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La Virtus Roma riparte dall'Eurocup

Rinuncia all'Eurolega e conferma del low budget

Archiviata in fretta la delusione per l'epilogo della finale-scudetto, la Virtus Roma è già alle prese con le decisioni inerenti alla prossima stagione agonistica. Come spiegato dal General Manager Nicola Alberani in una conferenza stampa tenuta al Palatiziano, il primo passo della Virtus del futuro è quello della rinuncia alla partecipazione all'Eurolega, benchè questa sia stata ottenuta meritatamente sul campo. Le cause di questa dolorosa scelta sono - ovviamente - di carattere economico.

Nonostante l'ottimo cammino sportivo, la Virtus non è riuscita ad attrarre quegli sponsor "strutturali" utili a supportare il Presidente Toti nella gestione della società. Se a questo si unisce il costo proibitivo dell'impianto di gioco, che nel caso di partecipazione all'Eurolega avrebbe dovuto essere necessariamente il Palaeur, ecco che la soluzione più percorribile diviene quella di partecipare ad una competizione più abbordabile - sotto tutti i punti di vista - come l'Eurocup. Chiare al riguardo le parole di Alberani: "con i soldi dell'affitto del Palaeur per cinque partite ci potremmo permettere due Jordan Taylor".

Proprio il giovane americano è, attualmente, l'unico giocatore sotto contratto della Virtus. Se appaiono certe - salvo miracoli - le partenze di Lawal e Datome, entrambi con possibili approdi nella NBA, tutti gli altri protagonisti dell'esaltante stagione romana sono in attesa di ridiscutere la propria posizione. La squadra del futuro, quindi, nascerà con le stesse caratteristiche economiche e tecniche di quella passata, rimanendo praticamente invariato il budget e le aspettative sportive. "Si è scelto di comune accordo col Presidente di non fare il passo più lungo della gamba per quanto riguarda la partecipazione all'Eurolega che avrebbe comportato, oltre ai maggiori costi di gestione, anche l'allestimento di un roster più competitivo che, purtroppo, al momento non ci possiamo permettere". Una scelta apparentemente riduttiva, che consentirà però di "esportare il marchio della Virtus Roma all'estero", opportunità alla quale "la società non ha voluto rinunciare".

Per quanto riguarda l'allenatore, le voci che vogliono Marco Calvani lontano da Roma dal prossimo anno, sembrano trovare conferma dalle risposte, sia pure diplomatiche, di Alberani. "Non abbiamo ancora discusso il rinnovo del contratto, che del resto è scaduto anche a me. Ieri ho cercato Calvani, ma non l'ho trovato. Parleremo nei prossimi giorni, ci sarà una richiesta e vedremo se le reciproche volontà potranno coincidere". Rumors di mercato danno il coach romano come papabile per la panchina di Varese, mentre per quella romana circolano i nomi di Frates, Delmonte e Djordjevic.

Con il saluto reciproco tra giocatori e tifosi, avvenuto in serata sempre all'interno dell'impianto di piazza Apollodoro, termina quindi la migliore stagione della Virtus dell'ultimo lustro. I presupposti per il futuro, rispetto allo scorso anno di questi tempi, sono sicuramente migliori. Nonostante sia impossibile, a causa della difficile contingenza economica, ripetere le faraoniche campagne acquisti del passato, nè sia sostenibile utilizzare un impianto storico e dedicato quasi esclusivamente al basket come il Palaeur, la Virtus Roma continua ad esistere. Raddoppia la propria visibilità grazie alla partecipazione ad un torneo continentale dall'importante livello tecnico e prova a dimostrare, come avvenuto quest'anno, che non sono necessariamente gli investimenti economici a garantire il risultato, quanto piuttosto una programmazione oculata e realistica.

Andrea De Paolis

[21-06-2013]

 
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