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Milano passeggia sui resti di Roma

Troppa differenza, ma la Virtus salva l'onore

"Mission impossible" in versione capitolina non finisce col lieto fine e la Virtus Roma è troppo corta ed acciaccata per fare paura ad una corazzata come l'EA7 Milano griffata Scariolo. Termina 66-79 per i milanesi, e va pure bene a Roma che dopo l'inizio shock rischia di prendere un'imbarcata che avrebbe tolto molta autostima ai ragazzi di Calvani.

Già corta da almeno tre mesi nelle rotazioni, l'Acea deve rinunciare anche a Datome, zoppicante e in veste di capitano non giocatore, e dopo otto minuti la partita è già virtualmente finita. Calvani chiama timeout sul 6-21, con i romani che non solo non segnano da lontano - sarà una costante di tutta la partita - ma sbagliano l'impossibile anche da sotto e dalla lunetta.

Imbarazzante quello che accade sulle due panchine: da una parte il coach romano si volta e non trova praticamente nessuno da mandare sul parquet, se non i volenterosi ma poco produttivi Lorant e D'Ercole; dall'altra Scariolo può scegliere dal mazzo giocatori che sarebbero titolari in molte squadre di Eurolega, permettendosi il lusso di dare zero minuti a gente come Giachetti e Basile.

Nonostante queste poco incoraggianti premesse Roma alla lunga riesce a rientrare, almeno formalmente, in partita. Si accende Lawal, che vince il duello con Bouroussis (22 punti e 8 rimbalzi per il centro di origine nigeriana); lo segue a ruota il sodale Jordan Taylor per un recupero che porta Roma fino al meno quattro (28-32 al 17').

Come nella sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro Varese, però, Roma non è particolarmente fortunata con le ali tiratrici che escono dalla panchina. Se in quella circostanza era stato Dusan Sakota a spegnere i sogni di gloria della Virtus, in questa occasione ci pensa il quasi tagliato Antonis Fotsis a sopire gli entusiasmi di un pubblico voglioso di ripetere a distanza di ventiquattro ore quanto accaduto nella vicina arena calcistica.

Suo il canestro del più sette che permette a Milano di tornare a distanza di sicurezza e di allungare ancora fino al più tredici dell'intervallo (30-43), come sue saranno le due triple che in chiusura di partita, con Roma tornata a meno cinque (64-69 al 39'), permetteranno ai biancorossi di centrare l'ottava vittoria consecutiva in trasferta e di agganciare la Virtus (oltre a Cantù) al quarto posto in classifica alle spalle di Varese, Sassari e Siena.

Tra questi due momenti-chiave da segnalare le diverse percentuali nel tiro da tre, figlie della diversa qualità dei due attacchi: se Milano ha prodotto un decisivo 12/30 grazie alla virtuosa circolazione di palla (16 gli assist complessivi), Roma ha attaccato in maniera molto farraginosa, ad esclusione dell'asse Taylor-Lawal, sfornando un 2/16 dai 6,75 che è record negativo stagionale.

Troppa, insomma, la differenza di valori in campo, in una partita che nulla aggiunge e nulla toglie alla stagione delle due squadre e dal risultato che mai avrebbe potuto essere diverso, stante l'assenza di Gigi Datome.

Per arginare la piccola crisi di risultati (due sconfitte consecutive in campionato, tre su quattro compresa la Coppa Italia), a Roma non resta che recuperare Datome ed andare a vincere a Caserta domenica prossima, ore 18,15, sul campo di una squadra che pur alle prese con una situazione quasi disperata a livello societario sta disputando una stagione sorprendente per ciò che riguarda i risultati e che sarà intenzionata a non regalare nulla di fronte ad un avversario tradizionalmente ostile.

Andrea De Paolis

[17-02-2013]

 
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