Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Il pronostico di Alato

Upea Capo d'Orlando-Acea Roma

 

 

Lo spettacolo paesaggistico ed ambientale della Sicilia nord orientale e di Capo d’Orlando in particolare è un capolavoro di bellezza naturale imperitura, ma la straordinaria storia dell’Orlandina Basket di McIntyre, Hoover, Oliver ed Howell, che sembrava essersi drammaticamente interrotta, si sta invece ripetendo per la seconda volta nella sua eccezionalità: la società guidata da Francesco Venza è ritornata nella massima serie dopo cinque anni di purgatorio e nella terza giornata di campionato la Virtus Roma è attesa proprio al Pala Fantozzi, domenica 26 ottobre, ore 18:15, diretta televisiva su Roma Uno, canale 11 DT.

E’ una partita già importante per il futuro della squadra di coach Luca Dalmonte, reduce da numerosi impegni sia in Italia, dove è stata sconfitta per 74 a 57 dalla Reyer Venezia, ma solo per colpa degli ultimi 5 minuti dell’ultimo quarto, con un parziale subito di 14 – 1,veramente mal gestiti dallo staff tecnico e giocati in modo ancor peggiore dagli atleti, dopo una confortante prestazione per i restanti 35 primi di gioco, sia in Eurocup, quando ha saputo bissare il successo della settimana precedente in Belgio, sconfiggendo il Nancy per 84 – 79 e fornendo una buona impressione complessiva, tanto a livello agonistico quanto dal punto di vista caratteriale.

Dopo la prima esperienza del basket che conta, culminata da una straordinaria stagione che l’ha vista persino raggiungere la post season nel 2008, l’Orlandina è stata esclusa dalla pallacanestro professionistica per irregolarità societarie, ma è stata capace, in pochi anni, di ritornare nella massima serie per una sorta di legge del contrappasso che le ha consentito di prendere il posto della fallita Mens Sana Siena. In questa seconda esperienza in Serie A, la squadra di coach Griccioli ha ricevuto una mission dalla società: non retrocedere. Da questo punto di vista l’inizio del campionato per i siciliani è risultato particolarmente ostico, con una doppia sconfitta di fronte a due potenziali avversarie nella lotta per la salvezza, contro Pistoia in casa ed a Bologna. Le limitate risorse economiche hanno spinto la dirigenza a scegliere la formula del 5 (giocatori stranieri) + 5 (atleti nazionali). Ciò ha comportato che lo staff tecnico siciliano dispone oggi di cinque titolari statunitensi, tutti alquanto giovani nonostante alcuni abbiano avuto discrete esperienze del basket professionistico: come Dominique Archie, ala grande ed ottimo rimbalzista che, dopo una stagione in Romania, ha ben giocato lo scorso anno in Lega Gold, proprio a Capo d’Orlando, vantando 15.7 punti e 7.1 rimbalzi di media (14.5 e 6.5 nei playoff); Austin Freeman, guardia realizzatrice, autore di 27 punti domenica a Bologna, già visto in Italia a Forlì e proveniente dalla lega di sviluppo NBA e dal campionato israeliano; e il playmaker Jonny Flynn – assente però domenica prossima, a causa di un infortunio muscolare – che ha calcato i parquet della NBA con i Minnesota T’wolves dove, nella prima stagione, ha vantato ottime stats, culminate in 13.5 punti per quasi 29 minuti di media a match. Il pacchetto interni dell’Upea è completato dal centro USA del 1989 Dario Hunt, che si è finora contraddistinto per le sue capacità di catturare carambole (12 di media nelle prime due partite), e dal sempiterno Sandro Nicević, croato di nazionalità italiana di 38 primavere ma ancora capace di dare fiato con qualità ai due lunghi titolari. Il settore degli esterni dell’Orlandina prevede anche le prestazioni dell’ala piccola da Midlothian Bradford Burgess, il cui supporto alla squadra è stato limitato domenica da un infortunio alla mano, e dai senatori Gianluca Basile, Matteo Soragna ed Andrea Pecile, icone della pallacanestro italiana a cavallo tra due secoli, specialmente i primi due che hanno contribuito alla conquista dell’argento olimpico del 2004 di Atene. Oggi possono offrire alla causa tanta esperienza e un discreto minutaggio, ma non più quell’apporto tecnico che li ha resi famosi.

Come dicevamo, è partita già significativa per capire il futuro in termini di obiettivi della Virtus 3.0: un’eventuale ed inattesa sconfitta in Trinacria comprometterebbe di molto le speranze di post season che si sono legittimamente accese dopo le confortanti prime uscite dei blu arancio rossi per concentrazione agonistica e prestazioni tecniche. L’Acea è una squadra ancora work in progress, ma è bene che questi lavori non subiscano intoppi, ma al contrario proseguano celermente secondo il programma prestabilito. Una tappa di questa evoluzione sarà sicuramente il Pala Fantozzi, dove auspichiamo che Luca Dalmonte faccia propri gli errori commessi al Taliercio, sia in termini di comportamento che a livello tattico, e sappia approfittare del vantaggio di condurre un roster molto più lungo e completo degli avversari di turno. Vanno evitati quegli eccessi di proteste nei confronti degli arbitri che hanno determinato la sua espulsione a Venezia e ben quattro falli tecnici alla squadra, ma bisogna soprattutto definire con chiarezza una gerarchia tra i giocatori da impiegare, prevedendo rotazioni intelligenti per preservare tutti gli atleti dalle fatiche del doppio impegno settimanale. Nel merito, crediamo che la Virtus quest’anno renda al meglio con l’impiego contemporaneo per molti minuti di tre esterni, Stipcevic, Triche e Gibson titolari con capitan D’Ercole e Sandri di scorta, e di due lunghi, da scegliersi anche in funzione dell’avversario oltre che dello stato di forma, tra Ejim, Bobby Jones, Morgan e De Zeeuw. Nel caso di specie, domenica pomeriggio gli interni romani – comunque in testa alle classifiche di rendimento nella specifica statistiche delle carambole acciuffate – potranno avere la meglio dei pur bravi siciliani alla distanza, godendo di una maggiore freschezza determinata da rotazioni più profonde. Risolto questo principale problema, Dalmonte dovrà poi prestare la massima attenzione difensiva nei confronti delle guardie orlandine, in particolare su Freeman che calcherà sicuramente il parquet per moltissimi di giri d’orologio, anche a causa della certa assenza di Flynn: pure in questo caso, il suggerimento è un’ampia rotazione difensiva, in prima battuta, su di lui per acquistare in freschezza atletica negli ultimi frangenti del match. Questa alternanza di uomini dovrà necessariamente prevedere un impiego importante sia di Lollo D’Ercole che di Daniele Sandri. La fase offensiva, infine, non potrà prescindere dalla vena realizzatrice dei due punteros, Triche e Gibson, ma anche dei pick’n roll con Morgan protagonista, dei pick’n pop con il tiro dal perimetro di De Zeeuw e del post basso di Ejim oltre che dei suoi tagli a canestro.

La Virtus non può che partire favorita, ma uscirà vincitrice dal Pala Fantozzi se sarà in grado di sfruttare la sua maggior qualità complessiva con un gioco tanto aggressivo in difesa quanto veloce e vario in attacco, proprio come mostrato al Pala Tiziano. Per quanto sopra, noi puntiamo una fiche sull’Acea vincente per 82 a 73.

 

Alato

[24-10-2014]

 
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