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Virtus Roma in piena crisi tecnica

Anche Bologna passa al Palatiziano

Ancora una sconfitta per la Virtus Roma, superata 81-89 dalla Granarolo Bologna nella sesta giornata di regular season. Una sconfitta grave e inaspettata dopo i primi tre quarti di gioco, quando i romani, subito sopra nel punteggio e con la faccia che pareva quella giusta, galleggiano in un vantaggio tranquillo e a doppia cifra. L'illusione però dura trenta minuti, prima che i felsinei si trasformino sui due lati del campo, da una parte sciorinando una serie di difese a zona (efficacissima la desueta 1-3-1), e dall'altra trovando punti ed ispirazione dal diciannovenne Imbrò, vero match winner di giornata al pari del veterano Walsh. Così la Virtus romana evapora, incapace di attaccare ed impotente in difesa, subendo uno stordente parziale di 14-34 nell'ultimo quarto di gioco che vanifica tutto il buono, non poco, che fino ad allora era stato prodotto.

Già dall'inizio, infatti, l'Acea sembra avere la determinazione necessaria a vincere una gara che già sa di crocevia importante. Taylor fa girare la squadra per la prima volta quest'anno con i tempi giusti, così da coinvolgere il miglior Mbakwe della stagione (chiuderà a 23 punti e 11 rimbalzi) che stravince il duello coi lunghi bolognesi. Punti arrivano anche da Baron (partito in quintetto a scapito di Hosley) e da un silenzioso Goss, per il primo intervallo al 10' con doppia cifra di vantaggio (31-18).

La stessa musica suona anche nel secondo quarto, con la Granarolo aggrappata al folletto Ware, che tuttavia non impedisce ai locali di raggiungere il massimo vantaggio al 18' (48-32), con l'appoggio di Goss che chiude un parziale di 8-0 dopo le triple di Baron e Taylor. E' in questo frangente che si intravedono i prodromi di quello che accadrà nell'ultimo quarto. L'Acea si rilassa e prima di andare all'intervallo lungo incassa un controparziale di 9-0, che non a caso coincide con la presenza sul parquet di Matteo Imbrò.

Per Roma però le cose tornano ad aggiustarsi quando, dopo l'ulteriore riavvicinamento bolognese del 22' (50-47), l'asse Goss-Mbakwe produce l'allungo che pare essere decisivo, siglato dalla tripla di Hosley al 28' per il nuovo +15 interno (66-51). E' qui che di nuovo, e questa volta definitivamente, si spegne la luce. Se il parziale al terzo intervallo è rassicurante (67-55), la prima azione dell'ultimo quarto è un sanguinoso - per Roma - gioco da quattro punti, con la tripla di Imbrò a timbrare un rimbalzo offensivo su tiro libero sbagliato da Jordan. E' il segnale della resa di Roma e della riscossa bolognese. Colpiscono da fuori ancora lo stesso Imbrò, l'altro imberbe Fontecchio e l'esperto Walsh, mentre dalla parte opposta la Virtus non sa che farsene nè del pallone, nè della spropositata permanenza sul parquet di Baron ed Eziukwu. Il parziale è netto e fulmineo, un 13-0 che porta per la prima volta avanti i felsinei (67-68 al 33'). La tripla di Goss che concede ancora il vantaggio interno (70-68) è l'ultimo sprazzo di vita di una Virtus ormai sulle gambe, che vede impotente scappare gli avversari fino al 81-89 finale, tra i fischi del pubblico di casa giustamente indignato per una sconfitta tanto dolorosa quanto inaspettata solo pochi minuti prima.

Tutti i dubbi e le perplessità che questo avvio di stagione aveva messo in evidenza, nonostante l'arrivo di qualche risicata vittoria, trovano spietata conferma nel confronto con una squadra pari se non inferiore come talento individuale, ma enormemente meglio organizzata come gioco e gerarchie interne. Non può che uscirne ridimensionata - e fortemente - la Virtus Roma, alle prese con una guida tecnica che pare essere nettamente inadeguata sia al roster a disposizione, sia alla piazza nella quale opera. La furia con la quale il presidente Toti ha accolto la sirena finale lascia presagire imminenti interventi di natura tecnica, con un palese ultimatum fissato nelle prossime trasferte - quella in Eurocup mercoledì sera (ore 20) a Dunquerque e quella di campionato domenica prossima (ore 18,15) a Cremona -, che in caso di sconfitta segneranno quasi certamente la fine dell'avventura di Dalmonte in casa Virtus.

Andrea De Paolis

[18-11-2013]

 
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