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Il pronostico di Alato

Pasta Reggia Caserta-Acea Roma

Marzo 1986: due epiche partite (78 - 84 a Caserta e 73 - 72 al Pala Eur traboccante di tifo e di gioia) permettono alla Virtus Roma di Mario De Sisti di aggiudicarsi la prima Coppa Korac della sua storia. Maggio 2010: in tre combattuti match la Juve Caserta doma i capitolini guidati da Matteo Boniciolli (70 - 65, 78 - 76 al Pala Maggiò e 74 - 83 a Roma, con un Jumaine Jones devastante) e si qualifica alle semifinali dei play off, dopo molti anni di declino. Due esempi, con esiti profondamente differenti, della lunga storia dell'annosa rivalità tra le due squadre di maggior pedigree della palla arancio centro meridionale - che hanno come maggior comune determinatore il ricordo dell'indimenticabile Davide Ancilotto, la cui carriera è proprio segnata dall'aver vestito queste due gloriose canotte -, che si affronteranno, per la quinta giornata di campionato, domenica 10 novembre al Pala Maggiò (ore 18,15, diretta TV su RomaUno, canale 11 del DT).

Nella speranza che tale aspra competizione si concretizzi con sportività ed esclusivamente sul parquet e non causi alcun incidente tra le due tifoserie, altrettanto rivali, va detto che è già una partita molto importante per verificare l'attendibilità delle ambizioni dei due club. E’ un campionato molto equilibrato, con undici squadre divise solo da due punti, nessuna delle quali a punteggio pieno, e con le due antagoniste che vantano due vittorie ed accusano altrettante sconfitte. Un ulteriore passo falso - sia Caserta che Roma sono reduci da due debacle consecutive in campionato -, comprometterebbe le chance di qualificazione alle Final Eigth di Coppa Italia, primo traguardo stagionale per entrambe. Non si tratta ancora di uno scontro “dentro o fuori”, ma poco ci manca.

Tra l’altro, tutte e due le squadre devono superare alcune problematiche di natura psicologica: Caserta in questa settimana ha riaggregato nel gruppo il play statunitense Stephon Hannah, resosi responsabile di atteggiamenti poco professionali in allenamento che avevano indotto il coach campano Lele Molin ad esentarlo dalla trasferta in terra emiliana, quando la Juve è uscita nettamente sconfitta nel punteggio e nel gioco (59 - 76) contro Reggio Emilia; Roma, nell’ultimo incontro disputato al Pala Tiziano contro Cantù, perso 80 - 82 dopo un over time, ha palesato evidenti difficoltà, specialmente nei secondi finali dei periodi, quando ha gettato al vento - specialmente con Jordan Taylor - diversi preziosi punti che avrebbero probabilmente indirizzato a suo favore l’esito del match, proprio come successe ad Avellino nell’ultima decisiva azione. Sarà, inesorabilmente, la partita della resurrezione, per chi ne uscirà vincente, e della crisi, per i vinti.

L’incontro avrà, quindi, risvolti di carattere psicologico difficilmente prevedibili ma, probabilmente, decisivi. In questo contesto, però, non si può che rimanere all’interno di un’analisi prettamente tecnica, le cui pieghe avranno solo una porzione di rilevanza per il risultato finale. Caserta dispone di un roster giovane, non particolarmente lungo, ma di discreto atletismo, specialmente nella guardia Chris Roberts che, nonostante abbia completamente sbagliato la partita di Reggio, vanta ottime statistiche complessive; nell’ala Jeff Brooks, il più esperto e conosciuto tra i cinque stranieri casertani, abile rimbalzista e grande difensore, di fresca memoria per i supporters romani avendo acceso un epico duello in maglia canturina con Gigi Datome nella semifinale dei play off della stagione scorsa; e nel giovane centro Cameron Todd Moore, una delle più piacevoli sorprese di tutto il campionato. Insieme al reintegrato Hannah, sono loro le principali frecce dell’arco a disposizione di coach Molin, vecchia volpe dei parquet nazionali ed europei. Il resto della squadra è rappresentato dal quinto straniero, l’ala Carleton Scott, poco impiegato dal tecnico in questo primo frangente di stagione, dal giovanissimo e promettente Michele Vitali, che abitualmente entra in quintetto base come terzo esterno, e dai due “anziani” del gruppo, Marco Mordente ed Andrea Michelori, oltre che dalla promessa della cantera felsinea quest'anno trapiantato a Caserta, il play Claudio Tommasini.

Per uscire vincitrice dal Pala Maggiò, Roma dovrà far rispettare la legge del roster più lungo ed affidabile, migliorando le rotazioni nel settore degli esterni con più minuti concessi all’ottimo Riccardo Moraschini dell’ultima partita europea a Saragozza, ed a Lollo D’Ercole, particolarmente adatto alla marcatura di Chris Roberts. Potrà, inoltre, adattarsi ai quintetti bassi di Molin, disponendo di una più ampia gamma di esterni rispetto alla Juve e potrà giocarsi anche la carta di far giocare, in quei frangenti, Quinton Hosley da ala forte per proporre un interessantissimo duello con Jeff Brooks. I due centri nigeriani di Roma, con l’apporto di Michael Ignerski, se la vedranno con gli altri lunghi campani, in un settore dove le recenti difficoltà virtussine dovrebbero progressivamente venire meno, sia dal graduale miglioramento recentemente mostrato da Trevor Mbakwe, sia dalle attuali statistiche che vedono le due squadre appaiate poco sopra i 32 r.p.g.

In definitiva, partita molto combattuta e a basso punteggio, con Caserta che prevale per percentuale al tiro da due punti e Roma in quello dall’arco, ma che verrà decisa dalla maggiore qualità tecnica e di esperienza complessiva della Virtus, nonché dalla lunghezza del suo roster, se ben gestito da coach Dalmonte. Per amor di previsione e di … innocente azzardo, lanciamo nella rete anche il risultato: 65 - 69, con Phil Goss principale autore dell’allungo decisivo capitolino.

 

Alato, 7.11.2013

[08-11-2013]

 
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