Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Varese stoppa la Virtus

Pasquetta di sofferenza per l'Acea Roma

Esce fortemente ridimensionata la Virtus Roma, dopo la sonora sconfitta patita dalla capolista Cimberio Varese, 81-58 il risultato finale. Una prova largamente al di sotto delle aspettative che non incide sulla posizione in classifica, con i romani ancora saldamente al terzo posto ed in corsa per il secondo, ma che potrebbe avere dei pericolosi contraccolpi sull'autostima dei ragazzi allenati da Calvani. Oltre al risultato finale c'è infatti da sottolineare il dato relativo alla valutazione di squadra, un eloquente 108-35 che fotografa bene l'andamento della partita.

L'equilibrio, infatti, resiste solo nel primo quarto di gioco (chiuso sul 18-17), quando Roma riesce a resistere alla sfuriata iniziale di Ebi Ere, subito otto punti in fila, rimanendo in contatto con i canestri da fuori di Goss e Taylor. La sfida tra Dunston e Lawal, indubbiamente i due migliori pivot del campionato, vede il primo a suo agio specie in difesa, dove costringe il suo omologo romano a cominciare lo show di infrazioni di passi che saranno la costante, per certi versi grottesca, di tutta la sua partita.

Priva delle certezze solitamente affidate al suo totem, Roma deve registrare anche le difficoltà di Datome, limitato dalla marcatura di Ere prima e di Polonara poi. Proprio quest'ultimo, in collaborazione con l'altro subentrato De Nicolao, è il fautore del primo vero strappo dell'incontro, quando nel corso della seconda frazione Roma soffre la difesa allungata dei lombardi e rimane lunghi minuti senza segnare. Così Varese arriva fino al più otto (31-23 al 18'), prima che cinque punti in fila di Phil Goss permettano alla Virtus di limitare il passivo in prossimità dell'intervallo lungo (33-28), distacco più che accettabile a fronte della pochezza offensiva.

Ci si aspetta quindi il consueto terzo quarto della riscossa, ma le attese rimangono tali. Varese raddoppia la propria aggressività difensiva, mentre Roma continua inutilmente a servire Lawal sotto canestro. Quando le palle perse cominciano a diventare seriali, la Cimberio inevitabilmente scappa: 13-0 di parziale nei primi cinque minuti del terzo quarto e partita che si avvia, tra le mille interruzioni di un arbitraggio importato da un altro non ancora identificato sport, già verso i titoli di coda. La guida sicura di Mike Green, i tiri da fuori di Dusan Sakota, l'energia di Banks ed Erik Rush certificano la maggiore lunghezza ed affidabilità del roster varesino e portano al massimo vantaggio del 30', 54-38.

Il quarto periodo serve a poco. Ancora infrazioni di passi di Lawal, che raggiunge la doppia cifra in questa insolita statistica, oscenità sparse anche per Taylor e Bobby Jones e minuti di effimera gloria per il somalo Faisal Aden. Il tutto mentre Varese allunga ulteriormente il divario, che arriva a toccare anche i 25 punti di margine (75-50 al 38') prima che la sirena fissi il punterggio finale.

La squadra lombarda si conferma con questa larga affermazione la favorita numero uno per la conquista del titolo, anche in virtù del primo posto in regolar season ormai blindato con due vittorie di vantaggio sulla seconda.
Per Roma, al contrario, sicuramente la peggiore esibizione della stagione, un pesante passo indietro che rischia di minare molte delle certezze accumulate grazie al prezioso lavoro svolto in questi mesi da Calvani e dal suo staff.

La sfida di domenica prossima, ore 18,15 al Palatiziano contro la rilanciata Sidigas Avellino, servirà a chiarire in maniera definitiva quali possono essere le reali ambizioni di questa Virtus, la cui stagione è comunque da promuovere a pieni voti indipendentemente da quello che sarà il verdetto finale del campo.

Andrea De Paolis

[01-04-2013]

 
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