Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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La Virtus non si ferma

Supera Venezia ed č sempre pių in alto

Ancora una vittoria, la quarta consecutiva, per la Virtus Roma che ha la meglio tra le mura amiche sulla Reyer Venezia per 74-69. Giocata in anticipo al sabato e davanti ad un pubblico abbastanza numeroso, la gara non è stata bellissima dal punto di vista spettacolare.

Colpa soprattutto della formazione lagunare, giunta priva della sua ala forte Diawara e forse per questo motivo schierata dal suo coach per tutta la partita a zona. Una difesa che ha infastidito non poco gli attaccanti della Virtus, a cominciare dal primo quarto, vinto dai veneti 17-25 e durante il quale solo il centro Gani Lawal è stato capace di portare punti per Roma. Suoi i primi 13, mentre gli esterni sembravano impotenti di fronte alla difesa 3-2 degli avversari.

Se da una parte, quella veneziana, solo il play Clark era capace di smuovere la retina alla fine di attacchi monotoni e sempre giocati sul filo dei 24 secondi, dalla parte opposta, oltre al citato Lawal segnali di vita, per quanto discontinui, arrivavano dal solo Datome (che chiuderà la partita a 17 punti superando i 2000 in serie A). Calvani trovava perciò dalla panchina l'energia necessaria per colmare il piccolo gap con gli ingressi, assai fruttuosi, sul parquet di D'Ercole e di Bobby Jones.

Venezia passava sette minuti senza segnare e la Virtus metteva per la prima volta il naso avanti al 17', con i primi punti di Jordan Taylor. Chiuso il primo tempo 36-32, Roma cercava nel terzo quarto il consueto strappo per chiudere la gara. Lo faceva grazie all'indomito Bobby Jones, autore della migliore gara stagionale dopo i già evidenti progressi di Siena, e ai primi punti di Phil Goss. Al 29' era più otto (53-45) ed il peggio pareva passato.

Se nei primi venti minuti ad impazzare per Venezia era stato Keydren Clark, nella ripresa si ergeva a protagonista il polacco Szewczyk, abile a sfruttare gli scarichi e a colpire da lontano. Suoi i canestri che permettevano ai veneti di ricucire lo strappo, suoi molti rimbalzi offensivi grazie ai quali anche altri attori entravano in scena. Così la Virtus arrivava agli ultimi due minuti di gioco con due soli punti di vantaggio (66-64 al 38') dopo aver pagato dazio anche a Marconato, Hubalek ed Alvin Young.

La qualità dell'attacco rimaneva pessima per Roma fin quando, ed erano i momenti decisivi, Jordan Taylor si prendeva la ribalta: canestro in contropiede, assist a Lawal per il più quattro (70-66), rimbalzo difensivo prima del canestro di Datome su rimbalzo d'attacco che di fatto chiudeva la gara sul 72-66 ad un minuto dalla fine.

Passa ancora un esame, la Virtus Roma, in una partita delicata soprattutto dal punto di vista psicologico dopo la rotonda vittoria di Siena che poteva recare qualche insidia da troppa autostima. Con la consueta umiltà, invece, i ragazzi di Calvani sono venuti a capo di una squadra che ha proposto una pessima pallacanestro su entrambi i lati del campo e che non meritava davvero di uscire con la vittoria.

Le prospettive, per ciò che concerne la classifica, diventano sempre più rosee anche in seguito all'inaspettato stop casalingo dell'EA7 Milano, che consolida Roma al terzo posto assoluto in classifica. Prossimo appuntamento sempre in casa, domenica 24 alle 18,15, contro la Virtus Bologna in crisi d'identità e di risultati.

Andrea De Paolis

[17-03-2013]

 
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