Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Virtus Roma, non ancora finita

Al Palaeur finalmente sconfitta Siena

Spezza l'incantesimo l'Acea Roma, che in gara 4 delle semifinali scudetto interrompe la lunga striscia di sconfitte patite ad opera della Mens Sana Siena e la supera 71-65, portando la serie sull'1-3 e riaprendo, almeno nominalmente, i giochi. Lo fa di fronte ad un pubblico anche stavolta, come in gara 3, discretamente numeroso, all'interno del più adeguato Palaeur finalmente restituito al basket dopo tre anni di lunga e colpevole assenza.

Messa alle strette e con l'obbligo della vittoria, pena l'uscita di scena umiliante e prematura, la squadra di Dalmonte ritrova alcuni dei suoi uomini dati ultimamente per dispersi, primo tra tutti Jimmy Baron, match winner di serata coi suoi 24 punti e autore della tripla che ricaccia indietro i toscani arrivati a -1 a due minuti dalla fine dopo essere stati sotto anche di 13.

E' principalmente lui il terminale offensivo dell'attacco virtussino, che può contare anche su un iperattivo - e talvolta confusionario - Bobby Jones e sul giovane Kanacevic che offre una partita di grande sostanza nella quale si intravedono - nemmeno troppo celate - le premesse del fuoriclasse. Siena svolge il suo compito ormai collaudato, rimanendo a contatto per tre quarti abbondanti di gara, senza giovarsi però del consueto apporto offensivo delle due guardie Haynes e Green, entrambi sottotono, imprecisi al tiro e autori insieme della miseria di 4 punti. Così le maggiori responsabilità sono affidate ai tiri da fuori di Matt Jannings, fautore del recupero nel finale di gara con una serie di triple, e sulle penetrazioni vincenti di Jeff Viggiano e Spencer Nelson, spesso a proprio agio nei miss-match con i difensori romani, benchè l'uomo più pericoloso dei toscani risulti essere l'immarcabile Josh Carter autore di 23 punti.

Roma conduce quasi sempre nel punteggio, sia nel corso del primo tempo concluso 34-34 e tutto giocato comunque sul filo dell'equilibrio, sia durante i due quarti finali, quando anche a seguito di decisioni arbitrali più che dubbie, la formazione di casa approfitta della spinta emotiva e sonora del pubblico per piazzare l'allungo decisivo, quello che seppur messo in discussione dalla già citata striscia di Jannings, risulterà alfine decisivo. Detto delle prove convincenti di Baron, Kanacevic e Bobby Jones, impossibile evitare una menzione d'onore all'eroico Phil Goss, sempre più simbolo di questa Virtus, che sebbene sofferente ha offerto il meglio di sè su entrambi i lati del campo, segnando canestri decisivi nell'economia della partita e utili a tenere sulla corda i propri compagni, primo tra tutti un Lorenzo D'Ercole anch'esso votato all'efficace sacrificio difensivo.

La breve pausa di 48 ore - si torna in campo domenica 8 alle 18,30 al Palaestra di Siena - consentirà di capire l'entità dell'ennesimo infortunio capitato all'Acea in questi playoff 2014, vittima il pivot Trevor Mbakwe uscito scavigliato dal campo ed in predicato di essere sostituito a referto dal polacco Szewczyk nella gara che non prevede domani e che, con tutta probabilità, sancirà la Mens Sana ancora una volta finalista del campionato, come accade ininterrottamente e affatto nitidamente da molti, troppi anni.

Andrea De Paolis

[07-06-2014]

 
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