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Virtus Roma, fine della corsa

Siena campione d'Italia per la settima volta consecutiva

Finisce davanti al proprio pubblico la corsa della Virtus Roma 2012-13. In gara5 della finale scudetto è battuta ancora una volta a domicilio dal Montepaschi Siena - 63-79 il punteggio finale - che si laurea campione d'Italia per la settima volta consecutiva, l'ottava in assoluto. Titolo meritatissimo per la squadra allenata da coach Banchi, che ha dimostrato in questi playoff di essere ancora la realtà più organizzata e competitiva, almeno a queste latitudini, avendo sconfitto prima dell'outsider Virtus Roma due autentiche corazzate come Milano e Varese.

Anche in questa quinta partita, giocata in un clima torrido sia per tensione che per temperatura, la Mens Sana conduce a piacimento fin dalla palla a due. Troppa la differenza carismatica dei due roster, con i toscani che possono contare sull'indiscussa leadership di almeno quattro elementi, mentre la Virtus rimane attanagliata nell'emotività dell'ambiente, a cominciare dal presidente Toti scatenato in tribuna, per passare al pubblico molto spesso ed inutilmente sopra le righe. Quando anche Calvani perde colpevolmente la testa e si fa cacciare dal campo, dando vita al primo break senese (13-21 all'11' dopo i quattro liberi di Brown), appare chiaro come la militarizzazione dell'evento giovi più agli ospiti, abituati a certi ambienti e capaci di esaltarsi ancora di più, piuttosto che ai bravi ragazzi virtussini, che non a caso rimangono per lunghi minuti senza segnare, smarriti dall'assenza del proprio coach.

Siena muove la palla perfettamente in attacco, andando a ricercare gli scarichi giusti per le conclusioni da tre punti. La tripla di Carraretto che conferma il vantaggio esterno in doppia cifra al 16' (20-30) è un anticipo di ciò che avverrà nella ripresa. Prima, però, Roma trova la forza di produrre un controbreak ispirato da Datome e Lawal che le consente di raggiungere l'intervallo addirittura in parità (33-33) infiammando il Palatiziano con i canestri e non con le proteste.

Al ritorno in campo, però, la musica cambia e diventa una sinfonia per il Montepaschi: il gioco dentro-fuori trova un interprete magistrale in Kristjan Kangur, che coadiuvato da Moss e Brown, è protagonista dell'allungo decisivo che riporta in poco tempo Siena al vantaggio a due cifre (38-50 al 26'). La Virtus è smarrita e deve rinunciare per lunghi minuti anche al malconcio Jordan Taylor. Solo Lawal riesce ad impensierire la difesa toscana, costringendo Eze al quinto fallo e realizzando i punti che consentono a Roma di non perdere definitivamente contatto (47-60 al 30').
L'ultima fiammata virtussina è la tripla di Goss del meno 8 (57-65 al 34'), ma quando il successivo tentativo dello stesso si spegne sul ferro la replica senese non si fa attendere: triple di Brown e Carraretto, con la schiacciata di Ortner del più 16 (61-77 al 38') a mettere il punto esclamativo su partita, serie e campionato.

Si chiude così la più esaltante stagione degli ultimi anni per entrambe le squadre: Siena, attesa da tutti ad un ridimensionamento oltre che economico anche tecnico, si aggiudica - proprio come gli anni scorsi - sia Scudetto che Coppa Italia, dimostrando la propria superiorità progettuale e mentale.

Roma disputa la sua migliore stagione da molti anni a questa parte, ed arriva ad una finale scudetto partendo da autentica outsider. Gli unici rammarici, in casa virtussina, sono legati all'eccessiva radicalizzazione dello scontro finale, con l'alzata dei toni che ha favorito i rivali più di quanto un provvidenziale understatement avrebbe garantito. E la probabile perdita del coach Marco Calvani, destinato pare irrimediabilmente ad altri lidi più munifici della risicata gestione Toti, la quale con ogni probabilità dovrà rinunciare anche alla disputa dell'Eurolega guadagnata sul campo.

Andrea De Paolis

[20-06-2013]

 
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