Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Virtus, una pura formalitÓ

Battuta agevolmente la pericolante Pesaro

Poco più di un allenamento col punteggio - 96-85 - la nona giornata di ritorno del campionato di basket per l'Acea Roma, opposta al fanalino di coda Pesaro nell'anticipo del sabato pomeriggio causa Maratona di Roma. Quaranta minuti di basket -esibizione, durante i quali fin da subito emergono i differenti valori in campo, con la squadra di casa ben più potente e talentuosa di quella ospite, che ormai lontani i fasti di un passato nemmeno più tanto recente, naviga a vista in attesa di tempi migliori.

Se pensiamo a certe edizioni di Roma-Pesaro in qualche playoff degli anni '80 o '90 o ad una spettacolare doppia finale di coppa Korac, ci viene tanta malinconia nel confronto con questa insulsa partita, disputata davanti ad una sparuta rappresentanza di pubblico composto più che altro da bambini, e relativi genitori, completamente disinteressati all'evento. Fotografia nitida ma impietosa della crisi che attraversa il basket italiano, dove piazze storiche ed appassionate finiscono nell'oblio, quando non spariscono del tutto, nell'indifferenza generale.

La partita, se di partita si può parlare, vede la Virtus concentrata nel primo quarto di gara, giusta risposta mentale alla grigia prova di domenica scorsa a Milano. La difesa aggressiva costringe Pesaro ad un'infinità di palle perse, mentre Bobby Jones comincia anche in attacco il suo personale show, che lo vedrà nettamente Mvp di giornata, con le pur lusinghiere cifre che non raccontano del tutto la completezza della sua prova. I suoi 13 punti nei primi dieci minuti di gioco contribuiscono a portare la Virtus già al primo intervallo breve ad un vantaggio ampio (28-12), ma è nel secondo quarto che il match pare tornare in equilibrio, complici i troppi cambi operati da Dalmonte ed il risveglio offensivo di Pesaro, guidata da Raven Johnson prima e da Elston Turner poi (sua la tripla del 37-33 al 18'). L'unico canestro di giornata di Moraschini è la tripla allo scadere del primo tempo che manda le squadre al riposo sul 44-36.

Riconquistato in apertura di terzo periodo un rassicurante vantaggio con il quindicesimo punto di Bobby Jones (51-39 al 24'), la Virtus ci mette poco a dilagare, con Pesaro che torna a perdere palloni in quantità massiccia e l'arma del tiro da tre che diventa letale quando in sequenza Hosley, Goss, Swezczyk e Baron bombardano la retina altrui per il massimo vantaggio del 29' (71-53).

L'ultimo quarto è pura accademia, con il duo americano di Pesaro che torna a segnare - in particolar modo con Turner che chiuderà con 37 punti - sì da rendere il passivo finale tutto sommato dignitoso, e la girandola di cambi virtussini che vedono anche il debutto assoluto, nell'ultimo minuto di gioco, del baby Pagano.
Impossibile trarre indicazioni attendibili da una gara completamente priva di vis agonistica, visto l'esito scontato e l'evidente disparità delle forze in campo. Colpisce comunque favorevolmente l'atteggiamento mentale dei virtussini, primo fra tutti un Bobby Jones spettacolare, e che fa ben sperare per un finale di stagione all'altezza del potenziale ottimo di cui la squadra romana dispone.

Per avere una conferma ben più attendibile di questa fugace sensazione non resterà che attendere domenica prossima alle ore 20,30 (diretta Tv su Raisport), quando sempre all'interno dell'angusto catino del Palatiziano la Virtus affronterà la tradizionale rivale del Montepaschi Siena, per una gara di ben altra intensità emotiva ed allo stesso tempo fondamentale per la definizione della griglia playoff, unico e vero obiettivo di questa parte di stagione.

Andrea De Paolis

[23-03-2014]

 
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