Giornale di informazione di Roma - Domenica 02 ottobre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

Acea Roma fermata a Saragozza

Ancora fatale un arrivo in volata

Terzo stop nelle ultime quattro gare per la Virtus Roma, superata 74-68 dal Cai Saragozza nella quarta giornata del girone eliminatorio di Eurocup. Anche nella serata spagnola la Virtus evidenzia nel corso dei 40' pregi e difetti del suo tormentato avvio stagionale, riuscendo a ritornare in partita dopo un avvio alquanto preoccupante, per poi però perdere la bussola - e sta diventando una consuetudine - nei momenti decisivi. La mancanza di una leadership chiara ed indiscussa all'interno del gruppo, fa sì che le responsabilità vengano prese di volta in volta da elementi diversi, e se nelle recenti occasioni di Avellino e contro Cantù il cerino era rimasto volutamente in mano a Jordan Taylor, in terra iberica è stato Phil Goss a volersi prendere la squadra sulle spalle, senza però riuscire nell'intento, coi possessi del sorpasso e dell'aggancio sprecati finanche dalla lunetta.

Gli spagnoli partono subito forte, appoggiando tutto il gioco sui lunghi - il georgiano Shermadini e lo statunitense Jones - e caricando di falli gli omologhi romani. In un primo quarto dove le polveri virtussine risultano essere alquanto bagnate, il parziale di 21-9 sembra precludere ad un facile e largo successo per i padroni di casa. Necessità, però, fa virtù ed il quintetto giallorosso si abbassa, con l'ingresso di Moraschini e l'utilizzo in ala forte di Quinton Hosley. E' il preludio al controparziale di 14-2 che riporta Roma alla parità a 31, prima che il finale di primo tempo preconizzi sinistramente quello che avverrà al termine della gara. Saragozza controlla quasi tutti i rimbalzi, subisce falli con continuità sospetta andando in lunetta con regolare frequenza, mentre la Virtus al solito trova spesso da lontano i punti che le consentono il riaggancio, con un Jimmy Baron particolarmente ispirato.

La stessa falsariga prosugue nella ripresa, quando anche Ignerski e Taylor colpiscono da tre, mentre dalla parte opposta Eziukwu e Mbakwe provano a turno a limitare i lunghi avversari. La Virtus mette anche il naso avanti (49-51 al 29'), prima che in apertura di quarto periodo la vecchia conoscenza italiana Viktor Sanikidze infili sette punti consecutivi per lo strappo interno del 32' (60-53). Goss e Hosley riportano la Virtus a stretto contatto in vista del rush finale, che vede anche Dalmonte ribellarsi al metro arbitrale oltremodo penalizzante per i suoi (28-8 il conto dei tiri liberi a vantaggio dei padroni di casa) e subire il fallo tecnico che spariglia al 37' (67-66).

Da quel momento amnesia quasi totale per la Virtus, con attacchi senza costrutto e palle gettate al vento dal già citato Goss in modo particolare. Saragozza non fa molto di più, ma quanto basta per arrivare in vantaggio di due (70-68), con 18 secondi da giocare in difesa. La decisione di fare fallo e mandare in lunetta Goss si rivela perfetta, visti i due errori dell'americano che condannano alla sconfitta una Virtus evidentemente ancora troppo acerba per cogliere successi che pure appaiono alla sua portata. Difficile a questo punto prendere posizione sulla quantità del famoso bicchiere: se da una parte si continuano ad intravedere notevoli potenzialità tecniche nella quasi totalità del roster, dall'altra certe amnesie - personali e collettive - sembrano difficilmente eliminabili, specie in mancanza di una chiara suddivisione dei ruoli e delle responsabilità.

Il test di domenica prossima a Caserta (ore 18,15 diretta Romauno), già fondamentale ai fini della classifica, porterà inevitabilmente l'immaginario contenuto verso un estremo ben preciso, con i due punti da conquistare necessariamente su un campo ostile per tradizione, ma contro una squadra che seppur rafforzata in estate appare lontana dalle ambizioni e dalle possibilità di quella romana.

Andrea De Paolis

[06-11-2013]

 
Lascia il tuo commento