Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

Virtus Roma in finale!

Il sogno continua. Travolta Cantý in gara7

La favola della Virtus Roma ancora non è finita. Asfalta Cantù (89-70) in una gara7 dominata dal primo all'ultimo minuto e conquista la finale dopo cinque anni (l'ultima nel 2008), facendo letteralmente impazzire il pubblico giunto al Palatiziano e che ha seguito la partita sia dentro l'impianto, per i fortunati che hanno trovato il biglietto, sia fuori davanti ad un maxischerrmo sistemato in extremis.

I ragazzi di Calvani sono scesi sul parquet con gli occhi iniettati di sangue, decisi a sbranare una preda che già due giorni fa era stata tramortita a domicilio. E ci riescono grazie a 40 minuti di rara intensità, dove la difesa diventa spietata nell'impedire canestri facili e permette all'attacco di tirare fuori il meglio grazie alle prestazioni sontuose di Goss, Taylor, Jones e D'Ercole.

Non che gli altri demeritino, a partire da Datome subito nel vivo del gioco, da un Czyz super energico e dai minuti di quantità di Lorant e Bailey. Cantù rimane aggrappata alle spalle solide di Aradori, ma gli altri soffrono l'ambiente ostile e non riescono a restare in partita con la giusta determinazione, quella che a Roma non fa difetto mai, figuriamoci in una serata come questa.

Il 9-2 col quale si aprono le danze è il primo inquivocabile segnale di come andrà a finire. Cantù prova a restare in contatto, e si riavvicina sul finire del primo quarto, quando Tabu rileva uno spaesato Ragland e infila da tre punti il meno uno (17-16). Goss, dopo un paio di palle perse, comincia a scaldare la mano dall'arco e lo strapotere di Lawal sotto canestro fa il resto: ancora allungo Virtus al 14' (28-16) e primo vantaggio in doppia cifra.

Roma trova il canestro con continuità, e quando le polveri accennano a bagnarsi ecco che arrivano in soccorso i canestri di D'Ercole, spettacolare anche in difesa su Mazzarino, e di un Jordan Taylor in versione NBA. I lombardi guidati in panchina Trinchieri provano ad eseguire gli schemi, sfoderando la consueta circolazione di palla, ma soffrono tremendamente la maggiore fisicità della Virtus che non concede - se non assai di rado - tiri facili. Il secondo quarto si chiude sulla magia di Goss che manda la Virtus al riposo sopra di dieci (42-32), in pieno controllo di inerzia e risultato.

Nel terzo quarto arriva la spallata decisiva, come da migliore tradizione stagionale: Goss e Taylor si esaltano al tiro ed al 24' Roma tocca i sedici punti di divario (52-36) che mettono una gigantesca ipoteca su partita e serie. Trinchieri prova ad inceppare l'ingranaggio chiamando la zona fronte pari, che produce effetti tali da costringere Calvani al timeout (54-45 al 27'). Datome non trova più il canestro e deve essere lo straripante Bobby Jones a fermare il recupero canturino, con i rimbalzi d'attacco, la difesa spietata anche sugli esterni, ed infine col canestro del nuovo +10 in apertura di quarto periodo, preludio alla tripla dall'angolo di D'Ercole, ulteriore indubbio segnale dei titoli di coda in arrivo.

E più che i titoli di coda arrivano direttamente i fuochi d'artificio, grazie ai canestri impossibili di Taylor (da tre più il fallo), di Czyz con la schiacciata del + 15 (68-53 al 33'), di Goss e Bailey anche loro da tre punti, ed infine con la tripla del massimo vantaggio firmata Bobby Jones, 87-63 ad un minuto dalla fine. Inevitabile alla sirena finale la pacifica invasione di campo di un pubblico giustamente esaltato per una Virtus che offre il meglio di sè dal punto di vista tecnico proprio nella serata più importante da anni a questa parte.

Finisce così la serie di semifinale contro una degna avversaria come la Lenovo Cantù, che come Reggio Emilia nel turno precedente ha tenuto testa fino alla fine ad una squadra romana che entra a questo punto, a prescindere da come vada a finire la finale, di diritto nella storia del basket capitolino e destinata a restarci a lungo per l'incredibile voglia di vincere dimostrata dai giocatori e dallo staff tutto.

Finale imminente, quindi, ma della quale non si conosce ancora il nome della rivale. Domani sera a Masnago è in programma la decisiva gara7 tra Cimberio Varese e Montepaschi Siena, epilogo avvincente di un altra serie dominata dall'equilibrio e dall'incertezza, impreziosita da rilevanti prodezze balistiche, ma avvelenata da polemiche eccessive e non sempre legate al campo di gioco.

Prossimo appuntamento quindi ancora da stabilire per la Virtus Roma, ma la certezza meravigliosa di disputare una finale scudetto impensabile ad inizio stagione, e per questo dal sapore ancora più dolce.

Andrea De Paolis

[07-06-2013]

 
Lascia il tuo commento