Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Il pronostico di Alato

Supercoppa 2014

 

 

Dopo un’estate bollente della palla arancio internazionale, con lo straordinario en plein del Team USA nei Mondiali di Spagna e l’ottima qualificazione della Nazionale azzurra ai prossimi Europei francesi, nonostante l’assenza di tre dei quattro nostri “americani”, si stanno per accendere, finalmente, i riflettori sulla stagione italiana di basket, con l’avvio della prima competizione ufficiale che si terrà il 4 e il 5 ottobre prossimi al Palaserradimigni di Sassari: la Super Coppa 2014.

Per la prima volta negli ultimi anni, questa manifestazione si svolgerà in due giornate e vedrà impegnate quattro squadre: le trionfatrici dei trofei della scorsa stagione, l’EA7 Milano e l’ospitante Banco di Sardegna Sassari che, rispettivamente, si batteranno contro l’Enel Brindisi (sabato 4 ottobre ore 17,00, diretta TV su Rai Sport 2) e l’Acea Virtus Roma (stesso giorno ore 20,30, diretta TV su Rai Sport 2); le due vincenti si sfideranno per la conquista della coppa, il giorno dopo alle ore 18,15, sempre con diretta su Rai Sport 2.

Con l’occasione, ci piace rinnovare la presente rubrica, giunta al suo secondo anno e, presentando quest’importante overture, fornire le prime indicazioni su come si possa indirizzare la nuova stagione, sia in prospettiva generale sia per le sorti della squadra capitolina.

Diciamolo subito: tutti gli addetti ai lavori si aspettano che la finalissima di domenica sia la rivincita della semifinale dei Play Off dello scorso campionato: Milano e Sassari sembrano le due squadre meglio attrezzate, anche in virtù della loro partecipazione all’Eurolega, e godono dei favori del pronostico anche per la conquista a giugno prossimo del tricolore. In particolare, Milano si è rinforzata con l’acquisizione delle prestazioni di giocatori già ammirati nei parquet nazionali ed europei, come Joe Ragland, Linas Kleiza e Shawn James o dal grande pedigree internazionale, come MarShon Brooks, mantenendo comunque l’ossatura dell’anno precedente, rappresentata da Daniel Hackett – squalificato per le note vicende estive fino ad aprile prossimo ‒ David Moss e Samardo Samuels, oltre all’ottimo gregario Bruno Cerella. Sassari ha, invece, operato una radicale rivoluzione al roster, salutando i gemelli Diener, in particolare, ma rinforzando complessivamente la squadra con gli acquisti di giocatori già esperti di basket europeo come Edgar Sosa, Jerome Dyson, David Logan, Rakim Sanders, Jeff Brooks, Miroslav Todic, Shane Lawal e, da ultimo, Marco Cusin, mantenendo però l’ossatura italiana della panchina, già ampiamente sfruttata nelle ultime stagioni.

Le altre due contendenti di Super Coppa, a nostro parere, vanno inserite nella terza fascia di merito, dopo le due favorite di cui abbiamo detto ed un altro gruppo di squadre in grado di competere tra loro per il podio della regular season, come Reggio nell’Emilia, Venezia e Cantù. Brindisi e Roma, invece, crediamo che si potranno contendere tra loro e con Avellino, Caserta e Varese la qualificazione ai Play Off ed alla Final 8 di Coppa Italia.

Venendo alle due sfide di sabato prossimo, l’attuale Brindisi – ancora incompleta a causa del mancato arrivo dell’ala piccola titolare – dovrebbe compiere un miracolo per sconfiggere i milanesi, già discretamente rodati, anche se appare ancora in costruzione la nuova chimica di gioco di coach Banchi. Lo stesso può dirsi per la partita immediatamente successiva: al notevole gap tecnico a proprio favore, si deve aggiungere il fatto che Sassari godrà dell’indubbio vantaggio di giocare tra le mura amiche dell’ospitale ma infuocato Palaserradimigni. Venendo alle questioni tecniche, il Banco di Sardegna ha disputato un buon pre-campionato, dimostrando di avere già trovato un discreto equilibrio di squadra tra gli esterni, orfani dei cugini Diener ma impreziositi con acquisti di prestigio e performanti, e gli interni, completati dall’inserimento – necessariamente graduale – del centro della Nazionale Cusin. Nel merito, la squadra di coach Sacchetti ci sembra tatticamente più completa di quella della scorsa stagione e, soprattutto, più incline alla fase difensiva. Detto questo, ci sembra un pronostico tanto semplice quanto chiuso, con Luca Dalmonte che dovrà attrezzarsi per un miracolo se vorrà continuare a rimanere in Sardegna il giorno successivo, proprio come Brindisi dovrà fare contro Milano. Per realizzare questo miracolo, servirà una prova oltre le righe dei tiratori romani come Triche, Gibson, D’Ercole e De Zeeuw, tutti ancora con le polveri bagnate in pre-season, e una difesa tanto aggressiva quanto intelligente per tutti i quaranta minuti, unitamente ad una prova meno convincente del previsto dei sardi, con particolare riferimento agli ottimi esterni Sosa, Logan, Dyson e Sanders, su cui le guardie e le ali capitoline dovranno fare gli straordinari.

Questa rubrica è nata anche per … sbagliare i pronostici esatti ed allora vogliamo cominciare in pompa magna: Brindisi perderà di quasi venti punti di scarto – 65 a 84 ‒ mentre tra Sassari e Roma la partita sarà un po’ più combattuta, con gli ospitanti che avranno la meglio per 83 a 69. L’indomani, la finale sarà molto più punto a punto, con Milano che sconfiggerà la Dinamo nelle ultime battute, per 78 a 73.

Un’ultima annotazione: l’estate ormai conclusa, ha lasciato in bocca agli appassionati virtussini l’amarezza di non poter vedere definitivamente riaperti i cancelli del Pala EUR, ma ha fatto nascere la speranza che la passione per i colori blu arancio rossi si sia consolidata, direi rafforzata, grazie alla splendida idea lanciata attraverso i social network dal gruppo “Abboniamoci! Virtus Roma 2014-15” che ha contribuito a diffondere l’amore per la squadra e la gioia di stare insieme, ovunque si giochi e qualunque sia l’esito finale. E’ il primo passo per animare la crescita del movimento della pallacanestro a Roma e nel Lazio, così inopinatamente emarginato dai mass-media e da un’opinione pubblica eccessivamente calcio-centrica. Quest’anno, non è stato raggiunto l’obiettivo dei 2.400 abbonati che la dirigenza aveva delineato per poter tornare all’EUR, target che avrebbe colmato gli altissimi costi di gestione di questa struttura, ma se l’iniziativa continuerà nella sua serena ma martellante opera di informazione e di risveglio delle passioni sopite – non vanno mai dimenticati i quattordicimila del 1983 – allora l’utopia del ritorno alla casa madre della Virtus Roma troverà il suo naturale approdo.

 

Alato

[29-09-2014]

 
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