Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Il pronostico di Alato

Il (fu) pronostico di Alato

 

 

Questa rubrica è nata tredici mesi fa con il preciso intento di offrire un umile contributo per tenere accesa la fiammella di quell’entusiasmo che nacque durante la cavalcata straordinaria dei playoff 2013, poi sublimata nell’indimenticabile serata del 6 giugno in occasione di gara7 della semifinale contro Cantù. Mi sentivo come una piccola goccia in un oceano che è, però, composto da tante gocce.

Nel panorama giornalistico romano il basket, nei fatti, è da anni considerato “sport minore” rispetto al fagocitante calcio; mentre qui al “Corriereromano.it”, soprattutto grazie al settimanale articolo di resoconto e commento della partita di campionato, redatto dall’amico Andrea De Paolis, ha da sempre ricevuto pari dignità rispetto alle altre discipline sportive praticate nel Lazio. Evidentemente ciò non è bastato alla società “Pallacanestro Virtus Roma” che, in risposta ad un articolo molto duro nei contenuti tecnici ma mai offensivo o maleducato a firma di Andrea, ha deciso di rispondere negativamente alla sua abituale e, nel passato, sempre soddisfatta richiesta di ottenere il “pass” per l’ingresso al Palazzetto dello Sport in occasione dell’incontro casalingo contro Varese del 16 novembre u.s.

In conseguenza di tale decisione è venuto meno quell’entusiasmo di cui ho parlato qui sopra, unico motore di questa rubrica: ritengo che non abbia più senso proseguire in un’iniziativa che rischia di non riscuotere consenso da parte di una società che dimostra di provare “fastidio” per chiunque esca dal coro della più semplice cronaca. Non mi sento più sereno e libero nell’articolare le mie idee sulla squadra, sui giocatori che la compongono e sullo staff tecnico nel timore che qualcuno di quei ragionamenti – frutto unicamente dei propri convincimenti tratti dalla costante presenza “a pagamento” sugli spalti del Palazzetto – possano infastidire i vertici societari e creare disturbo anziché stimoli alla squadra. La Virtus, mutuando un celebre spot pubblicitario, ha voluto “vincere facile” nei confronti di un collaboratore, al quale esprimo pubblicamente la più ampia solidarietà, di un piccolo giornale di informazione on line, con il concreto rischio di inaridire quel potenziale mare e perdere la partita più importante: uscire dal suo guscio ed aprirsi alla città, anche a costo di ricevere qualche critica, anche aspra. Tornerò a fare il semplice tifoso silenzioso, solo un po’ più disincantato, dei colori che amo.

Addio.

 

Andrea LA TOrre

[21-11-2014]

 
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