Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Il pallonaro Roma
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Il pallonaro Roma
 
 

Arriva il derby

E' il numero 140 della capitale. Statistiche, aspetti tattici, veleni della vigilia.

Tutto (quasi) pronto per il derby numero 140 della storia della Serie A (cui andrebbero aggiunte le due partite giocate in Divisione Nazionale). Si affrontano due squadre che, a dispetto dei pronostici e degli auspici di inizio stagione, hanno visto i loro obiettivi mutare nei mesi. La Lazio, uscita trionfante a livello cittadino dalla vittoria della Coppia Italia il 26 maggio del 2013, è stata protagonista di un cammino a dir poco pallido sotto la guida di Vladimir Petkovic, per poi ritrovare le “antiche” (è proprio il caso di dirlo) certezze rimettendo al timone Edy Reja, con il quale ha ritrovato motivazioni, identità tattica e solidità difensiva. Dall'altra parte, la Roma di Rudi Garcia, arrivato fra gli scetticismi in un ambiente a dir poco depresso, e invece autore di una ristrutturazione clamorosa che ha portato i giallorossi alle soglie del primo posto. Dunque, da una parte c'è la rincorsa all'Europa, resa possibile dalla striscia positiva di risultati ottenuta da Reja e da un lotto di rivali tutt'altro che perfette, mentre dall'altra c'è da conservare la seconda posizione e, Juve permettendo, continuare a coltivare il sogno scudetto.
STATISTICHE – I numeri della storia del derby dicono Roma: 48 vittorie dei giallorossi contro le 36 della Lazio. Ma il segno prevalente è l'X: soprattutto dagli anni '60 agli anni '90 il pareggio è stato di gran lunga il risultato più gettonato. Facile notare come l'equilibrio ha regnato quando le due squadre non avevano obiettivi particolari in campionato. Tutti romanisti i giocatori più prolifici: a nove reti troviamo infatti a parimerito Dino da Costa, Marco Delvecchio e, soprattutto, Francesco Totti, che domani potrà tentare l'attacco all'ennesimo record personale. Seguono Montella e Volk con sette reti, mentre a sei c'è Silvio Piola, primo laziale, assieme a Selmosson, che invece giocò in entrambe le formazioni.
LA SFIDA TATTICA – L'unica certezza è il 4-3-3 di Rudi Garcia. Probabile l'impiego della formazione “tipo”, ovvero quella protagonista di un grande girone d'andata (ad eccezione di Torosidis, titolare a sinistra in difesa per le assenze di Dodò e Balzaretti): gli unici ballottaggi sono quelli fra Pjanic (ancora problemi al ginocchio per lui) e Nainggolan e fra Florenzi (favorito) e Ljajic. Riflettori puntati, ovviamente, su Gervinho: l'ivoriano, quando ha avuto metri di campo, è stato letale per più o meno tutte le formazioni della Serie A. Dall'altra parte, invece, la situazione è più intricata, tanto che Reja, in alcuni allenamenti settimanali, ha fatto addirittura montare dei teloni a coprire il campo d'allenamento. Si dovrebbe andare, comunque, verso un 4-3-3 a specchio (anche se il tecnico goriziano ha negato) per limitare il gioco giallorosso. In difesa il dubbio è fra Konko (che sta recuperando) e Cavanda, mentre a centrocampo Gonzalez dovrebbe prendere il posto dello squalificato Biglia. L'assetto offensivo, oltre a Klose, fa pensare a Keita e Candreva pronti ad agire fra le linee: un tipo di gioco che la Roma ha particolarmente sofferto contro il Napoli in Coppa Italia. Poi, si sa, il derby è la sfida dell'imponderabile.
VELENI DELLA VIGILIA – Non è passato inosservato lo scivolone in cui Reja è incappato domenica scorsa (“Speriamo che qualche romanista si faccia male per il derby”), e in conferenza stampa Garcia ha risposto: “Reja dovrebbe pensare che oltre ad essere allenatori siamo anche educatori. Se in pubblico dice queste cose, in privato che fa? Dice di rompere una gamba o ammazzare qualcuno? Chiedo a Orsato, l’arbitro di domani, di essere attento ai contrasti”. Dichiarazioni d'attacco, cui ha fatto seguito l'analisi della gara, della serie “Per noi contano solo i 3 punti” e “la classifica dice tutto”. Stempera i toni, invece, il suo collega biancoceleste: “A me va bene sia la vittoria sia il pari, rappresenterebbe una crescita dal punto di vista mentale e tattico. Dobbiamo trovare delle sicurezze: la Roma è in grandissima salute, fare risultato contro di loro sarebbe motivo di grande soddisfazione.”

Simone Luciani

[08-02-2014]

 
Lascia il tuo commento