Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Immensa Virtus! Tutti a gara 7

Espugnata Cantý dopo 40' di battaglia

Straordinaria impresa della Virtus Roma che esce vincente dal Pianella di Cantù, 69-74 il risultato finale, rimandando il verdetto che pareva già scritto alla decisiva bella in programma giovedi sera al Palatiziano. Un'impresa che gli uomini di Calvani realizzano riuscendo a rimanere in partita durante tutti i quaranta minuti, senza subire le amnesie mentali patite nei precedenti incontri della serie e che l'avevano costretta ad affannose rimonte non sempre coronate da successo.

Stavolta la Virtus rimane dentro la partita fin dalla palla a due, e lo fa affidandosi ai giocatori più solidi dal punto di vista mentale. Esemplari in questo senso i due maggiori acciaccati, D'Ercole e Datome, che ritrovano il feeling col canestro già nei primi venti minuti di gioco - quelli in cui Cantù prova a scrivere il copione consueto - permettendo a Roma di rimanere in scia.

Sono Tyus e Mazzarino i lombardi che maggiormente impensieriscono la difesa romana: il primo si fa luce sotto canestro a suon di schiacciate, anche se finirà per perdere il confronto diretto con un Lawal esplosivo sui due lati del campo; l'altro colpisce con precisione chirurgica dall'arco dei tre punti, suo il canestro del 22-14 all'11', massimo vantaggio interno. La Virtus reagisce con un controparziale di 7-0 grazie ai suoi esterni, e da lì comincia una lunga alternanza alla guida del match senza che nessuna delle due squadre riesca a prendere il sopravvento.

Calvani ruota pochi uomini, appena qualche minuto per Czyz, Bailey e Lorant, preferendo dare spazio ai migliori in una gara senza domani. La Virtus non concede molto in difesa, dove la marcatura a uomo è efficace specie nei confronti di Aradori e Ragland, ma non sul miglior Mancinelli della serie che trova inaspettati punti. Al riposo lungo sotto di tre (38-35), la Virtus al rientro in campo mostra la faccia giusta e mette il naso avanti coi canestri di Jones e Lawal. La gara scorre via veloce, quasi che entrambe le squadre siano consapevoli che il risultato si deciderà alla fine e non vedano l'ora di conoscerlo.

E quando alla fine manca davvero poco, a ridosso degli ultimi cinque minuti di gara col punteggio ancora in parità (55-55 al 35'), entra in scena l'indiscutibile match winner di serata, al secolo Phil Goss: canestro in penetrazione e assist per Lawal, per il più quattro Roma. Cantù sciupa in attacco tra palle perse e tiri aperti sbagliati, e ancora il numero 5 romano colpisce prima in entrata, poi dalla lunetta con il libero aggiuntivo ed infine con la tripla del più sette a poco più di un minuto dalla fine. Cantù trova cinque punti rapidi che costringono Calvani al timeout, all'uscita dal quale ancora Goss inventa in penetrazione il canestro della vittoria, quello a cui i brianzoli non possono più replicare per mancanza di precisione e di tempo.

Arriva così la vittoria per la Virtus, che non è retorico definire storica, non fosse altro che per le numerose analogie con la semifinale scudetto del 1983, anch'essa disputata contro la Pallacanestro Cantù. La serie si trasferisce di nuovo a Roma, per la decisiva gara 7 in programma alle 21 di giovedì sera, davanti ad un pubblico che avrebbe potuto essere maggiore se la partita si fosse disputata, come forse più giusto, al Palaeur. Dove, se tutto andrà bene, ci si trasferirà per l'agognata finale.

Andrea De Paolis

[05-06-2013]

 
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