta nonostante i molti infortuni. Di più non si può chiedere, alla vigilia della sfida casalinga con il Verona e di una settimana micidiale, fra Manchester e Juve.

Simone Luciani

Parma-Roma 1-2

PARMA Mirante; Mendes, Felipe, Lucarelli, Gobbi; Acquah, Lodi, Mauri (36' st Galloppa), Gobbi; Palladino (12' st Belfodil), Cassano, De Ceglie (28' st Costa). (Iacobucci, Cordaz, Ristovski, Rispoli, Santacroce, Jorquera, Lucas, Ghezzal, Coda, Belfodil). All. Donadoni.
ROMA De Sanctis; Torosidis (24' st Maicon), Manolas, Yanga-Mbiwa, Holebas; Pjanic, Keita, Nainggolan; Ljajic (28' st Florenzi), Totti (36' st Destro), Gervinho. (Skorupski, Lobont, Somma, Calabresi, Emanuelson, Cole, Paredes, Verde, Sanabria). All. Garcia.
ARBITRO Mazzoleni di Bergamo.
MARCATORI Ljajic (R) al 27' pt; De Ceglie (P) all'11', Pjanic (R) al 43' st
NOTE spettatori. ammoniti Acquah, Torosidis, Manolas per gioco scorretto, Totti, Lodi e Mirante per c.n.r.

[25-09-2014]

 
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