Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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Totti, e la Roma trionfa

In una serata speciale, i giallorossi battono la Juve 1-0. Decide il capitano con un gol strepitoso.

La serata che non ti aspetti, e questo è il bello del calcio. Di uno sport, cioè, talmente imprevedibile che perfino una squadra in crisi profonda d’identità e di risultati, nel tunnel delle contestazioni e nel pieno marasma ambientale può battere la squadra prima in classifica, campione d’Italia e, secondo la totalità della critica, nettamente superiore alle altre. Così, ecco l’impresa della Roma: trascinati, manco a dirlo, da un Totti monumentale, gli uomini di Andreazzoli trovano d’un colpo equilibrio e umiltà e guadagnano una vittoria ben più netta, sul piano del volume di gioco, di quanto non dica il risultato. A dare il la al successo un gol strepitoso del capitano, a coronare il tutto una solida prestazione difensiva.

PRIMO TEMPO – A sorpresa, Aurelio Andreazzoli, sfidando gli equilibri, manda in campo tutto il talento che ha a disposizione: confermando la difesa a tre, con Piris al posto dell’infortunato Castan, Pjanic va a ricoprire il ruolo di regista accanto a De Rossi, Torosidis quello di esterno destro e in avanti c’è spazio per il tridente Totti-Osvaldo-Lamela. Ad allentare la palpabile tensione, la scelta di effettuare il riscaldamento sotto la Curva Sud che, comprendendo il gesto, si schiera dalla parte della squadra. E i risultati si vedono subito. In una prima frazione di gioco che riserva poche emozioni, sono proprio i giallorossi a costruire di più. Al 7’ Osvaldo converge da sinistra su un’apertura di Totti ma conclude centralmente. Al 10’ è ancora l’italoargentino a partire a tu per tu con Buffon e a dribblare il portiere della nazionale, ma lo scarico per Pjanic a centro area è impreciso. La chiave tattica è nell’utilizzo delle pedine d’attacco da parte di Andreazzoli: Totti e Lamela giostrano, liberi di svariare, alle spalle di Osvaldo, e in fase di ripiegamento si alternano nel pressing su Pirlo. Così, la fonte principale (ed eccezionale) di gioco della Juve è arginata, e l’unica occasione per i bianconeri parte sì dai piedi del regista, ma su calcio piazzato: il suo destro trova una grande opposizione di Stekelenburg. Ed è, di fatto, l’ultima emozione del primo tempo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa, invece, la partita cambia, e diventa una girandola d’emozioni. Al 2’ Totti verticalizza per Osvaldo, che prova una generosa scivolata ma mette fuori. Al 3’ Vucinic conclude al volo dal limite dell’area e sfiora il palo. Nemmeno un minuto dopo è Torosidis (onesta la sua prova) a presentarsi davanti a Buffon, ma viene anticipato in extremis. Al 6’ Pjanic conclude dai 25 metri ma trova una gran parata del portiere bianconero, che si ripete poco dopo su un colpo di testa da distanza ravvicinata di Osvaldo. Conte prova a dare vitalità all’attacco con Giovinco al posto di un fischiatissimo Vucinic, ma la mossa si rivela inconcludente. E’ anzi la Roma a prendere sempre più campo e, al 12’, a trovare il vantaggio. E’ Francesco Totti a sbloccare la gara, e il gol è di quelli da cineteca: il destro di prima dal limite dell’area raggiunge una velocità impressionante e trafigge un impotente Buffon. Lo stadio esplode, e l’abbraccio collettivo di squadra e panchina al capitano sa di liberazione. La reazione della Juve è nulla, e anzi è la Roma ad andare vicina al raddoppio, prima con un contropiede su cui De Rossi non riesce a finalizzare un assist di Osvaldo, e poi con Marquinho che si avventa su una corta respinta di Buffon, ma la sua conclusione è deviata. Nella partita a scacchi fra gli allenatori, Conte non trova di meglio che buttare dentro un arrugginito Anelka per Vidal, mentre Andreazzoli inserisce Balzaretti per Marquinho e, nel finale, Florenzi per un Totti osannato. Proprio il centrocampista, assieme a Lamela, riesce a tenere palla nei minuti di recupero e a limitare le ripartenze bianconere. Finale con giallo, con Rocchi che, con un cambio di decisione, manda tutti negli spogliatoi subito prima di un corner per la Juve.

Il tempo dirà se questa rimarrà un’impresa di giornata, o rappresenterà l’esame di maturità per una squadra ragazzina e capricciosa. Quel che è certo è che la prova di oggi ha dimostrato quanto, a livello di valori tecnici, sia bugiarda una classifica che ancora piange. Per questo è necessario che la prova di oggi rappresenti la molla per un finale di stagione importante: di posizioni da scalare ce ne sono tante, così come tanti sono i rimpianti per la quantità di partite incomprensibili disputate dalla squadra e dai singoli fin qui. Ma ora c’è qualcosa di più da salvare della faccia: ci sono obiettivi (sia pur minimi) da raggiungere, e la strada è quella dell’umiltà e della “normalità”.

Simone Luciani

Roma-Juventus 1-0

ROMA: Stekelenburg; Piris, Burdisso, Marquinhos; Torosidis, De Rossi, Pjanic (dal 23’ s.t. Bradley), Marquinho (dal 38’ s.t. Balzaretti); Lamela, Totti (dal 43’ s.t. Florenzi); Osvaldo. (Lobont, Goicoechea, Taddei, Romagnoli, Perrotta, Tachtsidis, Lucca, Lopez). All. Andreazzoli.
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal (dal 26’ s.t. Anelka), Pirlo, Pogba, Asamoah (dall’11’ s.t. Padoin); Matri, Vucinic (dall’11’ s.t. Giovinco). (Storari, Rubinho, Marrone, Isla, Giaccherini, Quagliarella). All. Conte.
ARBITRO: Rocchi di Firenze (Di Liberatore-Manganelli/Tonolini/Orsato-Damato).
MARCATORE: Totti al 13’ s.t.
NOTE: ammoniti De Rossi, Totti, Lichtsteiner, Matri, Pirlo. Recupero: 2’ p.t., 4’ s.t.

[17-02-2013]

 
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