Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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Nella neve vince la Roma

I giallorossi espugnano Bergamo: finisce 2-3. Di Torosidis il gol decisivo.

Umiltà e concretezza, e la Roma va. Dopo il trionfo con la Juve, i giallorossi della gestione Andreazzoli confermano la netta inversione di tendenza, nel gioco e nei risultati, ed espugnano un Azzurri di Bergamo innevato con una prova coriacea e di carattere. Senza Totti e De Rossi, ma presi per mano da Pjanic, i capitolini lanciano dunque un messaggio alla zona-Europa del campionato, in attesa che (quasi) tutte le rivali rispondano al colpo.

PRIMO TEMPO – Andreazzoli colma i vuoti lasciati da Castan, De Rossi e Totti confermando Piris, inserendo Bradley sulla mediana e spostando Marquinho assieme a Lamela alle spalle di Osvaldo, con Balzaretti di nuovo esterno sinistro. Ancora in panchina, dunque, Florenzi. Almeno all'inizio, il lavoro degli spalatori, la rizollatura del campo e la bassa intensità della neve consentono una partita giocabile. Tanto che, dopo appena 8', l'Atalanta trova il gol: un improvvido intervento difensivo di Marquinho consente a Bonaventura di presentarsi a tu per tu con Stekelenburg, e il suo tiro maldestro diventa un assist vincente per il giovane Livaja. La Roma non si perde d'animo, e trova il pari al 12'. Merito proprio di Marquinho, che recupera palla a metà campo e, dopo un'azione personale, batte Consigli con un gran sinistro a girare dal limite. Fino a quando il campo è in condizioni accettabili, la Roma lascia il possesso di palla all'Atalanta ma riparte pericolosamente. Come quando, al 18', Osvaldo prova l'azione personale ma, dal limite, conclude a lato di poco. Di lì a qualche minuto la neve si intensifica, e molto, e il campo si imbianca. Prima che faccia il suo esordio il caratteristico pallone rosso, la prodezza di Pjanic che porta in vantaggio la Roma: al 34', splendida parabola dai 17 metri su cui Consigli non può nulla. Ma l'Atalanta è viva. Dopo un pasticcio, al 41', di Burdisso, che rischia un retropassaggio suicida su cui è bravissimo Stekelenburg, al 44' arriva il pari, ancora di Livaja: su un cross dalla sinistra il giovane attaccante anticipa, con un intervento assai dubbio, Torosidis e piazza il pallone all'angolino dal limite dell'area piccola.

SECONDO TEMPO – Nell'intervallo gli operatori tingono di rosso anche le linee, e la nevicata non accenna a diminuire. Nei primi minuti l'Atalanta sembra poter essere più pericolosa, con la Roma che cerca un improbabile gioco palla a terra. Ma l'ingresso di Perrotta per Marquinho e un gioco più adatto al campo sovvertono presto l'inerzia del match. Così, al 24' Pjanic ha la palla del 2-3, ma di testa da distanza ravvicinata, su cross di Balzaretti, trova l'opposizione di Consigli. Passano due minuti, e i giallorossi trovano il gol: Bradley apre per Torosidis che, da posizione molto defilata, riesce in un tiro-cross di testa che inganna Consigli, non senza fortuna. Andreazzoli cambia uno stanco Pjanic con Florenzi e, poco più avanti, Osvaldo con Tachtsidis. Le scelte conservative premiano i giallorossi, con l'Atalanta che va vicina al pareggio solo al 33', quando Lucchini svetta di testa su azione di corner ma trova una gran parata di Stekelenburg. Colantuono prova nel finale il tutto per tutto con una serie di cambi offensivi, ma le sue velleità vengono stoppate al 43', quando Contini rifila a Perrotta una manata a gioco fermo e viene espulso per doppia ammonizione. Al 4' di recupero Lamela, in giornata no, ha la palla buona per il 4-2, ma solo davanti a Consigli si fa ipnotizzare.

Dunque, pur priva dei suoi uomini-simbolo, la Roma fa sua una partita molto complicata, per il tipo di avversario, per le condizioni atmosferiche e per una tendenza storica che vuole i giallorossi spesso in difficoltà a Bergamo. Note positive per Torosidis e, soprattutto, per Pjanic. Quella che sta nascendo è una squadra molto diversa da quella vista a inizio stagione, e diversa probabilmente anche quella che hanno immaginato per un anno e mezzo dirigenza e proprietà. E tuttavia, forse, la chiave è proprio questa: un allenatore che dia equilibrio in campo e fuori, che ponga grande attenzione ai rapporti umani e che sappia mettersi al servizio dell'indiscusso talento che questa squadra ha. E' presto per parlare di resurrezione, ma di certo nell'ultima settimana la Roma ha incamerato punti e tanto morale. La strada, forse, è quella giusta.

Simone Luciani

Atalanta-Roma 2-3

Roma: Stekelenburg; Piris, Burdisso, Marquinhos; Torosidis, Bradley, Pjanic (74′ Pjanic), Balzaretti; Lamela, Marquinho (64′ Perrotta); Osvaldo (83′ Tachtsidis)
A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Romagnoli, Dodo’, Perrotta, Tachtsidis, Florenzi, Lucca, Lopez.
All.: Andreazzoli.
Atalanta: Consigli, Raimondi, Stendardo, Contini, Brivio; Giorgi (74′ Cazzola), Carmona, Biondini (74′ Lucchini), Bonaventura (84′ Budan); Livaja, Denis.
A disp.: Frezzolini, Polito, Lucchini, Canini, Scaloni, Cazzola, Radovanovic, Brienza, De Luca, Moralez, Budan, Troisi.
All. Colantuono.
Arbitro: De Marco di Chiavari.
Marcatori: 8′ Livaja, 12′ Marquinho, 34′ Pjanic, 44′ Livaja, 71′ Torosidis
Note: Ammoniti 61′ Contini, 80′ Raimondi, 85′ Carmona, 92′ Torosidis Espulsi 88′ Contini (doppia ammonizione)

[24-02-2013]

 
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