Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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La Roma non ci crede pių

3-3 a Bologna, giallorossi graziati dai pali nel finale. Squadra stanca e poco convinta.

Cupio dissolvi. Che l'atmosfera fosse questa, lo si era capito nell'acida conferenza stampa tenuta ieri da Zdeneck Zeman. Il boemo, attaccando calciatori e società proprio come un allenatore che conosce il suo destino, ha ben rappresentato una realtà in progressivo disfacimento, che ha smesso di credere nelle proprie possibilità in campionato, di riconoscere qualunque spirito unitario e una bussola comune. Il risultato più immediato è un misero pareggio a Bologna, contro una squadra ampiamente rimaneggiata e impaurita dagli spettri della serie B: un pareggio ripreso per i capelli, dopo un doppio ma poco convincente vantaggio, e che sta stretto proprio ai rossoblu, che sembravano avere i tre punti in tasca e che stavano per riprenderseli nel finale.

PRIMO TEMPO – Zeman non ha molte scelte, fra infortunati, squalificati e “autoeliminati” alla Stekelenburg. Fra i dubbi, Piris recupera ma Marquinhos no. Le pecette con cui deve fare i conti anche il Bologna rendono il canovaccio della gara quasi incredibile: due difese assolutamente impresentabili e capovolgimenti di fronte continui e pericolosi degni di una partita di basket. Al 4' Sorensen sfrutta un'uscita sbagliata (la prima di una lunga serie) di Goicoechea e sbaglia un gol facile da distanza ravvicinata. Altrettanto non succede tre minuti dopo dall'altra parte, con Totti che in area resiste a una carica e passa a Florenzi, il quale con un bel destro a girare batte Agliardi. Nemmeno a dirlo, la rete non cambia assolutamente nulla nell'economia della gara: il Bologna non è sceso in campo per difendersi, e non lo farà. Così al 17' arriva il pareggio: è Gilardino, ancora una volta, a castigare la Roma raccogliendo una respinta imbarazzante di Goicoechea su tiro di Gabbiadini. I giallorossi sembrano poter rimettere in piedi la gara già un minuto dopo, quando Pjanic dalla destra centra un cross sulla testa di Osvaldo che, lasciato solo dai difensori, batte facilmente Agliardi. Ma, anche qui, siamo nel campo delle illusioni: al 26' Gabbiadini conclude dai 16 metri, il tiro (lento) viene deviato e si insacca sul primo palo, con Goicoeceha ancora in preda a riflessi appannati. Nel primo tempo, caciarone e divertente, ancora un'occasione per parte: prima Gilardino non sfrutta in area una gran palla di Diamanti, poi Bradley di sinistro dal limite sfiora l'incrocio.

SECONDO TEMPO – Come è solita fare, la Roma della ripresa non ha nulla a che vedere con quella del primo tempo. Almeno, la Roma che va in scena dopo una grande occasione sprecata da Florenzi nell'area piccola. Così, il Bologna può prendere campo e facilmente controllare la compassata e scoordinata manovra giallorossa. Al 9' è Pasquato, entrato per l'infortunato Gabbiadini, a sfruttare l'ennesima papera di Goicoechea, che esce malamente a mano aperta su un facile cross e mette la palla proprio sul piede del giovane attaccante. Tre minuti dopo Zeman manda in campo Marquinho e Dodò per Florenzi e per l'infortunato Balzaretti. I due brasiliani danno un filo in più di dinamismo alla manovra, che resta tuttavia arruffona. Al 17' c'è anche l'esordio di Torosidis, che prende il posto di Piris. Appena un minuto dopo, e a sorpresa, arriva il pari giallorosso: merito di un cross di Totti (protagonista di una prova negativa) e di Tachtsidis, che salta più in alto di tutti e batte Agliardi. Per una decina di minuti la Roma prende la carica e sembra poter addirittura vincere: Osvaldo sfiora il quarto gol di testa, ma Agliardi è bravo a salvare. Poi, il finale incredibile e benedetto (per i giallorossi): Diamanti sale in cattedra e prima colpisce un palo dalla distanza e poi, all'ultimo minuto, una traversa su punizione.

Se in altre partite, quantomeno, la Roma poteva fregiarsi di aver costruito tante occasioni da gol e di averle sprecate, stavolta i giallorossi devono ritenersi fortunati a essere usciti con un pareggio. Di chi sono le colpe di un bilancio da stilare impietosamente a fine gennaio e di una classifica che vede  la squadra scivolare sempre più in basso? Di tutti. Della società, che sembra incapace di gestire un ambiente difficile come quello romano. Di Zeman, del quale quest'anno abbiamo visto solo gli aspetti negativi (la mancanza totale di flessibilità, l'incredibile fissazione su alcuni giocatori, come Goicoechea e Tachtsidis, chiaramente inadeguati). E poi, ovviamente, dei giocatori: sono loro che vanno in campo, e loro che oggi hanno mostrato di non sapere né volere più credere nel proprio lavoro. La stagione che sta maturando è la peggiore da quella, famigerata, dei quattro allenatori. I tifosi non meriterebbero di veder le speranze di riscatto dalla mediocrità aggrappate alla Coppa Italia, ma tanto è.

Simone Luciani

Bologna-Roma 3-3

BOLOGNA: 25 Agliardi; 11 Motta, 43 Sorensen, 5 Antonsson, 3 Morleo; 33 Kone (86′ Abero), 15 Perez; 23 Diamanti, 6 Taider (63′ Krhin), 18 Gabbiadini (49′ Pasquato); 10 Gilardino.
A disp.: 1 Curci, 32 Stojanovic, 45 Carvalho, 8 Garics, 20 Abero, 31 Radakovic, 17 Guarente, 28 Riverola, 77 Pasquato, 4 Krhin, 77 Gimenez, 24 Paponi.
All.: Pioli.
ROMA: 13 Goicoechea; 23 Piris (72′ Torosidis), 29 Burdisso, 5 Castan, 42 Balzaretti (57′ Dodò); 4 Bradley, 77 Tachtsidis, 48 Florenzi (57′ Marquinho); 15 Pjanic, 9 Osvaldo, 10 Totti.
A disp.: 24 Stekelenburg, 1 Lobont, 35 Torosidis, 3 Marquinhos, 46 Romagnoli, 11 Taddei, 27 Dodò, 20 Perrotta, 7 Marquinho.
All.: Zeman.
Marcatori: 9′ Florenzi, 17′ Gilardino, 18′ Osvaldo, 26′ Gabbiadini, 54′ Pasquato, 73′ Tachtsidis
Note: Ammoniti 5′ Motta, 12′ Piris, 42′ Kone, 60′ Pjanic, 65′ Taider, 69′ Morleo, 76′ Tachtsidis, 77′ Sorensen

[27-01-2013]

 
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