Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Virtus Roma, un piede fuori dai playoff

Cantù espugna il Palatiziano e martedi può chiudere la serie

Non basta alla Virtus Roma il tutto esaurito sugli spalti e la spinta del proprio pubblico. Si deve inchinare anche nettamente, 66-77, alla maggiore forza e profondità della Lenovo Cantù, che ribalta la serie portandosi sul 3-2, ad un solo passo dalla finale scudetto.

Decisivo per le sorti di questa gara5 l'infortunio alla caviglia che sta condizionando il rendimento di Gigi Datome, solo 6 punti e tanta sofferenza nei suoi 29 minuti sul parquet. Cantù disputa un match adeguato al suo non indifferente potenziale offensivo e domina l'incontro dall'inizio alla fine, sfruttando la precisione da tre punti nei rari momenti di difficoltà.

La partenza a zona, mossa azzardata di Calvani, è manna dal cielo per Aradori, che comincia con un 3/3 dall'arco e spedisce la Virtus subito ad inseguire, come da tradizione di questa serie. E' Jordan Taylor il leader di giornata per i giallorossi, i suoi arresto e tiro permettono alla Virtus di rimanere in scia, mentre Cantù domina anche sotto canestro nonostante i falli di Tyus e Scekic.

Chiuso in parità il primo quarto (19-19) grazie all'energia di Czyz e Bobby Jones, Roma con una tripla di Taylor passa anche a condurre, ma la cattiva gestione di alcuni palloni non permette di creare quel break utile a scaldare ulteriormente il tifo sugli spalti. Se la difesa virtussina fatica a contenere la migliore organizzazione offensiva degli avversari, i problemi maggiori arrivano in attacco, dove sia Datome che D'Ercole non producono punti per evidenti problemi fisici, mentre gli altri non trovano la via del canestro per evidenti limiti tecnici. Così la Lenovo ha gioco facile nel ritrovare il vantaggio con i canestri di Ragland in penetrazione e di Leunen dall'arco, e di aumentarlo con il solito mortifero Mazzarino, che colpisce da tre punti per il nuovo +6 brianzolo (29-35 al 18').

Nel terzo quarto la Virtus è chiamata a tirare fuori il tutto e per tutto, ma al contrario la partita si incammina inequivocabilmente verso lombardi lidi: Leunen battezza anche lui la zona con due triple, Bobby Jones si becca un tenico che frutta altri quattro punti ed il vantaggio brianzolo arriva in doppia cifra (35-48 al 24').

Comincia così un lungo alternarsi di minibreak reciproci, con Roma che si riavvicina al meno sei in più di un occasione, sempre ricacciata indietro dalle triple chirurgiche degli esterni canturini, che chiuderanno con un pregevole 10/19 dalla grande distanza. Al contrario, le percentuali virtussine rimangono ampiamente deficitarie, finanche dalla lunetta dove la metà dei tiri liberi a disposizione vengono miseramente falliti.

Numeri impietosi che non possono che condannare la Virtus alla sconfitta, che arriva puntuale e che rischia seriamente di essere quella decisiva. Martedì sera al Pianella tutti i pronostici sono per i padroni di casa, ad un solo passo dal ritrovare la finale scudetto dalla quale mancano dal 2011 e dove potranno ritrovare, con ogni probabilità, la solita rivale Siena, in testa 3-1 nell'altra semifinale con Varese. Per la Virtus il miracolo è affidato sostanzialmente alla caviglia di Datome: se guarirà, esistono ancora speranze di rimandare tutto a gara7.

Andrea De Paolis

[03-06-2013]

 
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