Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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La Virtus sciupa la grande occasione

Stavolta Roma a subire la rimonta. Siena torna avanti

Sconfitta amarissima per la Virtus Roma, che perde 89-81 gara3 della finale scudetto dopo avere a lungo accarezzato il sogno di espugnare il Palaestra e tornare in vantaggio nella serie e nel fattore campo. Arriva a tre minuti dal traguardo, ma poi si inceppa e subisce un parziale indiscutibile di 21-6, frutto dei canestri da tre punti del giustiziere di serata, il cecchino Bobby Brown.

Una lunga battaglia, quella che va in scena nell'infuocato catino senese, che premia alla fine dei 40' la squadra più abituata a partite di questa intensità emotiva. Roma ritrova il suo capitano Gigi Datome, che già nel primo quarto ad alto punteggio (28-24) realizza 14 punti e mantiene Roma in linea di galleggiamento nei confronti della Mens Sana che cerca e trova con successo l'arma che si rivelerà decisiva per la sua vittoria, il tiro da tre punti.

E' il frutto della scelta difensiva di Calvani, quella di intasare l'area di fronte alle penetrazioni di Hackett, ma che si dimostra una coperta corta quando anche comprimari finora ai margini come Janning si iscrivono a referto, sfruttando gli scarichi del giovane talento di scuola americana. Quando la produzione offensiva di Datome cala, in seguito all'efficace marcatura di Hackett che rimpiazza nell'arduo compito Moss gravato di falli, la Virtus trova in Bobby Jones l'uomo da cui andare non solo per rimanere in partita, ma anche per portarsi in vantaggio a ridosso dell'intervallo lungo (39-43 al 18'). Qui la Virtus, anticipando quello che avverrà a fine partita, si blocca e Siena può andare al riposo sull'onda emotiva del canestro da lontano di Tomas Ress che impatta a 43 e rimanda tutto al secondo tempo.

Ancora cinque punti in fila di Bobby Jones per l'allungo romano in apertura di quarto, ma Siena non ci sta e piazza un 10-0 firmato Benjamin Eze, che si esalta nel duello con lo svagato Lawal. Siena è spesso a zona, mentre Calvani non si fida e rimane con la marcatura a uomo, tenendo a lungo sul parquet Peter Lorant, il quale prende via via confidenza anche offensiva, fino a segnare la tripla del +5 al 35' (66-71), che mette fine ad un periodo di alternanza alla guida del match e che porta Roma avanti nel lungo rettilineo prima dello striscione del traguardo.

Traguardo che pare davvero a portata di mano quando due minuti più tardi il distacco è salito a +7 (68-75) con la schiacciata di Gani Lawal e con Siena che pare ormai rassegnata, come testimonia il successivo tiro cortissimo di Ress da tre punti. E' però su quel rimbalzo che la partita gira implacabilmente: la palla finisce a Brown che segna da otto metri, rianimando il pubblico e stordendo la Virtus che smette di segnare. Altre due triple di Brown, una di Janning e un canestro in entrata di Hackett, ed in un minuto la frittata è girata e la Virtus già sul pullman che la riporta in albergo a leccarsi le ferite di una sconfitta che presenta sinistre analogie con gara3 della semifinale del 2007, quando l'allora Lottomatica sciupò un setball gigantesco prima di soccombere al termine di ben tre supplementari e dare il via, di fatto, alla dinastia senese che dura fino ad oggi.

E' con queste premesse che la squadra romana si prepara a gara 4, in programma lunedì sera alle 20,45 ancora in Toscana, e che a questo punto va considerata come la partita decisiva di questo campionato. Una vittoria riporterebbe la Virtus in piena corsa per il titolo, mentre la sconfitta che isserebbe Siena sul 3-1 sarebbe una pietra troppo grande al collo dei romani, già da ora in pericolosa apnea.

Andrea De Paolis

[16-06-2013]

 
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