Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Virtus Roma sempre pił gił

Pessime prospettive dopo l'ennesima sconfitta in campionato

Passa anche la matricola Trento nell'angusto Palatiziano, divenuto sempre più terra di conquista ed ormai parossistico, con i tabelloni che si rompono per l'ennesima volta e che fotografano impietosamente il triste momento del basket romano e del suo incerto futuro. Finisce 68-75 una sfida che i padroni di casa interpretano discretamente fino al blackout momentaneo, che mette fuori uso l'apparecchiatura elettronica e spegne sul nascere gli ardori del quintetto romano, chiamato alla reazione dopo la rumorosa imbarcata di tre giorni prima a Brindisi.

Da quel momento in poi la confusione prima mentale e solo dopo tecnica che pare attanagliare i giocatori virtussini prende decisamente il sopravvento, e solo grazie alla relativa forza della squadra avversaria il punteggio rimane in sostanziale equilibrio. L'epilogo è però inevitabile, provocato in prima istanza dallo strapotere tecnico e fisico dell'MVP di giornata, l'ala statunitense in maglia trentina Tony Mitchell (32 punti, 10 rimbalzi), ed in secondo luogo dalla paura che imperversa tra le fila romane ed il cui simbolo è il tiro cortissimo di Brandon Triche che avrebbe permesso il pareggio e che invece da il là all'allungo decisivo degli ospiti.

Pochi davvero gli spunti tecnici di una gara modesta, impreziosita solo dalle belle giocate di Mitchell ma impoverita costantemente dalla bassa qualità degli attacchi del quintetto locale, al solito irretito da una semplice difesa a zona e come sempre legato alle percentuali del tiro da tre, usato con la stessa frequenza di quello più ravvicinato.
Deludenti tutti gli interpreti del risicato roster capitolino, ed è inutile fare la classifica del demerito. Si salva solo, come quasi sempre, Bobby Jones, la cui uscita a causa di un taglio al mento nel momento decisivo della gara contribuisce non poco ad indirizzarla nei citati binari.

Impossibile immaginare vie di uscita improvvisate, men che meno avventurose scorciatoie - benchè le stesse siano invocate da più parti - per tirarsi fuori da una situazione che la classifica stessa non può che certificare come imbarazzante, se non quelle evocate a fine partita dal coach Dalmonte e cioè una "scintilla" che possa finalmente riaccendere l'animo di giocatori che appaiono invece sul punto di mollare.
L'appuntamento imminente di domenica prossima in casa contro la Granarolo Bologna (ore 18,15) potrà servire come ultimo appello affinchè la situazione non degeneri ulteriormente.

Andrea De Paolis

[30-12-2014]

 
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