Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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La Virtus non sa pił vincere

Anche Pistoia banchetta al Palatiziano

Inattesa e netta sconfitta interna - l'ennesima - per l'Acea Roma, superata agevolmente dalla Giorgio Tesi Group Pistoia 75-87 nella terz'ultima giornata della regular season. Una battuta d'arresto che mette a serio rischio la partecipazione agli imminenti playoff e che certifica il marchio d'infamia, a questo punto difficilmente eliminabile, sulla stagione di alti e bassi del sodalizio del presidente Toti, con questi ultimi che prevalgono nettamente sui primi.

L'esibizione odierna è forse in assoluto la peggiore dell'annata, almeno in campionato, con la squadra toscana che è parsa decisamente di un'altra categoria sotto tutti gli aspetti, sia tecnici che mentali, rispetto ad una Virtus che ai più ha ricordato quella orribile di un paio di stagioni fa. Il tutto davanti agli strabuzzati occhi di Gigi Datome, di passaggio a Roma dopo la fine della stagione NBA, silenziosamente incredulo nel vedere come la sua meravigliosa squadra sia stata ridotta dopo solo dieci mesi.

Il monologo pistoiese comincia fin dalla a due: palpabile la differenza di atletismo e di determinazione dei due quintetti, con quello ospite - formato da altrettanti coloured - capace di produrre un'efficace difesa sugli esterni, per poi proporre in attacco una pallacanestro veloce impreziosita dai giochi a due, spesso conclusi con sonore schiacciate, su cui Roma non oppone la benchè minima resistenza. Il primo quarto di gioco vede gli ospiti scappare subito avanti nel punteggio, per un vantaggio in doppia cifra (11-23 all'8' dopo l'affondata di Jajuan Johnson) che sarà la costante praticamente di tutto il match. E' solo in questo frangente che la Virtus reagisce, i sette minuti a cavallo tra il primo ed il seocndo periodo, in cui l'ingresso sul parquet di Jimmy Baron ed il maggiore coinvolgimento offensivo di Trevor Mbakwe coincidono prima con il pareggio (21-21 con la tripla di Hosley), poi con l'unico ed effimero vantaggio interno (32-27 al 16' con quella di Baron).

Il tempestivo timeout chiamato dall'ottimo coach Moretti ha l'effetto sperato sulla propria squadra, che al rientro sul parquet torna a chiudere le maglie difensive, producendo il definitivo break di 18-0 che a cavallo dei due tempi spedisce la Virtus nel fondo della partita e nel baratro di un'identità a questo punto assai difficile da trovare. Il restante tempo di gioco infatti è una lunga e pietosa agonia, nella quale si distinguono per orgoglio e voglia solo Phil Goss e Jimmy Baron, tenaci ma impotenti di fronte alla pochezza tecnica dei propri compagni ed alla migliore organizzazione di gioco degli avversari.

Scompaiono dal campo anche Quinton Hosley, che pure nel primo tempo aveva in parte riscattato l'orribile prestazione di sette giorni fa a Sassari, ed insieme a lui i lunghi Swezczyk, Mbakwe ed il nuovo arrivato Kanacevic, presto coinvolto nella mediocrità generale. Pistoia tocca anche i 17 punti di vantaggio (51-68 al 33'), e l'ultima parte di gara servirebbe alla Virtus solo per salvare almeno la differenza canestri. Ma anche questo misero obiettivo fallisce, nonostante gli sforzi di uno stremato Jimmy Baron, l'unico insieme a Phil Goss da salvare nel naufragio generale, opportunamente sottolineato dai fischi e dagli insulti che i pochi delusi appassionati romani rovesciano sui protagonisti, mentre gli ospiti pistoiesi festeggiano a centrocampo la concreta ed insperata possibilità di conquistare i playoff al primo anno di serie A dopo una ultradecennale assenza.

Se nella la sconfitta di Sassari si erano intravisti dei motivi di ottimismo - legati soprattutto al debutto del giovane Kanacevic - la clamorosa battuta d'arresto odierna, oltre a complicare non poco il cammino in vista dei playoff, certifica in maniera incontrovertibile il fallimento stagionale per la Virtus versione 2013-14. I continui avvicendamenti dei giocatori, in particolare nel delicato spot di playmaker, hanno provocato un corto circuito tecnico, che l'ulteriore recente infortunio di Bobby Jones ha reso ancora più evidente. Nonostante gli sforzi sul mercato si siano susseguiti durante tutta la stagione (Ignerski, Swezczyk, Mayo, da ultimo Kanacevic), il risultato è quello di una barca alla deriva, senza la minima cognizione di dove - e soprattutto come - approdare. Restano due difficili gare, la prima delle quali in trasferta a Venezia domenica 4 maggio alle 20,30, per cercare di conservare la posizione acquisita e partecipare ai playoff, benchè con la certezza di fare nulla più che la comparsa, chè i protagonisti saranno sicuramente altri.

Andrea De Paolis



[27-04-2014]

 
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