Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Avellino zittisce la Virtus

Meritata vittoria irpina al Palatiziano

La Virtus Roma perde contro la Sidigas Avellino la sua seconda partita consecutiva in campionato e lo fa dopo un tempo supplementare, 75-81. Una sconfitta meritata che sarebbe potuta arrivare anche prima dell'overtime se i campani non avessero dilapidato un vantaggio di sei punti negli ultimi novanta secondi di gioco. E che Roma avrebbe addirittura potuto vincere, quando a cinque secondi dalla sirena solo uno dei due tiri liberi tentati da Olek Czyz è andato a bersaglio, obbligando i due quintetti al prolungamento.

Davanti ad un pubblico caldissimo, soprattutto grazie alla sonora presenza degli ospiti irpini, si sono giocate praticamente due partite. La prima, quella dei primi venti minuti di gioco, scorre via veloce con la Virtus pronta a partire in contropiede e a sfruttare il dinamismo col quale Jordan Taylor attacca il rivale Jaka Lakovic, spesso cercando il suo sodale Gani Lawal. Il centro di origini nigeriane, però, conferma i passi indietro palesati a Varese la scorsa settimana e va a referto solo quando non può esimersi, cioè schiacciando.

Roma mantiene sempre qualche punto di vantaggio (23-20 al 10'), ma senza riuscire a produrre quel break utile a minare le certezze dei rivali biancoverdi. Certezze che dipendono principalmente dalla sicurezza con la quale Lakovic gestisce i possessi offensivi e che lasciano intravedere quello che puntualmente accadrà nella seconda parte di gara.

Quando infatti le due squadre tornano sul parquet dopo l'intervallo lungo, sul 41-35 per i padroni di casa, il ritmo improvvisamente scema. Roma sbaglia tiri facili e perde palloni con preoccupante facilità, mentre dalla parte opposta gli esterni irpini cominciano la lenta ma efficace opera di demolizione dell'altrui difesa. Il primo sorpasso arriva al 26' grazie a due liberi di Lakovic, ma sono le braccia armate di Dean e Richardson a siglare un terzo quarto (49-52) sanguinoso per Roma, chiuso con solo otto punti a referto e tutti più che faticosi.

Il parziale di 8-0 col quale Roma apre il quarto decisivo, grazie alle triple di Jones e Taylor, è solo illusorio. Avellino replica con un ben più letale controbreak di 0-10, ispirato e realizzato da un Lakovic che predica pallacanestro nonostante la difesa accorata di D'Ercole, il quale arriva esausto in attacco dove fallisce tiri aperti solitamente a bersaglio. Anche Datome è in difficoltà prolungata, solo 5/19 al tiro, alla continua ricerca di un miss match solo teorico.

Con Lawal fuori per falli la Virtus trova l'energia per riemergere dal baratro del meno sei (58-64 al 38') con Czyz, che realizza i punti del meno due (62-64), prima della tripla di Datome che fa esplodere il Palatiziano a 38 secondi dalla fine. Ma Lakovic è inarrestabile e serve a Linton Johnson il pallone del controsorpasso, pareggiato dall'1/2 del polacco  che rimanda tutto all'overtime.

Overtime durante il quale la Virtus non ne ha davvero più, stremata dalla regia dello sloveno Lakovic e dai rimbalzi di Ivanov. La precisione di entrambi dalla lunetta permette agli irpini di controllare il disperato tentativo di rimonta romano e di portare a casa, tra il tripudio dei propri tifosi, una vittoria che in realtà serve più ad alimentare i rimpianti per una stagione compromessa all'inizio piuttosto che ad avvicinarsi alla meta dei playoff, ormai affidata agli altrui risultati.

Per la Virtus sicuramente un altro esame fallito dopo quello di lunedì scorso a Varese. Tuttavia la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una "crisi di crescita", addirittura salutare in vista dei playoff, ormai da tempo raggiunti matematicamente e da affrontare partendo dalla migliore posizione possibile. Anche da quel secondo posto, ancora a portata di mano, e che potrebbe essere raggiunto già domenica prossima, quando a Sassari (ore 12, diretta La7 e Sportitalia) andrà in scena lo spareggio per accaparrarsi il prestigioso piazzamento.
Andrea De Paolis

[08-04-2013]

 
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