Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

La Virtus cede nel finale

Roma perde male a Brindisi

Brutta sconfitta per l'Acea Roma, battuta 72-62 dall'Enel Brindisi che la supera di slancio in classifica anche in virtù del ribaltamento della differenza canestri. Dato questo che rende ancora più dolorosa la sconfitta per gli uomini di Dalmonte, che rimangono in partita trentasette minuti prima di cedere di schianto, vinti dalla maggiore freschezza dei padroni di casa e vittime di gravi ed inattese amnesie.

Una gara impostata dai due tecnici sul calcistico "primo non prenderle" - tutto l'opposto di quanto accaduto a Cantù nell'altra sfida di vertice di giornata, dove i locali si sono imposti sulla Dinamo Sassari 99-95 al termine di una partita intensa, spettacolare e basata sul fare un canestro in più degli avversari, non sul prenderne uno in meno - e che ha premiato meritatamente la squadra che appunto ha difeso meglio il proprio canestro, sporcando le percentuali di Roma in maniera sostanziale.

Che non sarebbe stata una passeggiata, i romani lo capiscono dopo neanche due minuti di gioco, quando Phil Goss deve lasciare il campo già gravato di due falli. Brindisi comincia a sporcare tutte le linee di passaggio della Virtus, isolando completamente dal gioco Trevor Mbakwe e limitando gli uno contro uno degli esterni. Dalla parte opposta, invece, quelli brindisini hanno gioco facile ad attaccare in post basso prima Goss e poi Baron, pescando i lunghi per comodi appoggi. Il febbricitante Dyson vince il duello con l'omologo Jordan Taylor, ed altrettanto fanno contro Baron, Moraschini e D'Ercole le ali brindisine Lewis, Snaer e soprattutto Folarin Campbell (16 punti), Mvp di giornata e match-winner nel secondo tempo.

Dalmonte prova a ruotare i quintetti, presentandone uno improbabile "all white" ad inizio secondo quarto, con Righetti in ala forte ed il polacco Szewczyk in evidente ritardo di condizione. Tuttavia la partita rimane equilibrata, con il punteggio che si mantiene basso grazie alle percentuali infime ed alle palle perse in serie di entrambe le squadre. Il 28-28 dell'intervallo lungo la dice lunga sulla qualità della pallacanestro proposta all'interno del gremito PalaPentasuglia, che solo rari sprazzi di classe - di Dyson e Campbell da una parte, di Moraschini e Bobby Jones dall'altra - riescono a sollevare.

Con l'arma principale della Virtus clamorosamente spuntata, quel tiro da tre provato da tutti con pessimi risultati (5/28 complessivo), inevitabilmente Brindisi comincia a mettere la freccia già nel corso del terzo periodo di gioco, quando al 26' sono sette i punti di margine (39-32). E' Bobby Jones a dare segni di vita in attacco per Roma, seguito a ruota dall'illusorio risveglio di Jordan Taylor, che ha il merito anche di coinvolgere in attacco un ottimo Trevor Mbakwe, probabilmente il migliore per Roma. Brindisi trova dalla panchina quello che Roma non si aspetta, il decisivo Todic, duro in difesa e spietato in attacco (13 punti per lui). Sua la tripla del massimo vantaggio casalingo al 32' (53-44).

Roma ha ancora la forza di non farsi travolgere e stringe ove possibile le maglie difensive, costringendo i locali ad alcuni minuti di blackout offensivo, utili a ridurre il divario ma non a colmare del tutto il gap. Che torna invece ad allargarsi in prossimità della sirena finale, quando l'attacco dei romani batte definitivamente in testa, consentendo a Delroy James il gioco da tre punti che di fatto chiude i giochi al 37' (60-54). Da lì in poi Roma perde completamente la lucidità necessaria perlomeno a consevare il tesoretto di otto punti scaturito dalla partita di andata, che avrebbe garantito la migliore posizione in classifica nel caso - non certo impossibile - di arrivo a pari punti.

E' questo, a ben guardare, l'aspetto peggiore di una partita che si presentava assai complicata (7-1 il record casalingo dei pugliesi prima di stasera) e che ridimensiona non poco le aspettative sulla Virtus, apparsa alquanto appannata e confusa. Per tornare ad invertire la rotta dopo questa sbandata non rimane che battere, domenica prossima al Palatiziano ore 18,15, la Sidigas Avellino, squadra allestita senza badare a spese e però alle prese con una classifica al di sotto delle aspettative. Servirà perciò una Virtus diversa da quella (non) ammirata stasera in terra pugliese.

Andrea De Paolis

[26-01-2014]

 
Lascia il tuo commento