Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Virtus Roma, sconfitta in fotocopia

Vince ancora Cantý. Serie sul 2-2. Domenica si torna a Roma

Sconfitta in fotocopia per la Virtus Roma, che ricalca la battuta d'arresto di due giorni fa al Pianella di Cantù perfino nel risultato, ancora 81-73 per i brianzoli. Anche il copione della gara è stato lo stesso, con Cantù perennemente avanti nel punteggio e la Virtus incapace di produrre lo strappo definitivo per agganciare almeno la parità.

Cambiano solo i protagonisti, e se in gara3 per i padroni di casa era stato decisivo Alex Tyus, stavolta è il veterano Mazzarino a prendersi la scena, ben coadiuvato da Ragland e dal concreto Jeff Brooks, decisivo anche nell'efficace marcatura dell'acciaccato Datome.

Il primo tempo della squadra di Calvani è da incubo, tale da far temere l'imbarcata: le percentuali al tiro sono ampiamente al di sotto del 50%, Jordan Taylor è costretto ad uscire presto dal campo per il dolore al naso e Cantù prende subito il largo (23-14 al 10').

Solo Goss e Lawal trovano il canestro con una certa continuità, ma la difesa a uomo è impotente negli uno contro uno di Aradori e Ragland. Il divario si fa importante sul finire del secondo quarto, quando Cantù tocca il massimo vantaggio sul +18 (39-21 al 18'), prima di chiudere la frazione su un rassicurante 43-28 che non lascia presagire nulla di buono per gli uomini di Calvani.

La zona che il coach capitolino ripresenta fin dall'inizio del terzo periodo si rivela tuttavia ben presto indigesta per i lombardi. La Virtus continua a non avere quasi nulla dal malconcio Datome, ma grazie all'indomito Taylor, al disordinato Jones ed al continuo Goss, il divario torna ad accorciarsi, fino al -6 del 29' (54-48) dopo una rocambolesca tripla di Bobby Jones.

Mazzarino sfrutta dalla lunetta il tecnico a Jordan Taylor con quattro liberi in fila e quando il quarto periodo ricomincia Cantù ritrova la doppia cifra di vantaggio. Con Lawal e Taylor gravati di quattro falli la partita pare compromessa per la Virtus, ed è ancora Mazzarino con cinque punti in fila a riportare Cantù sopra di 17 a meno di 5' dalla fine.

Roma però ha un cuore grande e non ci sta: Goss e Lawal si mettono in società per il controparziale di 17-5 con il quale l'Acea si riporta in partita, a -5 (78-73) con poco più di un minuto sul cronometro. Il successivo fallo in attacco di Aradori viene interpretato al contrario dagli arbitri, che mandano in lunetta l'azzurro per i liberi della sicurezza e la Virtus negli spogliatoi con la serie di nuovo in parità.

Come in gara3 la Virtus è entrata troppo tardi in partita, accumulando uno svantaggio troppo consistente per essere del tutto rimontato. Le percentuali al tiro si sono mantenute largamente insufficienti, comprese quelle dalla lunetta, e la prova clamorosamente al di sotto del solito rendimento offerta da Datome (4 punti con 2/12 al tiro) getta ombre sinistre sulla prossima partita.

Gara5 che andrà in scena domenica sera alle 20 davanti ad un Palatiziano già tutto esaurito e che non mancherà di far sentire la sua voce. Staremo a vedere se sarà sufficiente per ritrovare il vantaggio in questa equilibrata semifinale-scudetto.

Andrea De Paolis

[31-05-2013]

 
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