Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Siena ad un passo dal titolo

Alla Virtus non riesce il colpo esterno. Mercoledi match-ball per i toscani

Perde ancora la Virtus Roma e vede allontanarsi in modo forse definitivo il treno che porta allo scudetto. 81-71 il punteggio finale di gara4, una partita che ha ricordato per molti versi quella di 48 ore fa, con la Virtus che nei minuti finali ha perso il lume della ragione di fronte all'aggressività della difesa senese. Grandi meriti all'Acea per essere rimasta aggrappata alla partita anche di fronte ad alcune scelte arbitrali di dubbio gusto, ma come in gara3, quando si è trattato di andare a stringere, la squadra di Calvani si è ritrovata in mano il classico pugno di mosche.

Protagonisti positivi del match per i romani sicuramente Taylor, Lawal e Datome, mentre ha latitato a lungo Phil Goss e l'impiego di Bobby Jones nei minuti finali ha fatto rimpiangere, e non poco, il contributo che Olek Czyz aveva offerto nei minuti del suo utilizzo. Per Siena solo a sprazzi Bobby Brown ha sciorinato il suo repertorio, mentre notevole la prova di Moss, spietato in difesa ed efficace in attacco. Hackett, come spesso gli capita, è entrato in scena nei minuti decisivi, realizzando 13 dei suoi 16 punti nel secondo tempo.

La cronaca della partita vede la Mens Sana condurre costantemente nel punteggio, toccando un massimo vantaggio di otto punti nel corso del primo quarto, quando Ortner riesce a fare male alla difesa romana coi rimbalzi offensivi. Taylor e Czyz ricuciono lo strappo, tanto che al primo intervallo la Virtus è sotto di appena un punto (20-19), già recriminando sulla serata storta ai tiri liberi che diverranno un fattore - negativo - nell'economia della gara (9/16 contro il 21/23 dei padroni di casa).

Altro elemento determinante è, al solito, il tiro da tre punti, grazie al quale la formazione di Banchi costruisce il proprio vantaggio - seppur minimo - anche nel corso del secondo quarto. Vanno a segno Janning, Brown, Moss e la Virtus fatica non poco a rimanere in scia, affidandosi ai punti di Lawal da post basso e agli arresto e tiro di un Taylor versione extralusso. Trova anche la parità l'Acea in chiusura di tempo, ma un fallo antisportivo alquanto dubbio fischiato a Lorant manda al riposo Siena avanti di due (39-37).

Non cambia la musica nel terzo periodo, con il Montepaschi che trova l'antidoto alla zona di Calvani soprattutto grazie alle scorribande di Hackett, 9 punti nel quarto, mantenendo quasi sempre il controllo sulla partita. La Virtus prova anche a mettere il naso avanti, ma perde troppi palloni nei momenti importanti ed è impotente in difesa di fronte all'energia inattesa di uomini come Eze e Ress.

Quando si arriva agli ultimi minuti di gioco, la Virtus è ancora in grado - teoricamente - di operare il sorpasso, ma Moss si incolla a Datome, Hackett non fa ragionare Taylor e Phil Goss è in debito di fiato per riuscire a mettere i tiri che servirebbero per portare avanti i suoi. Bobby Jones ci mette del suo, prima perdendo un pallone sanguinoso in attacco, poi andando a commettere un fallo stavolta davvero antisportivo, che consente alla Mens Sana di trovare il vantaggio rassicurante nell'ultimo minuto di gioco. Margine finale anche impietoso per la Virtus, che paga tutta insieme la tassa dell'inesperienza dei suoi uomini migliori, primi tra tutti Taylor e Lawal.

Serie che vede quindi avanti i toscani 3-1, ad un solo passo dalla conquista del loro settimo scudetto consecutivo, che sarebbe record italiano. Le speranze residue della Virtus passano inevitabilmente dall'ultimo appello di gara5 - da vincere a tutti a costi - che avrà luogo mercoledì sera alle ore 20,30 e che servirà ad alimentare quello che stasera appare più ancora che un sogno, un autentico miraggio.

Andrea De Paolis



[17-06-2013]

 
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