Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Il pallonaro Roma
 
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Napoli-Roma, la stravince Cavani

Finisce 4-1 per i partenopei, con una strepitosa tripletta del Matador. Roma sprecona.

Nella Serie A, generalmente mediocre, un campione (l’unico, probabilmente) riesce, eccome, a fare la differenza. Riesce non solo a farti vincere le partite, ma a fartele stravincere, con proporzioni ben più grandi di ciò che dice il campo. Ecco perché la sconfitta della Roma al San Paolo ha in realtà dimensioni molto meno drammatiche di quanto reciti il risultato: perché su questo 4-1 pesa tremendamente la tripletta di un Edinson Cavani mostruoso. Mentre, da parte giallorossa, è imperdonabile aver fallito almeno sette palle gol nitidissime.
PRIMO TEMPO – Il centrocampo scelto da Zeman, unico reparto difficile da ‘decifrare’ nel prematch, è quello delle ultime partite, con De Rossi in cabina di regia e Pjanic e Bradley sugli esterni. L’inizio è tremendo, ed è come se la Roma entrasse in campo sotto di un gol. Perché bastano appena quattro minuti a Pandev, assai fastidioso fra le linee nelle fasi iniziali, per confezionare un pallone d’oro per Cavani, che si infila fra i centrali della Roma e batte Goicoechea in uscita. La prima mezz’ora vede un Napoli padrone del campo e del possesso di palla, con i due attaccanti che spesso possono puntare la difesa a palla scoperta. Una spina nel fianco, poi, si rivela Zuniga per Piris. I giallorossi, dal canto loro, non trovano spazio di manovra. Fino a quando, al 32’, non è Francesco Totti ad accendere la luce: il passaggio filtrante per Destro è eccezionale, ma il centravanti, in scivolata, vede chiudersi lo specchio da De Sanctis. Il portiere partenopeo si ripete qualche minuto dopo con un intervento plastico su un destro dal limite di Pjanic, e poi ancora su Destro, che conclude male un contropiede tre contro due.
SECONDO TEMPO – Se il finale della prima frazione aveva fatto sperare in una ripresa diversa, bastano di nuovo pochi minuti per la doccia gelata, firmata ancora Cavani: al 3’ un contropiede partenopeo culmina in un batti e ribatti in area e, con la difesa giallorossa in bambola, il matador conclude da distanza ravvicinata girandosi all’improvviso, e il tiro sporco inganna Goicoechea e si infila. La Roma accusa il colpo, e all’11’ rischia di crollare definitivamente quando Hamsik si presenta a tu per tu col portiere uruguaiano, lo salta ma si trascina la palla in posizione troppo defilata. E’ a questo punto che i giallorossi si scuotono, dando tuttavia il la alla fiera del gol fallito. Al 16’, quando Destro parte a tu per tu con De Sanctis lanciato da Totti ma conclude a lato. E’ la goccia che fa traboccare il vaso, e il centravanti marchigiano lascia il posto ad Osvaldo. Ma la sostanza, almeno in un primo momento, non cambia. Incredibile è l’occasione fallita al 23’, quando Lamela e Pjanic si vedono respingere i propri tiri ravvicinati da un grande De Sanctis e infine Bradley, a porta vuota, mette fuori. E’ la pietra tombale sulla partita: al 25’ è ancora Cavani a metterla dentro, stavolta di testa su azione di corner. Inutile si rivela il gol di Osvaldo al 28’, con l’italoargentino che sfrutta la verticalizzazione di Pjanic. Perché poi Bradley si divora altre due reti, entrambe di testa. E perché Goicoechea, che al 39’ è eccezionale in uscita su Cavani, al primo di recupero deve capitolare per la quarta volta sull’ennesimo contropiede, stavolta di Maggio. In mezzo, l’episodio assai negativo dell’espulsione per doppia ammonizione di Pjanic, e Florenzi al posto di Piris per disegnare un 3-3-3 d’emergenza.
Una Roma, dunque, che non meritava una sconfitta così larga. Ma inevitabile, se si concedono praterie a un attacco come quello del Napoli e però, dall’altra parte, si gettano al vento palle gol incredibili. Capiamoci: una sconfitta maturata contro una delle squadre più forti del campionato, e che non deve allarmare a livello di prestazione. Ma una sconfitta che allontana ancor di più i giallorossi dalla zona Champions. Hanno pesato come macigni gli errori dei singoli, Piris e Destro su tutti. A cui vanno sommate le prestazioni non certo esaltanti di De Rossi, Pjanic e Lamela. Ma si torna a Roma con una convinzione: giocando così contro la gran parte delle squadre di Serie A il risultato sarebbe/sarà molto diverso. Non tutti hanno Cavani, e non sempre la palla non entrerà.
Simone Luciani
Napoli-Roma 4-1
NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Britos, Gamberini; Maggio, Behrami, Inler (19′ st. Dzemaili), Hamsik (43′ st. Insigne), Zuniga; Pandev (36′  st. Mesto) , Cavani. A disp.:Rosati, Fernandez, Uvini, Mesto, Donadel, Dzemaili, El Kaddouri, Vargas, Insigne. All. Mazzarri.
ROMA: Goicoechea; Piris (37′ Florenzi), Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Bradley; Lamela, Destro (17′ st. Osvaldo), Totti. A disp.:  Lobont, Stekelenburg, Dodò, Romagnoli, Lucca, Florenzi,  Perrotta, Marquinho, Tachtsidis, Osvaldo.
All. Zeman.
Arbitro: Tagliavento di Terni. Assistenti: Tonolini e Giordano. IV uomo: Musolino. Assistenti di porta: Rocchi e De Marco.
Marcatori: 4′ Cavani, 3′ st. Cavani, 25′ st. Cavani, 28′ st. Osvaldo.
Note: Ammoniti 19′ Pjanic, 22′ Campagnaro, 25′ Totti, 32′ De Sanctis, 47′ st.  Maggio Espulso al 29′ st. Pjanic.

[07-01-2013]

 
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