Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Il pronostico di Alato

Acea Roma-Sidigas Avellino

 

 

In una stagione che sembrava ben avviata e serena, almeno dal punto di vista dell'infermeria, è arrivata, dopo il passo falso nel punteggio ma soprattutto nella prestazione di Brindisi, fragorosa quanto inaspettata, la ferita lacerante: il repentino peggioramento dell'infortunio all'anca di Jordan Taylor, che le ultime news danno come talmente grave da comprometterne il prosieguo del campionato e da prevederne un intervento chirurgico. E' un colpo terribile, da un punto di vista umano, agonistico e tecnico, con i tifosi blu arancio rossi che dovranno salutare con le lacrime d'addio una delle bandiere della Virtus 2.0 e la squadra che perde il suo regista, dalla cui conferma quest'estate era iniziata la costruzione dell'intera squadra. Tutto ciò proprio alla vigilia della fase decisiva dell'anno, con la Final Eight di Coppa Italia - che avrà luogo nel prossimo week - end - alle porte e la Regular Season che sta entrando nel vivo per determinare le posizioni della griglia dei prossimi Play Off.

Hic stantibus rebus, urge un ulteriore intervento sul mercato del presidente Toti, imbeccato da mago Alberani - attenzione, Roma ha disposizione un ultimo visto che dovrà necessariamente essere speso in modo oculato ed attento -, per mantenere inalterato il sogno degli appassionati della palla a cesto capitolina anche per questa stagione, almeno nell'ottica degli scontri decisivi di fine stagione. Senza un play titolare di valore - Goss è una guardia che non può garantire lucidità per trenta minuti in posizione da regista -, le possibilità di mantenere un livello medio - alto, specialmente in fase offensiva, risulteranno sicuramente compromesse.

Il primo banco di prova per l'Acea così lacerata sarà domenica prossima la Sidigas Avellino (Pala Tiziano 2 febbraio, ore 18,15, differita TV su RomaUno lunedì 3, ore 21,00) e, quindi, in particolare Jaka Lakovic - un vero culto per chi vi scrive -, uomo dalla grande esperienza e di grandi capacità di ragionamento e di finalizzazione, la cui marcatura diverrà un bel problema per coach Dalmonte: i due indiziati in merito sono certamente il capitano Phil Goss e Lollo D’Ercole.

Avellino è team di buona tradizione negli scontri con Roma, pur se anche coach Vitucci ha recentemente visto il suo roster gravemente indebolito dall'allontanamento dai parquet dei ribelli e demotivati Taquan Dean (guardia da 10 ppg) e Jeremy Richardson (ala da 9 ppg e 3,5 rpg). Sarà, pertanto, un match con i due settori esterni molto rimaneggiati e corti: gli irpini potranno ruotare solo Lakovic, Daniele Cavaliero, Jarvis Hayes e Valerio Spinelli, mentre i romani, orfani del play titolare, oltre all'americano e al pistoiese, potranno impiegare Jimmy Baron, Riccardo Moraschini e Quinton Hosley. Se Vitucci chiamerà molti minuti di zona nessuno si sorprenderà, mentre Dalmonte dovrà chiedere ai suoi un veloce giro di palla e repentine ricerche del lato debole per liberare le sue bocche da fuoco, incredibilmente bagnate in quel di Puglia. Ma la partita, probabilmente, si deciderà sotto le plance, il settore più prolifico ed efficiente di Avellino, che all'andata contribuì decisamente alla vittoria meritata, seppur punto a punto (84 - 82). E' un reparto formato, in particolare, da Will Thomas e Kaloyan Ivanov - la migliore coppia di lunghi del campionato -, con Nikola Dragovic come cambio dalla panchina - ormai Paul Biligha è ai margini delle rotazioni -, ai quali Roma dovrà contrapporre le migliori prestazioni stagionali di Bobby Jones e Trevor Mbakwe, magari supportate dai miglioramenti di condizione del polacco Szymon Szewczyk, ancora evidentemente sovrappeso e fuori forma.

Partita molto difficile da un punto di vista psicologico e tattico per entrambe le compagini: quella romana dovrà metabolizzare, psicologicamente e tecnicamente, l'addio di Taylor, quella irpina dovrà dimostrare che l'estirpazione dal roster delle due "mele marce" avrà anche ridotto il tasso tecnico ma moltiplicherà l'impegno e la determinazione agonistica. Match di nervi più che di tecnica e di tattica e, pertanto, difficilmente pronosticabile. Alla fine decideranno i particolari e gli episodi, come la percentuale del tiro da tre punti di Baron e di Cavaliero, la sagacia di Goss e di Lakovic, i rimbalzi del duo Thomas - Ivanov e quelli di Mbakwe, la difesa di Jones e la ripresa dell'ex NBA Hayes. Il tutto nella speranza che si possa godere di una partita di basket, combattuta, in campo e sugli spalti, con lealtà e determinazione, ma senza quegli odiosi, quanto ricorrenti in questo derby del centro sud della palla arancio, reciproci cori maleducati e stupidi contro gli avversari.

Questa settimana l'auspicio, più che il pronostico - realmente impossibile tenuto conto che gli aspetti emotivi sono troppo prevalenti rispetto a quelli tattici - è proprio questo: dentro i palazzetti del basket vogliamo spettacolo e civiltà, mentre detestiamo volgarità e meschinità.

Gridando "daje lupi!" ... dimostriamo concretamente e sinceramente questa speranza e rimaniamo del tutto neutrali nel pronostico, mentre piangendo lacrime vere ... dimostriamo la morte nel nostro cuore per l'addio di Jordan, vero e proprio idolo, simpatico tanto quanto grintoso e forte!

 

Alato, 31.1.2014

[31-01-2014]

 
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