Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
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Per la Virtus piove sul bagnato

Anche Avellino passa al Palatiziano

Finisce con la sconfitta interna, 72-80 per la Sidigas Avellino, la settimana terribile dell'Acea Roma, cominciata con la battuta d'arresto di domenica scorsa a Brindisi e proseguita con l'infortunio di Jordan Taylor che costringerà la società a tornare ancora sul mercato. Alla vigilia della sosta di campionato per le Final Eight di Coppa Italia - che vedrà la Virtus impegnata venerdì contro il Montepaschi Siena - la squadra romana sembra smarrire una dopo l'altra le certezze che aveva faticosamente conquistato dopo un avvio di stagione stentato. Il deciso passo indietro odierno lo conferma palesemente, e neanche l'attenuante dell'assenza del playmaker titolare basta a giustificare l'ennesimo passo falso casalingo, giunto di fronte alla migliore Avellino stagionale, ma pur sempre priva di due americani.

Che la serata sia di quelle sbagliate lo si capisce subito: Jaka Lakovic comincia a predicare pallacanestro, con conclusioni da lontano e scarichi precisi per i compagni, col risultato di esaltare Hayes e soprattutto Cavaliero, sempre motivato quando ha di fronte la Virtus. Il vantaggio degli ospiti prende già dall'avvio dimensioni importanti, con la tripla di Haynes all'8' che costringe Dalmonte al timeout (9-20).

L'ingresso sul parquet di Jimmy Baron e del suo mortifero tiro da lontano è solo un illusione per Roma (ma anche per lui che chiuderà a soli 6 punti con 2/6 da tre), sotto al primo intervallo 19-28 e letteralmente dominata a rimbalzo da Ivanov. Quando il lungo dagli atipici movimenti si mette anche in proprio in fatto di punti, per la Virtus il divario comincia a farsi importante: 21-31 al 13' dopo la tripla di Cavaliero e poi il 32-44 del 18' con il bulgaro padrone dei tabelloni. L'intervallo lungo coincide col massimo ritardo per i padroni di casa, sotto 36-50 e con la difesa, solitamente punto di forza della squadra di Dalmonte, che pare la brutta copia di quella ammirata per lunghi tratti del girone d'andata.

Il dato dei rimbalzi è quello più preoccupante, e la tendenza non cambia al rientro in campo, quando la Virtus dà segni di vita offensivi con Hosley e Goss, ma soffre tremendamente sotto le plance, subendo secondi tiri in quantità. Il vantaggio ospite si mantiene sempre intorno alla doppia cifra, perchè anche l'altro lungo biancoverde Thomas partecipa alla vendemmia di punti sotto il tabellone virtussino (48-59 al 25').

E' in chiusura di terzo quarto che la Virtus ottiene il break che la riporta in partita, interamente firmato da Phil Goss e dai suoi sei punti consecutivi (60-61). Gli ultimi fuochi di Ivanovic prima della sua uscita per falli permettono ad Avellino di ritornare ad un vantaggio di sicurezza (62-70 al 34'), coadiuvato da Lakovic sempre infallibile quando la palla scotta, come quando negli ultimi due minuti, con la Virtus ancora a ridosso, prima offre due assist al bacio e poi dalla lunetta mette il sigillo sulla vittoria tra il tripudio dei numerosi tifosi irpini giunti, nonostante la pioggia, fino al Palatiziano.

Dominata a rimbalzo e mai realmente in partita, la Virtus subisce uno stop che se non è drammatico dal punto di vista della classifica, è sicuramente preoccupante per le ambizioni di una squadra che solo due settimane fa sembrava destinata a poter confermare, se non migliorare, il lusinghiero piazzamento della scorsa stagione. Preoccupazione che aumenta anche in considerazione del grosso passo indietro fatto registrare a livello difensivo, senza contare l'apporto praticamente nullo offerto dai giovani italiani D'Ercole e Moraschini, teoricamente responsabilizzati dall'assenza di Taylor ed invece incapaci di contribuire concretamente alla causa nonostante l'elevato minutaggio.

Con queste poco rosee premesse la Virtus si sposta a Milano, dove venerdì 7 all'insolito orario delle 13 (diretta Tv su Raisport), affronterà nel primo quarto di finale di Coppa Italia il Montepaschi Siena, squadra in altrettanta difficoltà di risultati ed ormai lontana parente di quella che ha dominato incontrastata l'ultimo decennio di basket nostrano. Per superare i toscani ed affrontare nell'eventuale semifinale la vincente della sfida Brindisi-Venezia occorrerà però tutt'altra Virtus, il più vicino possibile a quella - mai bella, ma almeno vincente - ammirata fino a poco tempo fa.

Andrea De Paolis

[02-02-2014]

 
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